É grazie ad una fitta rete valoriale, una trama tessuta in un trentennio di presenza sul territorio che Barbara Quaresmini, Licence Partner Engel&Völkers Brescia e Bardolino, Presidente del Coordinamento nazionale per l’Imprenditoria Femminile di Confesercenti, Presidente Confesercenti Lombardia Orientale, ha saputo elevarsi ai vertici, non solo come modello imprenditoriale di riferimento del suo settore ma come donna di business. Un’escalation avvincente forte di un background solido ancorato ai valori più sani e autentici del vivere bene, del vivere insieme: trasparenza, onestà e meritocrazia. Così come donna, così come imprenditrice.

Da 33 anni imprenditrice nell’intermediazione e da 10 anni coinvolta nell’immobiliare di lusso, licence partner di Engel&Völkers. Quali sono stati i momenti e i grandi passi significativi della sua vita? La mia prima esperienza nel mondo del lavoro è stata senza dubbio quella più significativa, quella che mi ha letteralmente fatta innamorare di questa professione. Sono stata la classica ragazza di paese che, da Capriano del Colle, la mia terra originaria, ha varcato le porte della città, senza esperienza e senza nemmeno sapere cosa realmente fosse un agente immobiliare. Torniamo indietro nel tempo. Siamo negli anni ‘90, un momento in cui il nostro settore era completamente e totalmente partecipato da soli uomini, un ambiente propriamente precluso alla donna. Dovetti quindi affrontare un percorso tortuoso, inizialmente ancora connesso a questo preconcetto e comunque limitato alle tecnologie e ai mezzi che non sono quelli di oggi; basti pensare che i telefoni cellulari ancora non c’erano. Ho fronteggiato tutta quell’era digitale come una scoperta, completamente al buio ben consapevole però che, per fare luce sul mio cammino, potevo contare sulla mia personalità e la mia forte determinazione, il vero leitmotiv della mia vita. Un altro elemento ha segnato questo intenso tragitto, quello valoriale ovvero l’umiltà. Ho sempre ritenuto fondamentale dare valore alle persone e mettermi a disposizione di un cambiamento con grande rispetto e semplicità. Questo atteggiamento mi ha permesso di ascoltare e di apprendere quanto possibile, una vision che oggi come oggi servirebbe tanto ai nostri giovani. É quel gran patrimonio esperienziale e valoriale che cerco di trasmettere al mio team, visioni importanti, ideali insostituibili che mi hanno guidata nei momenti importanti della vita insieme ad una buona dose di coraggio e audacia. Esco spesso dalla mia area di comfort zone, il che mi permette di essere sempre pronta ad affrontare imprevisti con la massima diligenza. Del resto il nostro settore, quello immobiliare, inevitabilmente ti coinvolge in una serie di responsabilità alle quali necessariamente sei tenuto a rispondere in maniera chiara e puntuale. Trattiamo grandi investimenti: la casa. Il nostro cliente ci sceglie per affidarsi completamente a noi e non acquista solo un bene materiale ma un vero stile di vita. Il nostro grande compito è proprio quello di percepire cosa desidera e capire come si potrà muovere all’interno di una nuova casa. Analizziamo moltissimo l’essere dei nostri clienti senza però mai invadere la loro privacy. Questi dati rappresentano per noi strumenti fondamentali con una finalità ben precisa. Affrontando il mercato degli immobili di pregio ci confrontiamo con una clientela particolarmente impegnata, preparata e attenta a moltissimi dettagli tra cui privacy e riservatezza. Ricercando e proponendo esclusività è per noi importante il fattore emotivo, un elemento nodale per i clienti Engel&Völkers che in noi riconoscono i più alti valori del brand. Parliamo di clienti high-spender che non sono scomparsi, ma che vanno conquistati, non solo dall’aspetto premiante dell’oggetto e quindi della casa ma da tutta una serie di elementi collegati tra cui il servizio, la professionalità e l’affidabilità. Questo aspetto lo riconosciamo soprattutto nella nostra sede di Bardolino, sulla sponda veronese, un territorio amatissimo dal cliente tedesco che in noi non riconosce unicamente un mediatore, un consulente ma colui che gli potrà offrire oltre al bene immobiliare tutto ciò che lo stesso territorio può riservare per assicurare un benessere totale.

Cosa significa oggi, rispetto a ieri, essere una manager nel settore immobiliare, un settore che ha cambiato profondamente la sua identità negli ultimi anni? I mercati sono diventati più prestazionali, nel mondo di oggi le persone possiedono tante competenze e il nostro cliente oggi è culturalmente preparatissimo. Da una parte questo è un bene per la consapevolezza nell’acquisto, dall’altra parte contribuisce ad alimentare un bombardamento di informazioni, non sempre esatte o chiare. Il tema cruciale resta sempre legato all’affidabilità. Il brand che ci identifica, Engel&Völkers, contribuisce ad avvalorare quel concetto di serietà, sicurezza e garanzia, fattori che da agente immobiliare considero importantii. La vera domanda è: “cosa c’è oltre alla competenza?” C’è il rapporto che si instaura con il cliente in tutto il processo di acquisto o vendita fondato su un confronto trasparente, costruttivo e orientato al conseguimento del miglior risultato. Soprattutto per la cantiersitca, spesso ci ritroviamo ad affrontare un iter molto lungo insieme al nostro cliente, condividendo insieme a lui l’avanzamento dei lavori. Questa connessione ci permette di rafforzare sintonia e fiducia.

