Etiopia nel cuore: Brescia si prepara ad una nuova maratona solidale

É veramente complicato poter pensare, in un’epoca, la nostra, in cui persino l’intelligenza artificiale sta trasformando l’evoluzione globale, che ci sono Paesi e luoghi, non così tanto remoti nel mondo, in cui un solo bicchiere d’acqua potrebbe cambiare la vita di un popolo. Ascoltare il racconto di Patrizia Guzzardi, volontaria del Centro Aiuti per L’Etiopia, di ritorno da pochi giorni dal suo ultimo viaggio, è un’esperienza commovente, a tratti drammatica, ma utile per innescare dentro di noi quel senso di sostegno e cooperazione che come spesso si è abituati a pensare non rappresenta l’ago nel pagliaio ma un contributo forte, importante, necessario per migliorare la vita di chi, nascendo a settemila chilometri da noi, lotta per la sopravvivenza. Ecco che grazie a piccoli ma numerosi contributi nascono scuole, pozzi, ospedali e quei tanti progetti che il compianto Roberto Rabattoni, fondatore dell’associazione, scomparso pochi mesi fa, ha diretto per oltre quarant’anni trascorrendo un’intera esistenza dedicata ai fragili. Oggi il Centro Aiuti per l’Etiopia grazie alla decima edizione della “1000 Passi Per Brescia aspettando la 1000 Miglia” “correrà” insieme a chi avrà il piacere di parteciparvi verso un nuovo ed ambizioso progetto solidale quello di costruire le nuove abitazioni dei Gumuz una comunità che vive in estrema povertà e svantaggio. 

Intervista a Patrizia Guzzardi, volontaria del Centro Aiuti per L’Etiopia

Sei appena rientrata dal tuo ennesimo viaggio in Etiopia raccontaci quali sono state le premesse e gli obiettivi di questa spedizione…

Dal 2009 sostengo e collaboro come volontaria del Centro Aiuti per l’Etiopia e nel corso di questi 15 anni mi sono recata nel Paese africano più di 20 volte.  Le premesse nascono proprio qui, a Brescia, dove, come Associazione, organizziamo eventi destinati alla raccolta di fondi per vedere poi concretizzarsi progetti condivisi, utili a migliorare la vita di queste sfortunatissime popolazioni. Questo viaggio è stato sostenuto da me in quanto ognuno di noi volontari provvede autonomamente alle proprie spese, al fine di non togliere nulla a queste persone. É stato il primo viaggio senza Roberto Rabattoni, il fondatore dell’associazione scomparso a gennaio, in seguito ad una dolorosa malattia. Ero abituata a viaggiare da sola ma sempre grazie al suo sostegno che, in Etiopia, guidava ogni mio intervento. Roberto Rabattoni è stato il grande mentore di questa rete solidale, ha dedicato la sua vita all’Etiopia divenendo il “papà” di tutti i bambini e ha letteralmente donato se stesso al senso dell’aiuto, quello più profondo: la concretezza. A chi gli chiedeva come sia diventato esperto in quei luoghi martoriati da guerre, carestie, malattie e morte, Rabattoni rispondeva semplicemente: “…ho risposto alla conoscenza del cuore, è il modo più efficace per incontrare i bisogni dell’umanità per risolvere i problemi degli ultimi tra gli ultimi. Spero che sempre più persone riescano a capire che è più bello dare che ricevere”.Durante questo viaggio ho sofferto la sua assenza. Anche l’Etiopia e il Governo hanno partecipato con immenso dolore a questa perdita dedicandogli numerose cerimonie e assegnandoli dei premi per la sua continuità e per l’impegno.Nella sua semplicità e nella sua straordinarietà, nei suoi primi quarant’anni di vita è stato un grande imprenditore dedicando poi la maturità a queste genti facendole diventare il suo popolo. Si trasferì in Etiopia sperimentando sulla propria pelle la loro sofferenza, vivendo come loro, di stenti, facendo sua la povertà in modo da poterla trasmettere e rendere il più virtuoso possibile il suo aiuto. Gli insegnamenti di Roberto hanno in un certo senso scortato anche questo viaggio ma la sua mancanza è evidente nel cuore di ognuno di noi. Gli obiettivi sono sempre tanti, troppi quasi incontenibili. Con il ricavato dell’edizione 2023 della “1000 Passi” pari a 31.775€ abbiamo contribuito a realizzare la scuola secondaria che è stata donata al Governo così che tanti ragazzi e ragazze possano studiare e migliorare le loro condizioni di vita e delle loro famiglie. Vedere la scuola realizzata in muratura e dotata di servizi igienici e completa di arredi a sostituzione della scuola con pareti di fango e legno e pavimento in terra battuta ci rende orgogliosi di aver dato a questi ragazzi la possibilità di studiare in una vera scuola. Quest’anno invece ci occuperemo di raccogliere fondi per la costruzione di abitazioni più dignitose per i Gumuz, una popolazione che, deportata circa un centinaio di anni fa dal nord-ovest dell’Etiopia per far parte delle milizie di Menelik, non è mai riuscita ad integrarsi con le etnie locali e l’isolamento totale è la causa principale della loro condizione di povertà e di svantaggio. 

