B.A.C.A.® BIKERS AGAINST CHILD ABUSE® 

BIKERS CONTRO GLI ABUSI SUI MINORI®

“Sfiorare” il mondo degli abusi sui minori, anche durante una semplice intervista, non è facile. È molto tempo che per questa intervista “corteggio” il Chapter di Brescia, BIKERS AGAINST CHILD ABUSE® (B.A.C.A.®). Fanno parte di un’Organizzazione Internazionale che esiste con l’obiettivo di creare un ambiente sicuro per i minori vittime di abusi, in modo che non abbiano più paura del mondo in cui vivono. Incontro con “Spagno”, il Presidente, “Trappola” e “Nairobi” del Chapter di Brescia che alla luce di questa intervista, vorrei chiamare Famiglia, nella quale regnano sovrani i valori più alti che è necessario possedere nella vita: l’amore per gli altri e il coraggio di esserci.

Un minore abusato in qualsiasi maniera (dai maltrattamenti psicologici a quelli fisici, fino ai terribili abusi sessuali), subisce “ferite”, visibili e non, che sfociano in reazioni psicologiche diffuse come paura, senso di colpa, rabbia, vergogna, ecc. Sperimenta una profonda crisi di autostima, perde il senso di sicurezza, riconosce una debilitante mancanza di fiducia, in se stessi, negli altri, soprattutto negli adulti, e nel mondo, creando una visione distorta delle relazioni.

B.A.C.A.® si distingue dai volontari, nonostante in quanto volontari prestino spontaneamente e gratuitamente il loro servizio, proprio per l’impegno profuso e per il modo originale con cui lo svolgono. B.A.C.A. i motociclisti, con le loro giacche di pelle, i capelli lunghi, le barbe e i tatuaggi, sono uomini e donne che dimostrano il coraggio di “vivere sulla strada” senza lasciarsi sopraffare e diventano veri testimoni dell’amore, perché dimostrano che al di là del loro aspetto rude c’è un cuore che risuona insieme ai loro motori. C’è una sana passione per restituire ai bambini quel senso di sicurezza, quella serenità che dovrebbe essere tipica dei primi anni di vita. B.A.C.A. è una famiglia di motociclisti che diventa famiglia per i minori feriti, per togliere loro la paura, per farli sentire importanti, amati, protetti, per dare loro sicurezza, per ridare loro un po’ di fiducia.

INTERVISTA A  “Spagno” Presidente del “Chapter di Brescia” B.A.C.A.®, “Trappola” e “Nairobi” Responsabile delle Pubbliche Relazioni del Chapter di Brescia.

Chi è B.A.C.A.® e cosa fa? Quello che B.A.C.A.® fa è un “empower” una parola molto particolare che non può essere tradotta letteralmente dall’inglese. “Empower” è la nostra presenza fisica, per dare loro fiducia in modo che possano vivere nel mondo senza paura. La nostra dichiarazione di missione descrive al meglio ciò che facciamo e come lavoriamo. Descrive inoltre come collaboriamo con gli enti locali e statali già in atto per proteggere i minori.

Come interagisce B.A.C.A.® con il minore vittima di abuso? Costruiamo un percorso e lo facciamo assorbendo tutte le informazioni possibili sul minore abusato. Dal momento in cui accogliamo il minore in B.A.C.A.® attraverso la cerimonia di primo intervento (chiamata Livello 1) un momento di incontro e conoscenza che coinvolge il maggior numero di B.A.C.A. e il minore.

