Ottant’anni di storia, di lavoro condiviso e di visione sul futuro dell’edilizia bresciana. L’80° anniversario di Cassa edile ed Ente sistema edilizia Brescia rappresenta l’occasione per ripercorrere un modello di bilateralità che, dal dopoguerra a oggi, ha accompagnato imprese e lavoratori attraverso profonde trasformazioni economiche, sociali e tecnologiche. Formazione, sicurezza, welfare, legalità e innovazione sono i pilastri su cui i due enti hanno costruito servizi e risposte efficaci per il settore delle costruzioni. Un racconto corale che dà voce alle componenti datoriali e sindacali, restituendo il valore di un sistema capace di fare squadra e di guardare avanti, puntando su competenze, regolarità e qualità del costruito. Ottant’anni non sono soltanto una ricorrenza simbolica. Sono una misura del tempo trascorso così come delle trasformazioni vissute dal territorio, dalla società, dai settori economico-produttivi e, per Brescia, della capacità di due enti – Cape ed Eseb – di accompagnare imprese e lavoratori dell’edilizia generazione dopo generazione, restando fedeli ai principi fondanti ma continuando a innovare. L’80° anniversario della Cassa assistenziale paritetica edile e dell’Ente sistema edilizia Brescia coincide con un momento storico complesso e stimolante per l’edilizia: nuove tecnologie e competenze, una crescente attenzione all’ambiente, alla sicurezza, alla legalità e al welfare, e una sfida demografica che rende centrale il tema dell’attrattività del settore per i giovani. In questo percorso lungo otto decenni, la forza di Cape ed Eseb è stata la bilateralità: un modello fondato sulla collaborazione tra componente datoriale e componente sindacale, capace di produrre servizi concreti, risposte tempestive e una visione condivisa del futuro del costruito.

Le radici nel dopoguerra: nascita e missione di Cape
Cape nasce nel secondo dopoguerra, in un contesto segnato dalla ricostruzione materiale e sociale del Paese. Fin dall’origine, la Cassa edile di Brescia si è qualificata come strumento di tutela dei lavoratori e di supporto alle imprese, garantendo continuità salariale, correttezza contributiva e un sistema di assistenze che rappresenta da decenni, un punto di riferimento insostituibile per il comparto. La funzione mutualistica, la gestione delle prestazioni contrattuali e il presidio della regolarità hanno consentito di promuovere un’edilizia rispettosa delle regole e capace di competere lealmente sul mercato. Un ruolo che, con il passare degli anni, si è ampliato fino a includere politiche strutturate di welfare, azioni di contrasto al dumping contrattuale e un impegno sempre più incisivo sul fronte della legalità. «La storia di Cape dimostra come la collaborazione tra parti sociali possa generare valore per tutto il settore», sottolinea Raffaele Collicelli, presidente di Cape. «Da ottant’anni lavoriamo per tutelare lavoro e qualità del costruito, promuovendo un’edilizia virtuosa, trasparente e competitiva. La regolarità contributiva e il rispetto delle regole non sono solo un obbligo, ma un fattore premiante per le imprese sane». Accanto alla presidenza datoriale, la componente sindacale ha avuto e continua ad avere un ruolo centrale nel definire le priorità dell’ente. «Cape è un esempio concreto di bilateralità che funziona», evidenzia Fabio Mascia, vicepresidente della Cassa edile. «Il nostro impegno è garantire che le prestazioni di welfare, le assistenze e le tutele rispondano davvero ai bisogni dei lavoratori e delle loro famiglie, senza perdere di vista la sostenibilità complessiva del sistema».
Welfare, assistenze e legalità: il cuore dell’azione Cape
Nel tempo, Cassa edile ha costruito un sistema articolato di prestazioni assistenziali e di welfare che va ben oltre gli obblighi contrattuali. Assegni di studio, rimborsi per spese sanitarie, sostegni alle famiglie e l’integrazione con strumenti nazionali, come il fondo sanitario Sanedil, rappresentano oggi un pilastro del modello bresciano. Parallelamente, l’ente ha rafforzato il proprio ruolo di presidio della legalità. Attraverso la verifica dei Durc, i protocolli di legalità sottoscritti con istituzioni e parti sociali e il monitoraggio continuo delle imprese iscritte, Cape contribuisce a contrastare lavoro irregolare, concorrenza sleale e infiltrazioni nel settore. Un impegno che si traduce anche in innovazione digitale. Il portale di cantiere Check (www.check-cantiere.it), promosso e sviluppato con il sistema bilaterale, è diventato uno strumento centrale per la gestione trasparente e sicura dei cantieri, favorendo la condivisione delle informazioni, il controllo delle presenze e il rispetto delle normative. «La digitalizzazione è una leva strategica per la legalità e la sicurezza», ribadisce Collicelli. «Check consente a imprese, professionisti e committenti di lavorare in modo più ordinato e consapevole, migliorando la qualità complessiva del costruito».