Quali sono le principali problematiche che affliggono questi popoli?

Sicuramente le condizioni igieniche e di salute. Le disabilità affliggono particolarmente queste genti. Ad oggi l’Africa è fra i paesi con il più alto numero di bambini disabili e molteplici sono le cause: le relazioni parentali nate in piccoli villaggi, l’isolamento, la povertà, l’acqua contaminata e la mancanza di cure e di servizi sanitari. 

La donna, in questi luoghi che ruolo occupa?

La donna in queste zone rurali è il vero perno della società. Si occupa del duro lavoro nei campi, della famiglia, del continuo apporto di acqua, ha un carico di peso anche fisico inimmaginabile. Per queste motivazioni un’altissima percentuale soffre del prolasso dell’utero. Per contribuire sostanzialmente a questa importante problematica in passato abbiamo dedicato un progetto in collaborazione con un ospedale sostenuto dall’università operando 7.500 donne sollevandole da enormi sofferenze fisiche ma anche da un futuro discriminatorio e anche mortale. Le donne sono state confortate, salvate e curate nella struttura ospedaliera. Oggi altre donne tramite il Centro Aiuti per L’Etiopia potranno accedere a queste cure. La donna in questi villaggi, rurali e quasi isolati non viene per nulla considerata contrariamente da quanto accade nelle città come Addis Abeba, la capitale, in cui può senza dubbio profittare di una situazione di riscatto molto più agevole grazie alla presenza di scuole e università. Le mentalità disegnano percorsi di vita differenti, nella campagne non hanno idea di cosa possa esistere al di là del proprio villaggio e si convive in condizione disagiate.Mediamente una donna mette al mondo un figlio molto presto e, nonostante non ci sia una vera e propria anagrafe, si stima che nel corso della sua vita possa arrivare a partorire almeno cinque o sei figli. Spesso a causa delle inesistenti cure sanitarie almeno un figlio per famiglia muore, proprio come accade nella zona del Walayta, una condizione problematica che affliggeva neonati e giovani mamme.

Quali sono gli stati d’animo che provi quando atterri e quando riparti?

Quando atterro mi sembra di tornare a casa, i tanti viaggi ma anche i tanti progetti che da Brescia mi hanno coinvolta giorno dopo giorno  hanno suscitato un senso di appartenenza. Quando giungo su questi territori mi commuove il sorriso dei bambini ma anche lo sguardo delle mamme, quelle silenziose e tanto umili richieste d’aiuto con la speranza che arrivi qualcosa anche a loro. Quando parto se da un lato si innesca una sofferenza da separazione dall’altro ci si rinfranca con gli agi che la nostra civiltà ci offre e anche una semplice doccia può diventare occasione di piacere. Il distacco è importante, quando rientro a Brescia soffro tantissimo il divario. É una realtà che associa lo sconforto all’ingiustizia e lo scontro diventa evidente tra il “troppo” che con abitudine condividiamo ogni giorno e il “nulla” che là rappresenta una condizione esistenziale. Questi sono popoli che vivono con una profonda umiltà e un ossequio disarmante è difficile resistere alle loro estreme forme di rispetto e cerco sempre di mettermi al loro livello affinchè possano riconoscermi come un aiuto e non come una persona da osannare. 

