Stimata e riconosciuta professionista, apprezzata per la precisa e significativa definizione estetica dei suoi trattamenti, la Dottoressa Aliona Muratov, specialista in Medicina Estetica è una delle personalità di riferimento nel settore. Esperta e sostenitrice in termini di rigenerazione, il nuovo paradigma della medicina estetica della longevità, ha da oltre un ventennio analizzato, studiato e sperimentato la scienza cellulare al servizio di una bellezza senza tempo. Invecchiare bene: ecco come la medicina rigenerativa preserva la freschezza del volto.
A cura di Annalisa Boni

Nel mondo della medicina estetica Aliona Muratov è oggi un nome che appartiene alla ristretta “rosa” dei professionisti italiani di maggior successo e popolarità. Ci racconta come e perchè si è avvicinata a questa materia? Circa un ventennio fa mi venne consigiata la partecipazione al primo master in medicina estetica in Italia, pioniere nell’accademizzazione di questa disciplina. Erano anni in cui la medicina estetica stava affrontando un periodo di profonda transizione, staccandosi progressivamente dalla chirurgia plastica, un periodo caratterizzato dall’ascesa dei primi trattamenti iniettabili e da un approccio culturale decisamente diverso rispetto a quello più maturo e glorioso di oggi. Quel mondo, ancora così poco conosciuto da noi medici, in realtà mi affascinava moltissimo. Decisi quindi di partecipare a quel master, forse anche per semplice curiosità e me ne innamorai letteralmente interpretando il desiderio di miglioramento della paziente come assoluto benessere psicologico. L’autostima non è un concetto astratto, ma un legame profondo che costruiamo giorno dopo giorno con l’immagine che proiettiamo e percepiamo di noi stessi. Vedersi bene, che non significa aderire a standard di perfezione irreali, ma riconoscersi e piacersi nella propria unicità, è la scintilla che accende una solida sicurezza interiore. Quel master si rivelò un faro che si proiettò sulla mia professione come costante.
Esiste un ambito della sua professione medica che al meglio definisce il suo ruolo? Molte persone riconoscono “la mano della Muratov” sui volti delle mie pazienti. Non si evince pertanto il ritocco o più banalmente l’intervento di un medico estetico, ma si nota significativamente il grande miglioramento. Nonostante questo ho sempre basato i miei trattamenti sulla naturalezza. Preservare e enfatizzare il valore di ciascuna paziente è la mia priorità. Non cerco e nemmeno assecondo la trasformazione ma intervengo apportando un miglioramento su ciò che la natura ha già donato alla paziente. Amo tantissimo la medicina curativa, quella che valorizza la personalità, amo stimolare, amo rigenerare, voglio donare importanza alle risorse della persona stessa. Mi piacciono tantissimo i nuovi approcci come il Botox full face, e in questo campo sono un pioniera, così come i fili di trazione e in generale la medicina rigenerativa.

Cosa significa oggi essere un grande medico estetico? L’impegno contraddistingue ogni serio professionista. Una responsabilità che ci conduce a formarci continuamente nonostante la grande esperienza. I protocolli di ieri oggi potrebbero risultare persino obsoleti, ecco perchè è così fondamentale aggiornarsi a un ritmo incessante. Credo che anche l’empatia e l’umanizzazione della cura possano renderci dei bravi medici. Amo ascoltare, conoscere i miei pazienti e intercettare i loro sogni, i loro bisogni e le loro aspettative. Solo in quel momento posso costruire un rapporto.
Bellezza senza imperfezione o bellezza individuale? Come cerca di guidare la sua paziente nel delicato ambito della valorizzazione di sè? Viviamo in un mondo che spesso ci spinge verso un’idea di perfezione artificiale, simmetrica e standardizzata. Eppure, la vera bellezza non risiede nell’assenza di difetti, ma nell’unicità di ciò che ci rende irripetibili. Siamo belli proprio perché siamo imperfetti. Non ho mai demonizzato un’imperfezione, ho apportato valore ma non ho mai cancellato quelli che sono i tratti distintivi della persona. La nostra autenticità è la più grande forma di fascino.
Oggi in medicina estetica possiamo parlare di tendenze? Cosa vogliono le sue pazienti? Le mie pazienti desiderano proprio preservare la loro unicità affrontando il trascorrere del tempo sentendosi bene, riconoscendosi nel loro personale disegno di bellezza. Oggi la skin longevity gioca un ruolo fondamentale in fatto di tendenze, è un approccio che sta rivoluzionando il mondo della cura della pelle. Mentre l’anti-aging tradizionale si concentra spesso sul nascondere i segni del tempo già visibili in superficie, come le rughe o le macchie, la skin longevity adotta un approccio preventivo e profondo. L’obiettivo non è “combattere” l’invecchiamento in modo superficiale, ma estendere la giovinezza biologica delle cellule cutanee, mantenendo la pelle sana, forte e funzionale il più a lungo possibile. La parola chiave è invecchiare bene.

