Daniela Grandi: dal food responsability Festival la terza rivoluzione culturale

Imprenditrice, titolare del Gruppo Gabeca operativo nel comparto ecologico e alimentare, presidente del settore alimentare di Confindustria Brescia. Oltre alla transizione ecologica e ambientale  e alla transizione tecnologica e digitale, sarà quella alimentare a costituire la prossima  evoluzione comportamentale, peraltro già in corso nel segno della sostenibilità economica e della responsabilità sociale. La responsabilità alimentare come quarta sostenibilità dopo quelle economica ambientale e sociale.

“Il “Food Responsability Festival”, giunto alla seconda edizione –  spiega Daniela Grandi –  frutto della collaborazione tra la Fondazione Soldano presieduta da Daniele Alberti e il settore alimentare di Confidustria Brescia, è una sinergia operante nel più ampio palinsesto de Le XGiornate Young. Manifestazione che nell’anno della Capitale della cultura, ponendo i giovani al centro della propria ricerca, culminerà a settembre prossimo con il Festival LeXGiornate alla presenza di prestigiosi ospiti quali Paolo Fresu, Frida Bollani, Vito Mancuso e Telmo Pievani”.

Giovani e responsabilità alimentare, dunque: come intendete declinarli?

Intorno al tema “From earth to fork”, letteralmente “dalla terra alla forchetta”. Cioè alla tavola, allo scopo di interrogarsi sul cibo partendo da ciò che “nutre quelle che CI nutre”. Ovvero dalle risorse naturali, per comprendere quanto ogni tassello della filiera alimentare sia fondamentale per avere un cibo sano e nutriente.

Risorse che oggi sono in crisi, o comunque compromesse dalle emergenze climatiche.

Vero, per questo affrontiamo il tema della crisi delle risorse naturali in termini il più possibile propositivi, focalizzando le azioni e le soluzioni necessarie al superamento delle emergenze con l’aiuto di esperti del settore –   quali, tra gli altri, il general manager di A2A Davide Alberti – e l’articolazione di un programma fondato su diversi temi e momenti calendarizzati fino a maggio: la rassegna, infatti, si struttura su una serie di incontri in streaming dedicati agli studenti delle scuole superiori della provincia.

Dalla terra alla forchetta, quindi, passando per l’acqua e il fuoco e allargando la ricerca alla transizione dalla crisi energetica alle fonti rinnovabili?

L’obiettivo del Food Responsability Festival è ad ampio raggio, per così dire multidisciplinare, al fine di affrontare materie diverse ma complementari, tutte finalizzate alla responsabilità alimentare che si aggiunge tematicamente  e si affianca virtuosamente alle tre sostenibilità Esg, vale a dire economica, ambientale e sociale.

Una esperienza che avete già vissuto positivamente l’anno scorso.

Infatti, l’anno scorso il nostro progetto ha ottenuto importanti riscontri intercettando l’attenzione di  20mila giovani, riproporlo quest’anno significa raggiungere nuove scuole e incontrare nuovi protagonisti, destinati ad implementare un programma di durata triennale: da qui l’intenzione di stimolare nei ragazzi una riflessione che si dilati poi a molteplici aspetti, dal lavoro alla società.

Ci può illustrare i  momenti salienti del progetto?

Food Responsability Festival è un percorso che ci piace definire “filantropico”, nel senso etico oltre che etimologico, culturalmente vivace e capace di innescare un dialogo intergenerazionale costruttivo sul presente e innovativo sul futuro. Cinque le aree di intervento, individuate dalla Fondazione Soldano nella persona del suo presidente Daniele Alberti, nell’ambito de LeXgiornate Young: responsabilità alimentare, educazione alla tecnologia, sostenibilità, periferie e protagonismo dei giovani.

La cultura, non solo alimentare, e la scuola come fattore di sostenibilità e responsabilità?

Certo, il legame con il mondo della scuola è cruciale anche, e direi soprattutto, per il rapporto tra giovani e imprese, e per estensione tra istruzione, formazione e mondo del lavoro. Le aziende possono e devono essere uno sbocco lavorativo e professionale per i giovani del nostro territorio. Una approfondita conoscenza tra i due mondi può essere mediata soprattutto da una scuola aperta al lavoro e alle imprese e, viceversa, da imprese disponibili a un rapporto interattivo con gli istituti scolastici.

Già. È esattamente la condizione affinché gli Its, Itituti tecnici superiori, possano crescere e prosperare anche nel nostro Paese e nella nostra provincia. Ma questo è un altro discorso. Veniamo a voi e alle vostre iniziative: come intendete attuare l’importante e immediato obiettivo di stimolare nei giovani nuove curiosità e disponibilità?

Con la proficua biunivoca collaborazione sperimentata con la Fondazione Soldano, la cui collaudata mission è facilitare le condizioni di accesso alla cultura. Parole chiave sono inclusione e  istruzione, formazione e educazione. Progetti finalizzati a un obiettivo prioritario: fornire ai ragazzi e ai giovani del territorio  argomenti e approfondimenti  attraverso l’incontro e lo scambio con personaggi di spicco su temi e problemi di attualità, formulando domande invece che suggerire risposte. O meglio generando, attraverso l’informazione, la formazione di un metodo utile a fornire soluzioni, senza accontentarsi delle risposte preconfezionate attinte alle piattaforme digitali, utilissime strumentalmente ma che non devono sostituire quello che con linguaggio convenzionale ma sempre efficace siamo soliti definire spirito critico.”  

La conoscenza e la competenza come agenti del cambiamento.

Appunto.

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