Eseb: formazione, sicurezza e lavoro
Se Cape presidia gli ambiti della regolarità e del welfare, Eseb rappresenta da ottant’anni il cuore della formazione e dell’innovazione del sistema edile bresciano. L’ente ha accompagnato l’evoluzione delle professionalità del settore, investendo su esperienza pratica, sicurezza in cantiere e aggiornamento continuo delle competenze. Dalla formazione iniziale, per i giovani dai 14 ai 18 anni, ai corsi per lavoratori, Eseb ha costruito un’offerta capace di rispondere alle esigenze di un comparto in costante trasformazione. Con oltre 20mila mq di spazi, tra capannoni smart, aule, laboratori e campo macchine, mette a disposizione modelli di didattica innovativi e strumentazioni, tecniche e materiali di ultima generazione, diventando punto di riferimento per la qualificazione professionale e per lo sviluppo del settore. Centrale, inoltre, il tema dell’occupabilità: i percorsi e le iniziative di Eseb sono pensati non solo per trasmettere conoscenze, ma per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro e l’incontro tra domanda e offerta. «L’ente è nato per dare risposte concrete al settore, e questa resta la nostra missione», afferma Paolo Bettoni, presidente di Eseb. «La formazione deve essere sempre più pratica, aggiornata e collegata alle reali esigenze delle imprese. I risultati in termini di occupazione post-diploma dimostrano che stiamo andando nella direzione giusta».
La filiera formativa e l’alta occupabilità
Negli ultimi anni Eseb ha rafforzato il proprio impegno nella costruzione di una filiera formativa strutturata, capace di accompagnare i giovani dalla scuola al lavoro. In questo contesto si inseriscono i percorsi per la qualifica di Operatore edile e il diploma di Tecnico edile, in dialogo anche con il modello di istruzione tecnico-professionale 4+2, che integra scuola, Its e mondo produttivo, rispondendo ai fabbisogni delle imprese e del territorio. Sviluppato in sinergia con l’Istituto Tartaglia-Olivieri e con l’Its Academy Cantieri dell’Arte, questo modello consente di integrare istruzione, formazione tecnica superiore e un forte contenuto pratico. «Dobbiamo rendere l’edilizia attrattiva per le nuove generazioni», sottolinea Raffaele Merigo, vicepresidente di Eseb. «Investire su percorsi chiari, qualificanti e con sbocchi occupazionali reali è il modo migliore per garantire futuro al settore e soddisfazione professionale ai lavoratori». La sicurezza in cantiere resta un altro pilastro dell’azione di Eseb. Attraverso corsi obbligatori e formazione continua, l’ente promuove una cultura della prevenzione che coinvolge imprese, lavoratori e professionisti, in stretta sinergia con Cape.
Incontro domanda-offerta e servizi alle imprese
Oltre alla formazione, Eseb svolge un ruolo strategico nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, supportando le imprese nella ricerca di manodopera qualificata e accompagnando i lavoratori nei percorsi di crescita professionale. Un servizio sempre più prezioso in una fase storica segnata dalla carenza di personale specializzato. L’innovazione del settore passa anche dall’aggiornamento continuo: nuove tecniche costruttive, digitalizzazione dei processi, sostenibilità ambientale. Temi che Eseb integra nella propria offerta formativa per mantenere competitivo il sistema edilizio bresciano.