La vostra filosofia parte dall’interno e definisce la bellezza all’esterno. Parlando di trattamenti quali sono quelli che oggi ritiene fondamentali al ritorno dalle vacanze per un’esemplare remise en forme? L’idratazione della pelle è senza dubbio al primo posto. Durante l’estate abbiamo involontariamente subito dei traumi, malgrado l’impiego di protezioni solari e abitudini corrette. I foto danni sono pressochè inevitabili e con l’inizio dell’autunno è importante ripristinare l’integrità della pelle, calmarla e reidratarla. Solo da quel momento si può decidere cosa migliorare o cosa mantenere. Oggi, anche “l’instagram face”, ovvero quel modello di bellezza standardizzato e digitale, caratterizzato da volti ritoccati dai filtri, sancisce non tanto una trasformazione ma una profonda cura della pelle.
L’arte di valorizzare i lineamenti mantenendo una propria unicità è uno dei suoi principali valori ed è proprio riconosciuta per la sua straordinaria capacità di ridefinire la bellezza nella persona… ricerca, tecnica, maturità professionale, gusto estetico e non per ultimo ascolto. Come riesce sempre ad esaudire le ambizioni di ogni paziente? Ascoltandole e parlando con loro. Cerco di capire quelle che sono le loro richieste, analizzo il contesto sociale a cui appartengono poichè al giorno d’oggi maggior parte delle persone sono attive e una limitazione sociale è davvero costosa. Il dialogo è dunque fondamentale. Durante una prima visita amo instaurare un legame, basato su fiducia e ascolto. Molti sono poi gli strumenti che possono aiutarmi a intercettare la loro visione di bellezza: le scale di valutazione ma anche la nostra macchina fotografica in 3D al fine di osservare al meglio insieme alla paziente il percorso da intraprendere.
Quale sarà il futuro della medicina estetica? Il futuro della medicina estetica punta dritto alla longevità, trasformando l’obiettivo dei trattamenti dalla semplice correzione dei segni del tempo alla prevenzione profonda dell’invecchiamento cellulare. Le persone miglioreranno significativamente il loro aspetto estetico attraverso un concetto di cura molto più esteso. L’obiettivo è mantenere i tessuti sani, elastici e giovani a lungo, agendo sulla qualità biologica della pelle e non solo sull’aspetto esteriore. Parliamo di un approccio molto profondo in grado di valutare anche altri ambiti: una medicina estetica curativa e rigenerativa tenendo presente anche l’aspetto interno. Collaboro con una ginecologa specializzata nel campo della longevity che mette a punto protocolli con ormoni bioidentici, ormoni che possiedono una struttura chimica e molecolare identica a quelle degli ormoni naturalmente prodotti dal corpo umano. Ci avvaliamo costantemente della collaborazione di grandi professionisti in studio proprio per completare il nostro approccio ProAging. Accanto a noi molte figure agiscono con multidisciplinarità sulla materia, come il gerontologo, l’uroginecologa, un nutrizionista specializzato in longevity con un Master in Giappone, una sessuologa e una psicologa. Grazie a questa rete di professionisti ogni inestetismo viene trattato in maniera estremamente completa poichè non sempre si tratta di pura estetica ma anche di problematiche che necessitano di valutazione più ampie.
Parlando di trattamenti dove ci ha condotto oggi la ricerca e l’innovazione? Tra i tanti trattamenti che predilogo vorrei soffermarmi su quello a base di cellule staminali, un trattamento che sfrutta le capacità rigenerative del tessuto adiposo del paziente per ringiovanire la pelle, ripristinare i volumi del viso e stimolare la produzione di collagene che inevitabilmente dai 25 anni in poi perdiamo. Stimoliamo la freschezza del volto anche attraverso trattamenti particolarmente apprezzati come l’acido polilattico, i polinucleotidi e l’idrossiapatite di calcio ma anche attraverso medical device non invasivi che non implicano una limitazione sociale per i pazienti.
I numerosi master a cui partecipa divengono occasione di costante aggiornamento ma anche di condivisione continua con grandi professionisti. Quanto è fondamentale oggi per un medico estetico ricerca e aggiornamento? É assolutamente fondamentale. Il tempo inoltre sancisce la validità di un trattamento. Non ho mai amato le mode passeggere ma ho sempre dato fiducia a una novità attraverso lo studio, la ricerca e la sperimentazione, prima ancora di candidarla alle mie pazienti. É necessario frequentare congressi e master, essere consapevoli degli effetti di ogni trattamento, anche nel lungo termine, soli così e possibile comprenderne pregi e difetti. Solo così è possibile veramente esaudire un sogno di bellezza.
Aliona Muratov Medicina Estetica Anti-Age Le Vele – Torrecinque, Via Adua, 4 Desenzano del Garda BS Tel e Whatsapp 3407473015 www.alionamuratov.it