Cristina Plevani “il mio peggior nemico sono sempre io”

Verità, auenticità e coerenza, costi quel che costi. Cristina Plevani, vincitrice dei reality più famosi della storia della TV italiana, specchio generazionale di una società profondamente cambiata, opinionista sull’ammiraglia Mediaset non ha mai smesso di sognare tenendo ben saldo il suo piano B, con quel cinismo e quella ragionevolezza che la rende davvero unica, rara e autentica.  Perchè ha vinto il Grande Fratello e l’Isola dei Famosi? Probabilmente perchè Cristina nonostante le sue “burrasche” sa vincere nella vita ponendo al centro, e sottolineo con grande coraggio, solo il suo focus: l’essere.

Scrive Annalisa Boni

Cristina Plevani, venticinque anni dopo la grande vittoria di quel format televisivo divenuto pioniere nei successi dei reality. Quanto è cambiato? Venticinque anni sono davvero tanti e ho assistito ad un cambiamento davvero abissale. Il Grande Fratello è stato un po’ trasformato rispetto alla nostra prima edizione, sono cambiate le regole del gioco e quella formula di isolamento totale che abbiamo respirato noi nell’anno 2000 oggi ha il sapore di uno show televisivo… politicamente corretto. Partecipare al Grande Fratello, così come lo possiamo osservare oggi dai nostri salotti, non significa più come un tempo misurarsi con continue prove settimanali ma affrontare le dinamiche della casa in maniera più rilassata. Dinamiche che, al di là di possibili menage sentimentali, possono condurre i concorrenti ad una quiete quasi opprimente continuamente sotto le luci artificiali dei riflettori. Sono cambiati anche i partecipanti che edizione dopo edizione hanno acquisito maggiori consapevolezze. Noi, ragazzi completamente anonimi, all’oscuro di social e agli albori di internet, quando i modem scricchiolavano ancora, siamo stati rimpiazzati da personaggi famosi, con le edizioni del Grande Fratello VIP per poi tornare ad una nostrana edizione NIP, quella di oggi, popolata da personaggi meno avvezzi alle telecamere ma senza dubbio habituè di altri palcoscenici, quelli dei social network. Abbiamo quindi assistito ad un vero cambiamento epocale, generazionale, in cui la socialità è stata vuoi o non vuoi “manipolata” dalla digitalizzazione.  Nel 2000 noi, della prima edizione, ci siamo trovati travolti da un Grande Fratello “sperimentale”, non solo per noi concorrenti ma anche per tutti gli addetti ai lavori. Il risultato è stato strabiliante: un successo davvero inaspettato.   Diciamo che tutto quel clamore ci ha dato una visibilità enorme. Oggi chi partecipa al Grande Fratello in un certo senso è già rodato. Sà cosa significa partecipare ad un reality ed è senza dubbio meno impacciato nei confronti di telecamere e pubblico. Parlo di presenze “posate” e senza dubbio meno goffe e genuine rispetto alle nostre.  

Cosa ha significato la tua partecipazione come opinionista al Grande Fratello? Dal momento che ho deciso di essere opinionista di questa edizione ho avviato un meccanismo mentale estremamente razionale e calcolato. Credo che se non avessi vinto l’Isola dei Famosi e il Grande Fratello non mi avrebbero nemmeno candidata a ricoprire questo ruolo.  Sarò esagerata, magari, ma la mia consapevolezza mi conduce ad affrontare la vita con tanto disincanto. Se avessero mandato in onda un Grande Fratello VIP, per intenderci, mai mi avrebbero affidato il ruolo da opinionista. Magari sbaglio, ma ho come l’impressione di essere stata scelta per avere un’occasione in più, quasi un contentino. 

