Brescia, città concreta e riservata, con lo sguardo sempre rivolto al lavoro e all’efficienza, accoglie oggi una nuova sede di Banca Patrimoni Sella & C. come si accoglie un segnale di fiducia nel futuro. Un’apertura che è anche un ritorno alla sostanza: quella delle persone, dei legami e della responsabilità verso il territorio. Ne parlano tre ambasciatori speciali della filosofia aziendale, espressione e portatori del genius loci bresciano.

Stefano Boccaletti: un modello di banca vicina alle persone

Parte integrante di questa evoluzione è Stefano Boccaletti, Area Manager, che sintetizza così il senso del progetto: «La presenza di BPS a Brescia non vuole essere soltanto formale, ma rappresentare una presenza concreta e strategica». Dietro questa dichiarazione c’è un lavoro di anni, fatto di ascolto e di prossimità. «L’unione tra la sede di Banca Sella e quella di Banca Patrimoni Sella nasce dalla volontà di costruire un hub completo di servizi bancari e patrimoniali per il territorio», spiega Boccaletti, «un luogo dove la solidità si traduce in vicinanza, e dove la banca torna a essere fatta di persone per le persone». L’inaugurazione di via San Zeno – che ha richiamato quasi mille partecipanti, tra imprenditori, professionisti e cittadini – è stata per lui “la madre di tutte le inaugurazioni”. Ma, più che un traguardo, rappresenta un nuovo punto di partenza: «È stata una serata di festa, ma anche l’occasione per trasmettere quello spirito di appartenenza al territorio che resta un elemento fondamentale della nostra identità». Boccaletti conosce bene la mentalità bresciana: «Brescia è una città pragmatica, concreta, attenta alla sostanza più che alla forma: un approccio che sentiamo molto vicino al nostro modo di lavorare». E infatti il modello BPS, snello e veloce nelle risposte, trova qui terreno fertile. La nuova sede è concepita come un hub integrato di competenze, «capace di spaziare dal private banking al family office, dal private equity alla consulenza sulle operazioni ordinarie e straordinarie». Un ambiente vivo, aperto, dove i clienti sono accolti anche senza appuntamento, in un clima di fiducia reciproca. «Vogliamo che questo spazio rispecchi la cultura del servizio tipica di Brescia», aggiunge Boccaletti, che è in azienda dal 2002 dopo una carriera iniziata nel settore assicurativo e proseguita tra Sanpaolo Invest e il gruppo Hypo Tirol. Oggi coordina anche l’area di Bergamo, con l’obiettivo di replicare un modello che, come lui stesso dice, “funziona perché parte dalle persone”.
Enrico Gandolfi: la rotta di BPS tra esperienza e futuro

Accanto a lui, a rappresentare la continuità e la memoria storica del gruppo, c’è Enrico Gandolfi, Team Manager della sede bresciana. Venticinque anni di presenza nel Gruppo Banca Sella e oltre trenta nel mondo finanziario gli conferiscono il ruolo naturale di punto di riferimento. «Posso dire di aver letteralmente alzato la saracinesca della prima sede, in corso Palestro», racconta con orgoglio. «Oggi sono l’unico di quel gruppo originario ancora qui: per me è il simbolo della stabilità e della fiducia che cerco di trasmettere ogni giorno ai clienti e ai colleghi». Per Gandolfi, l’inaugurazione di via San Zeno ha rappresentato «un momento importante, vissuto in un’atmosfera autentica di festa, con una partecipazione che ha dato la misura della fiducia della città nella Banca». Ma ciò che più lo colpisce è la continuità del legame con il territorio: «In questi venticinque anni ho visto Brescia cambiare profondamente. Quando ho iniziato, c’erano ancora le storiche banche locali, punti di riferimento per le famiglie e per le imprese. Poi lo scenario è mutato, ma la cultura del lavoro e della concretezza è rimasta. È in questo contesto che Banca Patrimoni Sella si è inserita con naturalezza: è percepita come una realtà seria, affidabile, radicata nella tradizione ma con una visione moderna». Da vero “navigatore dei mercati”, come ama definirsi, Gandolfi ha attraversato con i suoi clienti le fasi più complesse della finanza. «Ci sono stati momenti che potremmo definire vere e proprie tempeste, ma ne siamo sempre usciti approdando in porti sicuri, con maggiore consapevolezza. Oggi il mio ruolo è anche quello di aiutare i clienti a orientarsi, con equilibrio, in un mondo finanziario sempre più complesso». La sua idea di leadership è coerente con questo approccio: «La interpreto in chiave collaborativa più che gerarchica. Il mio obiettivo è sostenere e far crescere i colleghi, che considero prima di tutto amici. La nostra forza è la coesione: un gruppo fondato sul rispetto reciproco, sulla fiducia e sul confronto continuo». Un modello che riflette perfettamente l’identità di BPS: unire professionalità e valori, esperienza e attenzione alle persone.
Roberto Danesi: il valore della personalizzazione