Come fa il minore ad arrivare B.A.C.A.® e viceversa? Nel corso degli anni B.A.C.A.® ha svolto attività di pubbliche relazioni con le agenzie – racconta “Trappola” – presentandosi alle diverse istituzioni che si occupano di minori vittime di abusi con l’obiettivo di guadagnarne la fiducia e dimostrare il valore della cooperazione. A chiamarci è il Servizio Tutela Minori, i Gestori dei Centri Antiviolenza, delle Case Accoglienza e delle Case Famiglia, ma molto spesso si tratta anche di psicologi e psicoterapeuti, che si occupano di casi di vittime di abusi, che confidano nel nostro intervento. Credono fortemente nella sua efficacia e la sostengono nel pieno rispetto di tutte le professionalità coinvolte. B.A.C.A.® non si sostituisce a nessuno ma opera in maniera complementare all’attività legale e psicologica. I Membri di B.A.C.A.® vogliono togliere la paura, dare a questi minori sicurezza, fiducia in se stessi, sollevarli dal senso di colpa con l’obiettivo di riprendere in mano la loro vita. Uno dei principali problemi dei minori vittime di abusi, oltre al calo dell’autostima e della fiducia, risiede proprio in questa assurda sensazione di sentirsi perennemente colpevoli, atteggiamento molto simile alle donne vittime di violenza. Tuttavia, a differenza degli adulti, i minori devono seguire strade diverse, non hanno gli “strumenti” né le risorse giuste per affrontare le problematiche. Le segnalazioni a B.A.C.A.® possono provenire anche direttamente dalle stesse madri o padri che stanno già intraprendendo un percorso particolare nei confronti dell’abusante (ovviamente solo situazioni già segnalate con un percorso legale e di assistenza in corso). Proprio per accogliere i casi privati, abbiamo istituito un numero telefonico dedicato. Il caso viene sempre valutato in stretto collegamento con le altre figure professionali già coinvolte (a livello legale e sanitario). Ogni caso viene esaminato in modo approfondito e in tutta la sua complessità, anche e soprattutto in relazione agli eventuali decreti di allontanamento e programmi di sostegno psicologico già in atto.

Come coinvolgere il minore? Una volta analizzata nel dettaglio la situazione – spiega Nairobi, PR del Chapter di Brescia B.A.C.A.® – al minore vengono assegnati due Membri che agiscono sempre in coppia, che saranno i suoi Contatti Primari. Il minore ha incontri settimanali con i suoi Contatti Primari ideati in relazione all’età e ai bisogni del minore. Possono essere semplicemente delle gite al parco, mangiare un gelato o un giro sulle nostre moto. É l’esserci il punto cardine della nostra Missione ed essendoci agiamo come un “sostegno” nel percorso del minore. Lo facciamo affinché i minori possano imparare a fidarsi degli adulti. Ciò che hanno vissuto è complicato ed è davvero difficile per loro ritrovare la fiducia in se stessi e nel mondo in cui vivono.

Come si diventa membro B.A.C.A.®? Attraverso una lunga preparazione. Ognuno di noi segue sempre corsi di aggiornamento, e chi vuole far parte di B.A.C.A.® deve intraprendere un’ampia formazione ci racconta “Spagno” – che non guida il nuovo membro solo ad analizzare la parte giuridica e psicologica ma mira, essendo di origine americana, a valutare il “dramma”, insegnando a dialogare e non a discutere. Ci troviamo di fronte a situazioni molto complesse. Ci occupiamo di minori che riescono a rifiutare la presenza degli adulti, che non parlano più, che si lamentano anche del rumore più comune, ed è proprio da queste esigenze che si costruisce il nostro impegno, direttive che seguiamo tra di noi non certo dettate dai corsi. La preparazione di base è psicologica – ci racconta “Trappola”. Chiunque entri in B.A.C.A.® deve capire che cos’è l’abuso. Dietro la parola “abuso” si nasconde un mondo immenso, nonostante molte persone la colleghino esclusivamente all’abuso sessuale.  Parliamo di violenza assistita, ma anche di diverse forme di abuso psicologico, maltrattamento fisico e, nei casi più estremi, abuso sessuale. È necessario capire quali potrebbero essere le possibili reazioni del minore abusato perché ogni minore affronta la sua esperienza a modo suo. Nella mia vita ho assistito ragazzi che erano “spacconi” e sembravano duri ma erano pieni di fragilità. B.A.C.A.® riesce a capire cosa c’è sotto l’apparenza. B.A.C.A.® opera allo stesso modo in tutto il mondo sostenendo principi fondamentali comuni. Se uno dei nostri minori dovesse trasferirsi in qualsiasi parte del mondo, incontrerà diversi B.A.C.A.® ma con principi sempre invariati. Questa è la grande sicurezza che diamo ai minori.