Chi era la Cristina del 2000 e chi è la Cristina di oggi? Direi che nulla è cambiato.  Caratterialmente sono persino peggiorata (NDR e ride).  Rispetto a un ventennio fa credo meno ai sentimenti, sono più cinica, più razionale e non mi fido di nessuno, tantomeno delle belle parole e dei grandi sorrisi. Non dò fiducia nemmeno alle promesse e a tutte quelle proposte che possono arrivare. Se dovessi sommare tutte le offerte lavorative pervenute in questi anni, poi mai andate in porto, a quest’ora sarei miliardaria. Tutta questa leggerezza e approssimazione mi ha fatto perdere la fiducia nelle persone, nell’ambiente mediatico come in qualsiasi altro ambito lavorativo.

Verità, onestà, naturalezza. Il pubblico ti ama per questo. Hai comunque sottolineato di esserti sentita “sminuita” durante questa tua ultima partecipazione come opinionista, ritrovandoti anche ad affrontare momenti di tristezza.  Che tipo di clima hai respirato oggi trovandoti dall’altra parte della casa? Mi chiedi se rifarei quest’esperienza, in prima serata, in onda sull’ammiraglia Mediaset? Certo che sì, chi rifiuterebbe? Certamente non ho potuto esprimermi come avrei desiderato a causa di tempi e meccanismi televisivi imposti, tant’è che i blocchi a noi dedicati molto spesso saltavano, congiunture che non hanno permesso a noi opinionisti di interpretare al meglio il nostro ruolo.   Ho vissuto comunque una nuova esperienza, ho potuto contare su un clima sereno e rispettoso.  Dopo la puntata, rientrando in treno a Iseo, sentivo l’esigenza di far sentire la mia, sfogando in un certo senso l’impossibilità di poter parlare in onda.  Decisi quindi di farlo sui social avviando un processo di confronto con i miei followers… e non. Se non potevo metterci la parola ci ho messo per lo meno la scrittura.  Pensavo che la mia presenza in studio potesse rivelarsi emblematica per affrontare insieme ai concorrenti momenti di confronto, anche generazionale, ma non è avvenuto. Il gap è davvero importante. É cambiata la società, sono cambiate quasi due generazioni di giovani e quel politicamente corretto che vent’anni fa non esisteva nemmeno ma che oggi impera. Oggi, rispetto alle passate edizioni, i concorrenti vengono squalificati per lusingare quei dictat che tempo fa appartenevano ad una comicità genuina, così nei reality come nella vita di tutti i giorni del resto. Diciamo che viviamo in maniera più condizionata rispetto al passato. Siamo arrivati ad un processo di “condanna” a volte troppo severo e approssimativo e spesso si è condotti a “censurare” anche certi contesti che in realtà sarebbero solo relegati alla satira, pesante o leggera, ma pur sempre satira.  Credo che tutto questo possa rivelarsi un po’ paradossale e che certi contesti vadano compresi con intelligenza e cognizione.  Oggi la comprensione è davvero poca, me ne accorgo dai commenti sui social oggi divenuti veri copia e incolla. Tutti giudici dinnanzi a mezze verità.  Oggi i social non “ritoccano” solo volti ma anche personalità.

Nei confronti di chi ti senti competitiva? La competitività non mi appartiene come sentimento.  Il mio peggior nemico sono sempre io.  Lotto tanto con me stessa. Sono severa e lo sono sempre stata e combatto sempre con la parte più cupa di me. Talvolta mi coccolo nella mia solitudine mentre dovrei imparare a sfidare me stessa, per aprirmi, magari con più fiducia. 

Cosa significa oggi essere donna nel mondo dello spettacolo? Non sono proprio la persona giusta per rispondere a questa domanda perchè non frequento con costanza il mondo televisivo. La mia esperienza, sotto questo punto di vista, è stata molto positiva. Non ho mai vissuto esperienze imbarazzanti e mai ricevuto proposte ambigue. A volte, con le mie amiche, ci scherzo su questo aspetto, con grande ironia, probabilmente non ritendomi all’altezza per poterle ricevere (NDR e ride). Comunque, scherzi a parte, penso che gioco-forza lo abbia fatto anche la mia indole non proprio accondiscendente e incline alle avance. 

