Benedetta Bergomi

RiCONOSCERE IN UN AMORE A PRIMA ViSTA QUEL BUSINESS CHE PRESTO SAREBBE DiVENTATO NON SOLO LA SUA ViTA MA ANCHE LA SUA GRANDE CASA É STATO UN TUFFO NEL SUCCESSO PER BENEDETTA BERGOMi.

GiOVANISSIMA, MA EREDE Di UNA CERTA DOSE DI FERMEZZA NUTRiTA DA INCESSANTI AMBIZIONI, ALLA GUiDA, COME TERZA GENERAZIONE, DELLA CARPENTERIA Di FAMiGLIA, OGGi, HA DATO ViTA A UN CONCETTO Di HOSPITALITY DiVENUTO ICONA DELLA VALTÈNESi, A SOLI DUE ANNI DALLA SUA APERTURA. UN LUOGO AMATiSSiMO DA VOLTI INTERNAZiONALI DEL JET SET E DALLE INFLUENCER PiÚ ACCLAMATE DEL GLOBO MA ANCOR PRIMA, QUELLA SUGGESTIVA DIMORA CHE SA Di FAMIGLIA, LA SUA FAMiGLiA, iL CARDINE PORTANTE DEL SUO ESSERE BENEDETTA.

Parlando di “casa”, quale luogo geografico ti viene in mente?

Sicuramente il Lago di Garda. 

Proprio nel 2019 qui sulle colline di Salò, un luogo unico valorizzato dalla splendida vista sul Lago abbiamo abbracciato con entusiasmo quasi viscerale questa nuova avventura dando vita a Borgo il Mezzanino, la nostra azienda agricola con agriturismo. Una country house che profuma di storia italiana che con le sue nove accoglienti suite conduce l’ospite a godere di un’experience incantevole e in perfetta connessione con il suggestivo ambiente circostante.

La nostra tenuta si estende per 60.000 mq. Proprio qui produciamo vino rosso, olio extra vergine di oliva, uno straordinario miele nelle sue tre varietà, castagno, millefiori e acacia. Proprio in questi ultimi due anni abbiamo conquistato anche importanti riconoscimenti con la “Goccia d’Oro” assegnataci a livello nazionale e il premio “Rosa Camuna d’Argento” a livello regionale. 

Il mio credo più autentico e passionale risiede proprio in questo territorio particolarmente ricco di opportunità e di eccellenze riconosciute a livello internazionale. 

Tra i tuoi genitori qual è stata la figura di riferimento o che ti ha condizionato maggiormente?

Sicuramente entrambi come coppia. 

Sono l’ultima di quattro figli e sono cresciuta in una famiglia di lavoratori che hanno presieduto l’attività di famiglia, la carpenteria meccanica, iniziata da mio nonno che con me oggi rivive la sua terza generazione. 

Attualmente sto ricoprendo il ruolo di direttore generale, un incarico che affronto ogni giorno con grande responsabilità cercando il più possibile di ottimizzare quel delicato equilibrio tra impegni lavorativi e famigliari.

E la tua carriera professionale come si è sviluppata?

La mia curiosità mi ha spinta sin da ragazzina ad abbracciare con entusiasmo le esperienze all’estero. 

Ho intrapreso un percorso di studi molto distante dal mondo imprenditoriale manufatturiero. Mi iscrissi a Scienze linguistiche d’Impresa alla Cattolica con l’obiettivo di affinare la mia preparazione attraverso quelle varie esperienze che mi condussero a girare il mondo. Mi trasferii quindi a Cambridge in Inghilterra, a Los Angeles in California e infine a Miami, cavalcando opportunità straordinarie, una linfa immensa soprattutto su quei trend consacrati al mondo dell’hospitality che rappresentano oggi la mia visione per Borgo il Mezzanino.

Perchè dalla carpenteria meccanica di famiglia tuffarsi in una nuova esperienza consacrata totalmente all’hospitality con Borgo il Mezzanino?