A completare questo ritratto del presidio bresciano c’è la figura di Roberto Danesi, Executive Partner Banker, il cui percorso professionale unisce la competenza dei mercati globali alla conoscenza profonda del tessuto imprenditoriale locale. «Ho lavorato per trent’anni nel mondo del capital market – prima come trader sui bond e poi sui derivati, fino a gestire il portafoglio di una grande holding di partecipazioni – e nel 2020 ho colto l’opportunità di mettere questa esperienza al servizio del private banking», racconta.L’incontro con Federico Sella è stato decisivo: «Si è creata subito un’intesa autentica. Ho sposato pienamente i valori e i principi su cui si fonda questa Banca». Entrato in Banca Patrimoni Sella senza portafoglio, in pochi anni Danesi ha costruito un’attività solida e di notevole rilevanza, basata su una rete di relazioni imprenditoriali e professionali maturate nel tempo. «Qui ho trovato l’ambiente ideale per sviluppare questa mia nuova attività: una banca di persone e di valori. In un mondo finanziario che tende all’omologazione, in questa azienda si respira la presenza viva della proprietà e di una famiglia che mette la persona al centro. È questo che fa la differenza». Danesi la definisce “la banca della personalizzazione”: «Ogni cliente ha esigenze diverse. Noi costruiamo soluzioni su misura, una sorta di gestione sartoriale del patrimonio, familiare, imprenditoriale e anche istituzionale». Ma c’è di più: «La forza di BPS è quella di essere un ecosistema completo. Oltre alla consulenza sugli investimenti, offriamo una gestione integrata di tutte le componenti del patrimonio familiare che spazia dai servizi fiduciari a quelli relativi alla gestione del passaggio generazionale fino al corporate & investment banking e all’art advisory. È una banca che copre a 360 gradi le necessità della clientela più esigente». Nato e cresciuto a Brescia, Danesi conosce bene la mentalità della sua gente: «Il bresciano è riservato, ama la discrezione e cerca come partner finanziario una banca solida, con tradizioni forti e un approccio concreto. Il modello di BPS è in perfetta sintonia con questa cultura». E aggiunge: «Racconto spesso ai clienti la storia della famiglia Sella. È una storia imprenditoriale che affascina e trasmette fiducia, perché parla la stessa lingua degli imprenditori bresciani». L’inaugurazione, per lui, è stata «uno straordinario successo, con una partecipazione senza precedenti». Un momento che ha visto insieme imprenditori affermati e giovani talenti: «Abbiamo voluto coinvolgere anche le nuove generazioni, perché è su di loro che dobbiamo investire». Abbiamo scelto una sede, conclude Danesi “che non è il classico palazzo del centro storico: volevamo essere nella “city” finanziaria di Brescia, in un luogo che rappresentasse anche l’innovazione e la modernità della banca del gruppo Sella”
Una banca fatta di persone per le persone
Nelle parole di Boccaletti, Gandolfi e Danesi emerge una visione comune: quella di una banca che cresce non per distanza ma per connessione. Un modello che unisce esperienza e innovazione, competenza e sensibilità, presenza e ascolto. A Brescia, Banca Patrimoni Sella non ha soltanto inaugurato una nuova sede: ha rinnovato un patto di fiducia con la città, affidandolo a professionisti che la conoscono, la vivono e la rappresentano ogni giorno. Perché il vero capitale – quello che muove l’economia e tiene insieme le comunità – resta sempre e soltanto uno: le persone.