Raccontaci dell’inaugurazione della nuova scuola a Belilo Wonchiso ad Hosanna…

É stato un momento bellissimo in mezzo a tanto dolore. La scuola oggi è perfettamente funzionante ed è stata inaugurata la scorsa settimana. Accoglie 800 ragazzi ed è arredata e completa di servizi igienici. La scuola è di proprietà del Governo e tutti possono frequentarla gratuitamente. Anche questa scelta è stata premiante per la popolazione perchè  permette a tutte le famiglie di poter accedere allo studio senza costi migliorando il futuro dei propri figli.

Esiste una vera e reale possibilità di riscatto per questi ragazzi?

Sì esiste e la scuola rappresenta il primo passo. L’educazione, l’istruzione è fondamentale. Gli insegnanti sono bravissimi, preparati e grazie alla nuova scuola potranno offrire un’opportunità importantissima a questi ragazzi.

Da cosa è composto il vostro team? 

La “1000 Passi Per Brescia” viene organizzata ogni anno grazie a CorriXBrescia e ai suoi 130 volontari tutti coinvolti a titolo gratuito. Tutti i costi dell’evento sono coperti attraverso il sostegno dei Partners e l’intero ricavato viene devoluto al Centro Aiuti per l’Etiopia. Anche i nostri sponsor sono parte attiva, fondamentale e integrante di questa filiera solidale: Brescia For Charity, Confagricoltura-Brescia, Copress Srl, DimmidiSì, Fondazione Grana Padano, Fondazione Paolo Festa, Fpm Presse Spa, Ftb Srl, Ivar Spa., Marfin Srl, Montifer Srl, Museo Mille Miglia, Noventa Srl, Premium Promotion, Sifral Srl, SportLand, Gruppo WISE SB Srl, ZD Zobbio Macchine Utensili Srl, Italmark Srl, Alpori Festa & C. Spa e Audio3. Siamo inoltre grati al Comune di Brescia che da subito ha riconosciuto la bontà del progetto concedendo il patrocinio all’evento. Questa edizione di CorrixBrescia la “1000 Passi Per Brescia aspettando la 1000 Miglia” si svolgerà il 29 maggio, circa quindici giorni prima della 1000 Miglia, una data che ci consentirà di poter contare sulla partecipazione di tutte quelle persone che vorranno contribuire insieme a noi a rendere per lo meno più dignitosa la sofferenza e la sopravvivenza di quelle popolazioni, oggi in stato di semiabbandono. Anche 1000 Miglia è tra i nostri sostenitori, un brand internazionale di grandissimo valore che ci ha permesso di condividere la famosa Freccia Rossa sulle t-shirt che doneremo ad ogni partecipante. Per noi, correre con quella Freccia rappresenta un grande motivo d’orgoglio, 1000 Miglia è un brand mondiale che ha saputo distinguersi per i sani valori dello sport e della condivisione, principi che ben si sposano con le nostre iniziative. 

Con la corsa del 29 maggio cosa finanzierete?

