Claudia Borzacchiello L’intestino come lo vedo io? La macchina della verità

“Dimmi come fai la cacca e ti dirò chi sei… “ Ho conosciuto Claudia Borzacchiello un po’ per caso forse perchè alcune tematiche (e non mi vergogno a dirlo) mi appartengono (come appartengono a tanti di voi ma non lo confesserete mai) e probabilmente perchè il suo modo di comunicare, così friendly e “leggero” ha scardinato i tabù dell’innominabile e inconfessabile stitichezza. Il suo primo libro “L’intestino delle meraviglie”, edito da Mondadori, con lo stesso stile diretto e divertente della sua pagina Instagram “intestinodellemeraviglie” rappresenta il “concerto” di problematiche, tormenti, ansie e paure che affliggono un numero sempre più crescente di persone oggi abituate ad accettare passivamente, come se fosse normale soffrirne. Claudia nel suo ambulatorio, sulla sua pagina instagram e nelle pagine del suo libro si pone come una valida guida alla scoperta dei segreti del nostro “secondo cervello”, l’intestino, insegnandoci a interpretare correttamente i segnali che il corpo ci manda e a curarci anche ricorrendo ad alcune semplici strategie.

Intervista a Claudia Borzacchiello esperta in idrocolonterapia e  problematiche intestinali e autrice di  “L’intestino delle meraviglie”Da dove nasce la tua passione per questa delicata materia?Sono stitica da sempre, fin da quando, mi raccontano, ero neonata.Le hanno provate un po’ tutte, perette, diete e medicinali di ogni tipo! Ad un certo punto della mia vita la stitichezza è diventata come parte del pacchetto e ci siamo dimenticati che fosse qualcosa da gestire!All’età di circa 25 anni mi sono sottoposta ad una seduta di Idrocolon terapia che però fu un’esperienza tutt’altro che piacevole.Probabilmente per la poca professionalità ed empatia dell’operatore che me la fece.Solo circa undici anni fa decisi, quasi per gioco, di frequentare un corso tenuto da un medico, ormai caro amico, per avvicinarmi a questa pratica nuovamente, ma questa volta come infermiera. 

Come hai analizzato e come sostieni questa particolare materiaSono stati i miei pazienti a stimolare questa continua ricerca. La loro incessante e a tratti esasperata invocazione di benessere ed i relativi successi ottenuti in seguito alle sedute di idrocolonterapia hanno sicuramente incoraggiato la mia voglia di capire perché certi sintomi miglioravano o addirittura sparivano.Purtroppo sulla terapia di Idrocolon non esiste molto materiale scientifico che abbia potuto ispirarmi e supportarmi in questi anni.Nonostante sia una pratica che affonda le sue origini fin dai tempi degli Egizi è tutt’oggi ancora poco capita e accettata dalla comunità scientifica.L’abitudine di lavare l’intestino, seppur con attrezzature rudimentali è stata portata avanti nel tempo proprio da figure mediche e divenne in alcuni anni una vera e propria pratica consolidata, come accadde in Europa intorno al XVIII secolo.Solo dopo il 1900 si smise di parale di lavaggi intestinali come se la faccenda fosse una questione poco gratificante da gestire.Certo è che per me l’idrocolon terapia non è una sorta di super peretta o una moda del momento, ma un vero e proprio strumento di supporto per alcune categorie di pazienti, come gli stitici. 

L’idrocolonterapia quindi a cosa serve?L’idrocolon terapia è una terapia delicata e superficiale a base di acqua come suggerisce il nome.Il lavaggio si effettua solo a livello del colon.Per me questa terapia assurge a tre scopi: diagnostico, terapeutico e riabilitativo.Vediamoli meglio insieme.Premettiamo subito che i normali accertamenti prescritti dal proprio medico vanno eseguiti e che l’idrocolon non si sostituisce in alcun modo alla medicina e diagnostica tradizionale.Diciamo che può però offrire uno spunto interessante circa il funzionamento di quella pancia.Analizzando il materiale eliminato, i modi e le tempistiche si possono ottenere interessanti dati.Come anticipato l’idrocolon ha un’ azione depurativa, terapeutica. Perché?Se non allontaniamo il materiale fecale nelle modalità e nei tempi corretti e lo facciamo ristagnare più del dovuto, questo può rappresentare un problema.Infine questa tecnica nel tempo è in grado di esercitare una vera e propria azione fisioterapica sulla muscolatura colica.L’idrocolon è in grado di riattivare il normale movimento colico eliminando le feci ristagnanti.