In un mondo dove la gente venderebbe l’anima tu come ti poni? Diciamo che se ti butti in pasto al “lupo” il famoso “dare-avere” non è proprio una novità.  L’abuso di potere, la querelle dei ricatti, anche quella che leggiamo legata ai gossip, deve essere sempre ascoltata da ambo le parti. Esistono sempre due verità e non ci si può sempre  travestire da grand jury ascoltandone solo una. Ho sempre affidato il mio pensiero e il mio giudizio ad una cronaca limpida, accreditata da due voci senza mai affidarmi ad un giudizio tavolta dozzinale, approssimativo e populista.  Non ho mai puntato il dito a priori. Non voglio di certo difendere casi di violenza, atti che meritano di essere condannati nelle sedi opportune ma è bene mettere in risalto che esistono persone senza scrupoli che ti si buttano addosso pur di ottenere qualcosa.   Per completarmi la notizia e per potermi condurre verso un giudizio certo voglio osservare le due medaglie.  Lo dico perchè l’ho provato su me stessa. Pensa che ancora oggi, sui social, mi condannano per essermi “concessa” durante un reality, senza però domandarmi il perchè. Io non ho donato niente ho fatto solo quello che in quel preciso istante desideravo fare, senza mire e senza secondi fini. Il brutto è che per alcune persone sei solo quella “roba” lì nonostante la mia sia sempre stata una scelta totalmente condivisa. Anzi a volte mi domando perchè nessuno mi abbia mai fatto certe proposte (NDR e ride). Caspita è anche una questione di autostima, ma non merito nemmeno una proposta? (NDR e ride ancora).    

Per cosa vorresti essere conosciuta oggi? In un’altra vita punterei su altro.  Mi dedicherei senza dubbio allo studio, forse vorrei essere riconosciuta per un Nobel.  Troppo? Ma sì magari per qualche successo in ambito sportivo, per volare più bassa (NDR e ride).  Ecco forse l’eco mediatico ricevuto nel 2000 servirà per rendere eterno il mio cognome e per essere stata, attraverso il Grande Fratello 1, protagonista di un cambiamento televisivo epocale: i reality. Sono legatissima al mio cognome ben cosciente che come ultima generazione apparterrà solo a me.   Questa per me è una soddisfazione. 

La TV rimane un sogno, un’occasione o un’ambizione?Oggi spero che qualche buona occasione possa ancora arrivare.  Tengo quindi la speranza e il sogno tenendo però ben saldo il mio piano B. La TV potrebbe rivelarsi una buona occasione per accrescere la mia visibilità magari per un altro progetto, un’attività tutta mia.

Hai recentemente dichiarato “si sogna, si spera e non ci si dispera”.  Al termine della mia esperienza all’Isola dei Famosi ho voluto tornare a Mediaset per ringraziare tutte quelle persone che hanno incoraggiato la mia partecipazione. Quando finisce un reality sei ricco di ambizione e carico di euforia. É necessario però essere consapevoli che non si appartiene a quel mondo. Non posso definirmi una donna televisiva solo per aver partecipato come concorente a due reality. Devi esserne consapevole. Fare l’opinionista non ti rende di certo una persona che fa televisione. Diciamo che questa avventura televisiva come opinionista mi ha permesso di interpretare il mio personaggio, la Cristina razionale, seria non avvezza alla caciare e spero che queste mie caratteristiche possano rivelarsi vincenti per future opportunità. 

Quali sono i tuoi obiettivi di oggi? A 53 anni mi chiedo ancora cosa farò da grande. Non so se esiste la versione al femminle di Peter Pan? Sono molto rfilessiva, qualche volta mi accuso, come se dovessi sempre render conto a me stessa. In questo periodo ad esempio, che sto vivendo un momento di pausa, a casa nella mia Iseo, è come se mi sentissi a disagio, come se dovessi dare e darmi delle spiegazioni relativamente a questo distacco dal lavoro. Trascorro le mie giornate a tirarmi grandi paranoie quando invece dovrei fregarmene, rilassarmi pensando al mio focus. Sono troppo rigida, estremamente responsabile e penso continuamente al domani con grande serietà.  Sogno che arrivi l’occasione, quel treno che ogni tanto passa. Per ora attendo i segnali. 

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