Come è composto il gruppo di B.A.C.A.®? Non lavoriamo sulla legge dei numeri. Non siamo ancora presenti in tutta Italia, diciamo che è un nostro forte desiderio. Non è così facile. Caratteristica fondamentale dell’essere parte di B.A.C.A.® è essere un biker – dice “Spagno” – trovare bikers pronti a mettersi a disposizione per questo tipo di attività mettendo “sul tavolo” responsabilità e doveri, non è così semplice. B.A.C.A.®  non è un passatempo, è la nostra Missione.  Essere al fianco delle minori vittime di abusi è una prerogativa dominante, una promessa. Quando sono andato ad una conferenza di B.A.C.A.® negli USA nel 2010 ci hanno insegnato che la nostra organizzazione non recluta e non si ferma dove nasce. L’espansione è uno degli obiettivi più importanti, affinché si possa aiutare il maggior numero possibile di minori nel mondo.

Il vostro aspetto può precludere un atteggiamento prevenuto da parte delle persone? Certamente. Le nostre moto, i nostri tatuaggi possono spesso ricondurre all’immagine dei “cattivi” nei film e talvolta possono innescare un pregiudizio. La società che affrontiamo è piena di esclusioni, mentre per i minori il nostro modo di essere diversi diventa un’attrazione. Il minore, uscendo da una condizione dissociativa, tende a definirci eroi, messaggio che noi, a nostra volta, invertiamo elevandolo a vero “Eroe” che lotta per riprendersi la propria vita. Questi minori hanno inevitabilmente immagini distorte di cosa possa essere l’amore. Per molti di loro la violenza, l’atto del picchiare è assolutamente normale, diventa una condizione comune, riflesso di situazioni familiari difficili molto spesso giustificate dalla famiglia stessa quando la violenza avviene in ambiente domestico. Questo ci fa pensare a come gli abusi possano restare sommersi per così tanto tempo, un problema immenso – ci racconta “Trappola”.

Parlando di abusi sui minori nel nostro territorio, che aria si respira? Sono già in atto collaborazioni con i centri antiviolenza di Brescia e provincia, con il servizio di tutela minori di Montichiari e Breno.

La continua relazione con casi complessi e molto dolorosi (soprattutto perché le vittime sono minori) cosa ti lascia nel cuore? Il coinvolgimento emotivo è il rischio più grande che corriamo – ci dice “Spagno” – tanti di noi ci sono “caduti” senza rendersene conto. Diventa una vera e propria Missione, ti lega, ci si lascia coinvolgere, sembra che B.A.C.A.® non ti basta mai, l’impegno assume un imperativo che è difficile da distogliere dai tuoi pensieri. È una battaglia continua con noi stessi. Siamo orgogliosi di essere B.A.C.A.® e la cosa meravigliosa di cui vive così tanto la nostra organizzazione è il coinvolgimento continuo. Per noi anche il più piccolo dettaglio raccontato da un minore ci fa sentire onorati della sua fiducia. Ogni giorno ci troviamo di fronte a situazioni inimmaginabili e ogni progresso può diventare motivo di gioia. Tanti minori, in questi anni ci hanno letteralmente emozionato e anche questo è il motore del nostro impegno. Siamo stati in tribunale in Texas a seguito di una situazione di abuso sessuale particolarmente grave, aiutando una giovane ragazza a trovare la forza di raccontare i dettagli dell’abuso nonostante una burocrazia molto cruda.  La loro forza diventa la nostra forza, e per noi questa è la vittoria più grande. Esistiamo proprio per infondere loro sostegno, affinché scoprano realmente quanta forza hanno e riconoscano quanto sono coraggiosi, con o senza di noi. Questo è il concetto di “Empower”, su cui B.A.C.A.® fonda la sua Missione. Uno dei motti di B.A.C.A.® è: “Rompere le catene dell’abuso” – ci spiega “Trappola”, non solo connesso al supporto nel creare “Empower” ma soprattutto finalizzato alla costruzione di nuovi valori che possano meglio descrivere il vero senso della Famiglia.  Questi minori un giorno saranno uomini, mariti, padri ma anche donne, mogli, madri ed è necessario che basino la loro vita su quei valori che sono molto lontani dalla loro stessa condizione di abuso.

Total
0
Shares
Previous Article

EXCLUSIVE GYM BENESSERE ESCLUSIVO

Next Article

Quando un’eccellenza italiana viene riconosciuta anche dal Diritto: La Tutela Giuridica del Marchio 

Related Posts
Leggi di più

ELENA LANCINI

intraprendente con passione “Essere un’imprenditrice oggi significa avere molta passione per il tuo lavoro, guardare al mercato globale…
Processing...
Thank you! Your subscription has been confirmed. You'll hear from us soon.
ErrorHere