Siamo stitici allo stesso modo? La stitichezza è una patologia che può essere complessa e multifattoriale. Quindi non esiste una stitichezza uguale all’altra poichè ogni pancia ha le sue caratteristiche.Possiamo immaginare la stitichezza come una grossa torta composta da diverse fette.Una fetta è rappresentata dalla nostra alimentazione, una fetta dal movimento che compiamo, un’altra dall’assunzione quotidiana di acqua, un’ulteriore fetta è data dalla nostra anatomia, un’altra fetta può dipendere dalla nostra psiche.Si comprende insomma che anche se dobbiamo garantirci il giusto apporto di fibre e acqua, questo spesso può non bastare.

Oggi soprattutto sui social assistiamo ad una maratona di tuttologi che anche su questa materia così delicata propinano “pozioni magiche”…Le competenze sono indispensabili.Su instagram è pieno di divulgatori, anche dal seguito esponenziale ma che purtroppo infondono nozioni estremamente sbagliate, sia in materia di stitichezza che di alimentazione. Siamo in un contesto socio-digitale molto particolare e bizzarro in cui tutti emanano sentenze e professano “protocolli” mentre i pazienti, quelli veri, non sanno più dove aggrapparsi.

Perchè l’intestino viene denominate il “secondo cervello” di ognuno di noi?Si è capito l’importanza di quest’organo ma lo si continua a chiamare “secondo cervello”. Già dire secondo lo pone in uno stato di inferiorità rispetto al primo. Non è una gara, sono due organi autonomi ma comunicano. Immaginateli come un’autostrada a due corsie sempre in connessione.Quando si è sottoposti a stress o ansia, il sistema nervoso enterico può reagire in modi che influenzano la salute dell’apparato digerente, causando sintomi come dolore addominale, gonfiore, diarrea o stitichezza.  

Cosa incide maggiormente nei problemi intestinali?Dipende!Ognuno di noi ha la sua storia, ci sono pazienti che cambiando solo le abitudini di vita migliorano, altri che non mostrano segni di ripresa.Ci sono pazienti che hanno situazioni psicologiche personali che inducono un costante elemento disturbante al corretto funzionamento intestinale.Alla luce di quanto ci siamo dette capiamo bene che non esiste una pastiglia magica che sia in grado di guarire tutti!

“intestinodellemeraviglie” è la sua pagina instagram che ad oggi conta più di 20 mila followers.Com’è nata l’idea di comunicare argomenti spesso considerati “imbarazzanti” attraverso una verve particolarmente brillante e se posso definirla così, intima e amichevole?L’idea di divulgare questi argomenti è nata durante il covid, quando avendo, necessariamente, più tempo libero, decisi di condividere alcune informazioni scientifiche sul mondo intestinale. Occupandomi di idrocolon terapia non mi ha mai creato imbarazzo affrontare certe tematiche, che nonostante siano sperimentate da tutti nel proprio contesto di vita sono sempre fonte di eccessiva riservatezza e disagio solo a nominarle. Del resto sappiamo che proprio uno dei principali tabù insiti nell’uomo riguarda proprio la cacca.

Nella tua pagina compaiono spesso ricette di piatti vegetali, come mai?Proprio nello stesso momento della nascita della mia pagina Instagram, nel 2020, decisi, per motivi salutistici di passare ad un’alimentazione prettamente vegetale, fino a renderla successivamente totalmente green. In questa fase mi è sembrato utile divulgare ricette salutari e la mia community sembrava apprezzare molto questo tipo di iniziativa.