Un sistema che fa squadra
L’80° anniversario di Eseb e Cape è quindi la celebrazione di un sistema che ha saputo fare squadra, insieme anche all’Associazione dei costruttori edili bresciani (Ance Brescia) e alle sigle sindacali di settore (Feneal-Uil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil), unendo istanze diverse in una visione comune. Datoriali e sindacali, imprese e lavoratori, formazione e welfare: tutti elementi di un modello che ha dimostrato solidità e capacità di adattamento. «La bilateralità non è un concetto astratto, ma un metodo di lavoro quotidiano», conclude Bettoni. «È grazie al confronto costante tra le parti che possiamo continuare a innovare e a dare risposte efficaci al settore». Uno sguardo al passato, dunque, ma soprattutto al futuro. Perché ottant’anni dopo la loro nascita, Eseb e Cape restano protagonisti di un’edilizia che vuole essere sempre più qualificata, sicura, regolare e attenta alle persone. Nel percorso di crescita e consolidamento dei due enti, il rapporto con Ance Brescia e con le sigle sindacali di settore ha rappresentato un elemento strutturale e strategico. Le parti sociali sono da sempre interlocutrici dirette e parti attive del sistema bilaterale, contribuendo a orientarne le scelte e a rafforzarne l’efficacia. La collaborazione con Ance Brescia e con le sigle sindacali di settore si è sviluppata su più livelli: dal supporto alle imprese e ai lavoratori nella corretta applicazione dei contratti, alla promozione della legalità e della sicurezza, fino alla costruzione di progetti condivisi capaci di coinvolgere istituzioni, ordini professionali e pubbliche amministrazioni. Un lavoro di rete che ha permesso al sistema edilizio bresciano di distinguersi come modello avanzato a livello nazionale. Nel tempo, questo rapporto ha contribuito a consolidare un’identità condivisa del comparto edile bresciano, basata su professionalità, responsabilità e visione di lungo periodo. Una collaborazione che guarda al futuro, chiamata oggi ad affrontare sfide decisive come il ricambio generazionale, la transizione digitale e la sostenibilità del costruire.
Monitoraggio e lettura dei dati per guidare le decisioni
Accanto alle attività operative e ai servizi diretti, Cape ha sviluppato nel tempo una funzione sempre più strategica di osservazione e analisi del settore delle costruzioni. Il monitoraggio dei dati relativi a imprese, occupazione, ore lavorate e dinamiche contributive consente di restituire una fotografia aggiornata del comparto utile non solo agli operatori, ma anche alle istituzioni e agli stakeholder territoriali. L’analisi dei numeri permette di intercettare in anticipo segnali di criticità o di crescita, orientando le scelte strategiche e le politiche di intervento. In questo senso, la disponibilità di dati affidabili e strutturati diventa uno strumento di governo del settore, capace di supportare decisioni consapevoli e interventi mirati. «Il valore dei dati è fondamentale per comprendere dove sta andando l’edilizia», osserva Fabio Mascia. «Monitorare l’andamento del settore significa poter intervenire con tempestività, tutelando occupazione, legalità e qualità del lavoro».
Sicurezza come cultura condivisa
La sicurezza in cantiere non è soltanto un obbligo normativo, ma un patrimonio culturale che Eseb e Cape promuovono congiuntamente da anni. Attraverso formazione, informazione e strumenti operativi, il sistema bilaterale bresciano lavora per ridurre il rischio di infortuni e diffondere comportamenti responsabili. Eseb, in particolare, ha fatto della formazione sulla sicurezza uno dei propri asset principali, integrando nei percorsi didattici esercitazioni pratiche, simulazioni e aggiornamenti continui. Un approccio che coinvolge non solo i lavoratori, ma anche imprenditori, tecnici e figure della prevenzione. «La sicurezza non si improvvisa», ribadisce Raffaele Merigo. «Serve formazione continua, attenzione quotidiana e una responsabilità condivisa tra tutti gli attori del cantiere. È su questo terreno che la bilateralità dimostra tutta la sua efficacia».
Innovazione e sostenibilità: le nuove sfide del costruire
Il settore delle costruzioni è oggi chiamato a confrontarsi con temi cruciali come sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e digitalizzazione dei processi. Eseb e Cape hanno inserito queste sfide al centro della propria agenda, accompagnando le imprese nell’adozione di nuove tecnologie e competenze. Dalla diffusione del Bim alla gestione digitale dei cantieri, fino all’attenzione crescente verso materiali e tecniche costruttive sostenibili, l’innovazione diventa leva competitiva e fattore di qualità. In questo contesto, la formazione continua rappresenta lo strumento principale per evitare che il cambiamento lasci indietro imprese e lavoratori. «Innovare significa investire sulle persone», sottolinea Paolo Bettoni. «Solo attraverso competenze aggiornate e una formazione solida possiamo affrontare le trasformazioni del settore e garantire continuità occupazionale». Il futuro di Cape ed Eseb si intreccia con quello del settore edile, chiamato ad affrontare trasformazioni profonde. Digitalizzazione, sostenibilità, sicurezza e legalità non sono più opzioni, ma condizioni essenziali per la competitività e la qualità del costruire. In questo scenario, il sistema bilaterale bresciano continuerà a svolgere un ruolo centrale, rafforzando welfare e assistenze, investendo sulla formazione pratica e continua, sostenendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e accompagnando imprese e lavoratori nel cambiamento. La sfida è rendere l’edilizia sempre più attrattiva per i giovani, solida nelle regole e capace di innovare, mantenendo al centro le persone e il valore del lavoro.