Quali sono gli altri aspetti valorizzanti della sua professione? L’affidabilità e la fiducia, come detto prima, esprimono sicurezza ed equilibrio. Due valori importanti soprattutto per chi, grazie al nostro sostegno, si sta avvicinando all’acquisto della vita: la casa. Desideriamo esprimere i nostri valori oltre la misura verbale instaurando rapporti onesti e trasparenti purchè ognuna delle parti coinvolte conquisti il risultato ambito con grande concretezza e pragmatismo. Ciò che come brand e come team vogliamo esprimere è anche il fatto di saperci fermare, porci dei limiti. Trattiamo un target non unicamente legato al lusso ma che definiamo di pregio. Accogliamo nel nostro portfolio immobili che possiedono unicità spesso indipendentemente dal loro prezzo. A fare la differenza sono tanti aspetti. Ci poniamo con grande onestà nei confronti della proprietà a volte anche rinunciando all’incarico con grande consapevolezza e onestà.
Cosa significa essere una donna ed occupare un ruolo manageriale in un settore ancora, per retaggio culturale, così maschile? Non ho mai lamentato il fatto di essere una donna in questo settore. Ho affrontato, anche le situazioni sfidanti, con grande autostima, equilibrio ed umiltà ritenendomi estranea da ogni gerarchia. Questo settore è, contrariamente a quello che molti possono pensare, estremamente appagante per una donna. Noi per natura possediamo una verve empatica, sensibile particolarmente connessa agli altri. Ci riconosciamo in tantissime qualità uniche: la creatività, la ricercatezza, l’eleganza, fattori che tendenzialmente fanno naturalmente parte del nostro essere. Attitudini che, se unite ad una generosa dose di autorevolezza possono rappresentare un bel punto di forza. Il retaggio culturale che si pone contro di noi è ancora purtroppo presente e proprio per questo è necessario forgiare una nuova mentalità.

Dal 2021 Presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale e Presidente Nazionale di Impresa Donna Confesercenti. Quali obiettivi si pone per sostenere l’imprenditoria femminile? Desideriamo analizzare tutte quelle problematiche che una donna deve affrontare nel mondo del lavoro. Ci scontriamo con temi caldi come il dialogo con le istituzioni legato al mondo del welfare ad esempio. Vogliamo avviare una vera parità di genere che non possa precludere alla donna determinati ruoli, parliamo di sostegni che solo i servizi offerti dal territorio possono veramente facilitare. Sono servizi che non dipendono dalla donna come imprendirice ma da quell’elemento sociale che ci circonda il solo a poter alleggerire quelle responsabilità che per natura ci appartengono, una tra queste, l’essere madre. Non sono pertanto una paladina delle quote rosa; le ho sempre considerate essenziali per permetterci di entrare in determinati ambiti ma credo fortemente nella meritocrazia. Le difficoltà che stanno riscontrando tante donne nell’affacciarsi all’imprenditoria risiedono molte volte nell’accesso del credito, spesso negato, per la grande sfiducia e la poca credibilità ancora riscontrata. I dati nazionali parlano chiaro e ci vedono ancora ben distanti nelle proporzioni da quel parterre totale. É necessario quindi sostenere questo tortuoso percorso amplificando quella rete di servizi che si rivelerebbe insostituibile ma è altrettanto fondamentale che la stessa donna si impegni per riscattarsi e spogliarsi da un passato troppo limitante. La nostra vision come Impresa Donna Confesercenti punta tanto sull’indipendenza, la grande forma di libertà, soprattutto economica, l’unica che potrebbe, anche nei confronti di tematiche attuali e drammatiche, salvarci dal ruolo di vittima. Tengo molto a questo aspetto filantropico e ho accettato con grande orgoglio di far parte di un progetto editoriale nobile e autentico: “La borsa delle donne”, un tributo all’universo femminile, alle sue conquiste e alle sue difficoltà che attraverso le interviste e le testimonianze di donne che hanno saputo emergere nei loro ambiti si pone come stimolo e come valido incoraggiamento ad essere forti e a crearsi un’opportunità: la libertà. L’iniziativa editoriale è collegata a un’attività di Charity a favore della Casa delle Donne di Brescia: una parte del ricavato delle vendite del libro sarà destinata a sostenere le loro meritorie attività del Centro AntiViolenza. Ho scelto di essere ambassdor di questo progetto poichè lo considero un impegno sociale di altissimo valore e di questo ringrazio l’editore Adriano Baffelli.

Quali saranno invece i suoi obiettivi nel medio e lungo termine? L’obiettivo oggi è quella di rafforzare le mie squadre, i team di Brescia e di Bardolino. Credo profondamente nel valore delle persone l’unico che possa davvero far crescere ogni business. Ho sempre cercato di trasferire ai miei collaboratori tutti quei principi e quegli ideali che mi hanno reso la persona che sono oggi. La vera sfida per gli imprenditori è proprio quella, riuscire a trasmettere al proprio team quel bagaglio valoriale ed esperienziale che ti ha permesso di evolvere e di crescere, sia dal punto di vista umano che professionale. Il messaggio pertanto deve essere univoco nonostante le persone possano essere differenti. Io amo circondarmi di eterogeneità, collaboratori diversi, ognuno “carico” della propria ricchezza. Il vero filo conduttore per creare un team di successo risiede nella forza e nella costanza di seguire in maniera corale gli stessi obiettivi perdurando nella stessa direzione. La nostra vision ci conduce a ricercare fiducia per ottenere eccellenza che poi non è altro che unicità ed esclusività.