É stato un passaggio facile? Per certi versi sì.Con il tempo, perseverando verso questo tipo di alimentazione a base di cibi vegetali la voglia di alimentarci con altro diminuiva, d’altro canto non ti nascondo che il primo anno è stato parecchio sfidante approcciarsi a questo tipo di cucina, non sapevo letteralmente cosa cucinare!  Oggi nonostante siano passati solo pochi anni, ci sono molte possibilità di acquistare prodotti di origine vegetale, banalmente anche in un supermercato e di imparare come cucinare, sperimentare tecniche culinarie per preparare pasti sani e deliziosi.

Intestino delle Meraviglie è oggi anche un libro edito da Mondadori, attraverso questo volume che tipo di comunicazione desidera diffondere?Questo libro nasce con due scopi, quello di diffondere consapevolezza sulle tematiche che affliggono molti pazienti, che spesso vengono banalizzate o peggio non gestite, se non in modo approssimativo e parlare di un organo incredibile come l’intestino, troppo spesso dimenticato. 

In che senso?Le problematiche funzionali intestinali, come gonfiore, stipsi e diarrea vengono trattate in modo autonomo dal paziente e in modo superficiale, nel senso che si utilizzano rimedi sintomatici che cercano di gestire un sintomo senza trattare la causa che lo sottende. 

Parli anche di stretta connessione tra intestino e malattie più o meno diffuse. Endometriosi, depressione, problemi vascolari, come emorroidi e ragadi, cisti, alitosi, mal di testa… cosa significa avere cura del nostro intestino?Avere cura del nostro intestino significa prima di tutto avere cura di noi stessi. Avrai sentito parlare dell’asse intestino-cervello, asse intestino-polmoni, asse intestino-fegato, asse intestino-apparato genitale ed urinario e così via. Cosa stanno ad indicare queste affermazioni? Che esiste una forte correlazione tra l’intestino e il resto del corpo, o meglio, tra il benessere intestinale  e il resto del corpo. Possiamo affermare che un intestino che non funziona correttamente e che si trova quindi in uno stato disbiotico sia in grado di provocare alterazioni anche in organi distanti. Nella maggior parte delle volte però ci si dimentica di questa possibile connessione e si tende a trattare il sintomo che affligge quella persona in modo univoco, senza valutare che la causa che lo ha scatenato potrebbe essere di origine intestinale. Ti faccio un’esempio, pensiamo ad una paziente affetta da candidosi vaginali recidivanti. Capita quasi sempre che venga trattata solo a livello vaginale senza considerare che la candida proviene dall’intestino ed è qui che andrebbe iniziata la valutazione e gestione successiva. Se mi limito a gestire il sintomo rischio che questo possa ripresentarsi nel tempo. 

Questa è ancora oggi materia di imbarazzo secondo lei?Assolutamente sì, per svariate ragioni. Come ha spiegato ieri sera mio fratello Paolo Borzacchiello, durante la serata di presentazione del mio libro, nell’uomo sono insiti tre tabù, uno di questi è rappresentato proprio dalla cacca. Si comprende quindi come sia difficile scrollarsi di dosso qualcosa che è insito in ciascuno di noi. A livello biologico, l’uomo da sempre si è impegnato ad allontanare gli escrementi, attraverso la costruzione di impianti fognari. Del resto ricordiamo che in molti paesi ancora oggi, che mancano di sistemi efficaci di scarico, si può ancora morire di colera e tifo. Le feci essendo uno scarto, rappresentano quindi, nell’immaginario collettivo, qualcosa di brutto e cattivo che va allontanato.In realtà rappresentano anche altro, ci raccontano una storia, la nostra. Se stiamo bene infatti, hanno un certo colore e consistenza, diversamente possono cambiare aspetto. Ecco perché è fondamentale occuparsene e valutarle. Nel quotidiano invece, spesso, rappresentano ancora fonte di imbarazzo e disagio.Pensa che in un articolo che ho letto poco tempo fa, l’autore raccontava che si stima che il partner inizi ad utilizzare la toilette del proprio compagno/a solo dopo più di 6 mesi dall’inizio della relazione! Questo la dice lunga del rapporto malsano che abbiamo con la nostra cacca.

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