Adele Lonati. Quando la leadership non è potere ma servizio

“Ogni sfida, ogni caduta, ogni passo mi hanno insegnato che la vulnerabilità è un punto di forza, che le cicatrici raccontano storie di rinascita. La maternità, l’impegno nel sociale, i progetti costruiti con visione tutto si é intrecciato in un disegno che oggi chiamo la mia vita”. Adele Lonati, figlia, mamma, moglie, imprenditrice, particolarmente attiva nel mondo del sociale e del volontariato, si racconta a BRE delineando il profilo di una donna caparbia, tenace, risoluta ma incline a quel concetto di grazia e gentilezza oggi assai raro. Una genesi fondata su basi solide, densa di valori, ideali importanti e ben saldi grazie ai quali è riuscita a “vestire” tanti ruoli confortata sempre dal senso più autentico della vita, quello suggerito dalla Famiglia.

Provieni da una dinastia di imprenditori, che infanzia hai avuto e quali sono stati i grandi insegnamenti che hanno forgiato la tua personalità?La mia infanzia è stata un delicato equilibrio tra radici profonde e sogni da costruire. Mio padre ha accompagnato la mia crescita infondendomi ideali molto forti, uno su tutti il senso del lavoro, un valore sacro mentre mia madre, attraverso la sua instancabile dedizione, mi ha insegnato che si può essere forti senza mai perdere la gentilezza.Sono cresciuta osservando adulti tenaci particolarmente inclini alle responsabilità, come mio nonno Francesco, fondatore del Gruppo Lonati e questo “clima” mi ha trasmesso in maniera quasi fisiologica il concetto di leadership che non è potere, ma servizio. L’onestà, la perseveranza e il rispetto per ogni essere umano sono i pilastri che hanno forgiato la mia personalità. In una famiglia di imprenditori, ho imparato che il vero patrimonio non è quello materiale, ma l’integrità.

Quali sono stati i momenti significativi della tua vita?Pensando ai momenti significativi della mia vita inevitabilmente rifletto sui tanti momenti in cui si è chiamati a rimanere saldi, concentrati, anche quando tutto sembra vacillare. Circostanze durante le quali ho dovuto contare solo sulle mie forze. É proprio in quei momenti che la mia famiglia si è rivelata un faro: l’abbraccio dei miei figli, il sostegno incondizionato di mio marito e persino lo scodinzolate dei miei adorati quattro cani.Ogni sfida, ogni caduta, ogni passo mi hanno insegnato che la vulnerabilità è un punto di forza, che le cicatrici raccontano storie di rinascita. La maternità, l’impegno nel sociale, i progetti costruiti con visione tutto si é intrecciato in un disegno che oggi chiamo la mia vita.

Vivi in un contesto imprenditoriale ma anche famigliare maschile. Cosa significa oggi essere donna? Quali chance possediamo e quali invece possono essere ancora le nostre zone d’ombra?Essere donna oggi, in un mondo dove la leadership è ancora spesso declinata al maschile, significa portare una voce diversa. Significa, ogni giorno, ricordare che l’empatia è una forma di intelligenza, che la capacità di ascoltare è una forza strategica, che la cura non è debolezza, ma fondamento.Oggi, rispetto al passato, abbiamo fatto tanta strada, possediamo le capacità, la preparazione e una visione più concreta. Dobbiamo però ancora liberarci da alcune zone d’ombra: l’idea che il successo femminile debba sempre essere “giustificato”, che l’equilibrio tra carriera e famiglia sia un peso da portare invece che un valore da esaltare. Dobbiamo essere esempio, ma anche un team. Perché una donna sola può essere forte, ma un gruppo di donne unite è invincibile.

Sei Presidente di Scalo Milano Outlet & More, Direttore Commerciale di Santoni, amministratore delegato di Lonati Immobiliare e consigliere  della Fondazione Adele e Cav. Francesco Lonati, e Amministratore unico di LAAS, Lonati Anglo-American School, hai una famiglia numerosa e coltivi con grande impegno una passione consacrata al charity e al sostegno per il prossimo… qual è il segreto della tua vita?Il segreto, se ne esiste veramente uno, è la gratitudine. Nulla di ciò che ho costruito avrebbe senso se non fossi grata di ciò che la vita mi dona. Per questo sento il dovere morale e profondo di restituire qualcosa attraverso il lavoro, i progetti sociali, l’impegno nel volontariato.La mia vita è fatta di tante cose: responsabilità, visione e coraggio ma tutto questo è sostenuto da un equilibrio interiore che nasce dalla consapevolezza di ciò che conta davvero: i miei figli, mio marito, la mia famiglia. E poi il contatto con la realtà, anche la più fragile perché è proprio lì che ritrovo il senso della vita. 