Diciamo che Borgo il Mezzanino è stata la conseguenza di tante fortunate circostanze. Acquistai questo immobile all’asta nel 2019. All’alba del Covid. Si trovava in stato d’abbandono, una selva quasi impenetrabile ma riuscii a intravedere in quel luogo un grandissimo potenziale e me ne innamorai. Borgo il Mezzanino possiede in realtà tutte quelle sfaccettature che amiamo riconoscere nei luoghi più suggestivi: ha un’allure quasi Mediterranea, ricorda le dolci colline Toscane, gode dell’abbraccio del lago di Garda e suggerisce l’aspetto shabby chic di certi scorci provenzali, è un mix di paesaggi rinomati rinchiusi in un unica realtà. 

Oggi le persone che ci raggiungono rimangono estasiate per la bellezza, per il relax, la pace, l’armonia che vengono suggeriti dal Borgo, proprio come se Borgo il Mezzanino potesse custodire una serie di vibrazioni positive. 

La mia visione mi ha sempre condotta a presentarmi con una certa coerenza, desidero esaudire le aspettative della mia clientela infondendo cura per ogni dettagli ma anche quel grande senso di semplicità che soprattutto oggi risiede nelle nostre speranze. Quel collegamento ritrovato con la natura, con l’aria aperta, quell’aspetto autentico di vita che a Borgo il Mezzanino si vive giorno dopo giorno. 

Non nego di aver affrontato una sfida molto impegnativa, in un periodo emblematico. 

Il 2019 rappresentò per me un anno davvero gravoso, il passaggio generazionale nell’azienda di famiglia, due bambini piccoli da crescere e un’avventura del tutto nuova nel mondo dell’hospitality. Se non avessi ricevuto il sostegno di mio marito sicuramente non ce l’avrei mai fatta. Ecco perchè credo fortemente nel potere della coppia. Dietro un grande uomo c’è una grande donna, non è una frase fatta è verità.

Se ti chiedo di una grande soddisfazione che hai avuto nel lavoro?

Ultimamente ne sto avendo veramente molte. 

Sono sempre troppo autocritica con me stessa, credo che si possa fare sempre meglio e una grande soddisfazione diviene il motore per crescere e progredire ulteriormente. Questa è un po’ la mia filosofia di vita, un concetto che sicuramente tramanderò ai miei figli. 

É fondamentale apprezzare e riconoscere i successi ma è altresì importante non sedersi e impegnarsi per migliorare i propri limiti.

Come ti “ricompensi” per un traguardo raggiunto?

Questo è un bel problema. 

Nulla di materiale ovviamente.

Penso proprio che la mia più grande soddisfazione vada a ritrovarsi in quel sorriso sulle labbra che mi accompagna la sera, quando vado a letto, soddisfatta e felice per i piccoli o grandi successi della vita. Direi che sono proprio gli stati d’animo a ricompensarmi, una sorta di appagamento spirituale. 

Nella tua vita professionale gli uomini sono stati: un modello, un sostegno o un ostacolo?

Un sostegno senza dubbio. 

Come mio padre è stato un grande sostegno per mia madre, mio marito è un immenso sostegno per me.

Hai mai vissuto la sensazione di vivere una discriminazione per il fatto di essere donna, in qualche circostanza?

Sempre, costantemente. 

Sono molto giovane e l’ambiente che vivo, quello manufatturiero, di certo non aiuta, diciamo che ho sempre rappresentato un caso anomalo. Pregiudizi che divennero poi un grande punto di forza. Questo continuo sottovalutarmi per essere donna e per essere molto giovane da limite divenne un enorme vantaggio per quello che era il raggiungimento del mio obiettivo. 

Qual è l’impegno più faticoso nel mantenere una carriere professionale e una famiglia?

L’equilibrio. 

Probabilmente non l’ho ancora trovato e tutte le mattine incessantemente per me inizia questa costante ricerca.  

L’equilibrio rappresenta un punto fermo della mia vita per non trascurare la parte principale che per me rimane sempre la famiglia.

L’obiettivo della tua vita oggi qual è?

Mi piacerebbe moltissimo avere un altro bambino. 

Costruire insieme a mio marito una famiglia numerosa è sempre stato il mio sogno.

Dal punto di vista lavorativo mi piacerebbe scorgere la soddisfazione nei miei collaboratori, osservarli orgogliosi e appagati del lavoro che fanno e dei successi che raggiungono.

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