Con Scalo Milano Outlet & More  hai diversificato il business, quali visioni alimentano la tua verve imprenditoriale?Ho sempre creduto che l’impresa non possa essere autoreferenziale. Scalo Milano Outlet & More è nato con l’idea di creare un ecosistema: un luogo in cui business, cultura, design, esperienze, persone potessero incontrarsi. È la mia idea di community dove l’estetica incontra l’etica.La mia visione è sempre stata umanistica, penso che l’economia debba generare valore per tutti, non solo per pochi. L’innovazione non è solo tecnologica, è sociale, è culturale, é ambientale. Questo è ciò che alimenta ogni mia scelta imprenditoriale: la possibilità di costruire futuro, ma con radici ben piantate nella storia e nei valori.

Con la Lonati Anglo American School e con Its Machina Lonati, con lungimiranza, hai puntato anche sulla formazione. Come sono nati questi istituti e con quali obiettivi?Credo profondamente che il futuro si costruisca nei banchi di scuola poichè è l’istruzione il vero motore del cambiamento. ITS Machina Lonati prima e la Lonati Anglo-American School dopo, sono nate per offrire ai giovani strumenti reali per affrontare un mondo in continua evoluzione. Non parlo solo di competenze didattiche e tecniche ma anche ti attitudine, come l’essere “open mind”, avere senso critico e capacità di lavorare in team. Ho sempre desiderato offrire ai ragazzi un’occasione vera e concreta, perché ogni talento merita un’opportunità.La LAAS Lonati Anglo-American School rappresenta il futuro dei  ragazzi; li accogliamo fin dalla tenera età nel micronido per accompagnarli sino alle superiori con l’innovativo e unico International Highschool for Innovation, preparandoli ad affrontare qualsiasi università nel mondo. 

Come ti vedi tra vent’anni?Spero ancora di sognare, di essere utile agli altri e di continuare ad imparare. Mi vedo circondata dalla mia famiglia, forse con qualche ruga ma con gli occhi ancora pieni di futuro. 

Quale sarebbe stato il piano B della tua vita invece?In realtà, non ho mai avuto un piano B. 

Non perché non abbia mai avuto dubbi o attraversato momenti difficili, quelli non sono mancati purtroppo, ma perché ho sempre creduto che ogni attimo della vita andasse vissuto fino in fondo, con presenza e gratitudine. Ogni giorno è un’occasione irripetibile, ogni esperienza porta con sé una lezione.

Non ho mai sentito il bisogno di immaginare una via di fuga o un’alternativa “di riserva”, perché preferisco affrontare ogni fase della vita con il cuore aperto e con fiducia. Non tutto si può pianificare, ma tutto si può accogliere se si è disposti a mettersi in gioco. E poi, ogni istante che viviamo non torna più: il vero segreto, per me, è esserci davvero. Sempre.

Qual è la cosa che oggi come donna, mamma, moglie e imprenditrice ti rende più orgogliosa?Sono orgogliosa quando i miei figli mi guardano e scoprono ogni volta una donna che non ha mai rinunciato a essere sé stessa, una madre presente, una compagna affidabile, una professionista coerente. Il mio orgoglio più grande non sta nei risultati, ma nell’esempio. Se anche solo una persona si è sentita ispirata da me a credere di più in sé stessa, allora vuol dire che ne è valsa la pena.

Oltre a tutto questo quali sono le altre passioni?Al di là del lavoro e dell’impegno familiare e sociale, una delle cose che più amo è stare con le persone che mi regalano serenità, semplicità, sorrisi e risate autentiche. Quelle presenze che non hanno bisogno di parole altisonanti, ma che ti fanno sentire bene con un gesto, uno sguardo, una risata condivisa. È lì che ricarico le energie. Sono anche una donna molto sportiva: per me il movimento è equilibrio, è spazio mentale, è libertà. Amo scoprire discipline nuove, anche insolite, perché credo che la vera crescita passi anche attraverso il corpo, una sorta di sfida con sé stessi. Una di queste è la pole dance, una disciplina che richiede forza, grazia, controllo e libertà. È una passione che mi ha sorpreso, perché unisce la determinazione fisica alla bellezza del superamento dei propri limiti e mi ricorda ogni volta che non esistono confini, solo nuove possibilità da esplorare.

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