Quest’anno con la “1000 Passi per Brescia” finanzieremo il popolo dei Gumuz che proviene dai campi profughi del Sudan. Vive nell’isolamento totale in quanto fatica ad integrarsi.  I Gumuz sopravvivono di piccoli raccolti e hanno seriamente bisogno d’aiuto. Nel 2019 sono stati aiutati attraverso la costruzione di un pozzo e la consegna, alle famiglie più bisognose, di un animale.  Abitano in capanne fatiscenti condividendo lo spazio vitale spesso insieme al proprio animale. In queste strutture, non areate, dormono, cucinano e soggiornano spesso innescando vere complicazioni per la salute date dalla fuliggine che si deposita nell’aria e che in molti casi può condurre alla cecità i bambini.Il progetto di quest’anno prevede la realizzazione di 185 unità abitative più solide e durature, ciascuna di 36 mq. Le abitazioni saranno parzialmente in muratura con pavimento in cemento rialzato rispetto al terreno, tetto in lamiera e pareti in legno di eucalipto ricoperto di fango. Queste ultime saranno inoltre rivestite esternamente con uno strato di intonaco per proteggerle dall’erosione della pioggia. Ci auguriamo di raccogliere il più possibile e contribuire a migliorare la vita di questo popolo. 

Tutte le informazioni sul Centro Aiuti Per L’Etiopia ODV ETS e sull’edizione 2024 della 1000 Passi Per Brescia si possono trovare sui siti: www.centroaiutietiopia.it e www.1000passi.it.

1000 Passi per Brescia aspettando la 1000 Miglia giunge alla X edizione. Mercoledì 29 maggio 2024 si terrà la corsa/camminata ludico motoria che ogni anno raccoglie fondi destinati interamente al Centro Aiuti per L’Etiopia per contribuire a finanziare i diversi progetti poi sempre realizzati entro l’anno successivo. Quest’anno sono molto orgogliosa come Presidente di CorrixBrescia di concludere il mio mandato proprio con la decima edizione: obiettivo della nostra associazione è correre e camminare per star bene ma in certe situazioni correre e camminare diventa importante anche per far del bene. Fare beneficenza significa contribuire al benessere di una comunità, significa essere portatori di grandi valori e come già detto molte volte gli sportivi ne sono un esempio. Questa manifestazione è sempre molto attesa nella nostra città, tutto è molto trasparente e grazie a Patrizia Guzzardi CorrixBrescia è arrivata anche in Etiopia.Per anni è sempre entrata a far parte del nostro calendario di allenamenti. 1000Passi per Brescia una corsa, una camminata, un tempo per stare insieme e divertirsi, un valore aggiunto per l’associazione.

Di Michela Putelli, Presidente di Asd CorrixBrescia

IL RICORDO A ROBERTO RABATTONI

Roberto Rabattoni è stato l’anima del Centro Aiuti per l’Etiopia. Fondatore dell’associazione, ne è stato Presidente, Legale Rappresentante e Rappresentante Paese. Ha speso la sua vita a favore dei più deboli, impegnandosi direttamente sul campo. Fin da piccolo Roberto condusse una vita semplice in un contesto molto povero, dove mancava tutto. Era l’Italia del dopoguerra: la seconda guerra mondiale aveva ridotto la società in gravi difficoltà economiche.Roberto ha frequentato la scuola elementare. Comincia all’età di 11 anni a lavorare come apprendista e all’età di 18 anni inizia la propria attività di pittore con grande successo.La nascita del Centro Aiuti per l’Etiopia è strettamente legata all’esperienza personale di Roberto Rabattoni. All’età di 40 anni, nel 1983, volò in Etiopia per adottare una figlia, la primogenita Elena. Da questo momento in poi la sua vita venne stravolta, i suoi orizzonti cambiarono completamente. Quello che doveva essere “solo” un viaggio per dare una famiglia ad un bambino in difficoltà, si trasforma in uno spartiacque. Roberto da subito inizia a raccogliere aiuti economici e beni di prima necessità da inviare in Etiopia. Coinvolge amici e parenti, divide il suo tempo tra lavoro, famiglia e quella che diventerà la sua seconda casa: l’Etiopia. Nel 1983 nasce l’associazione che coinvolge sempre più volontari. Ma è sempre Rabattoni a fare la spola tra Verbania e Addis Abeba, alla costante ricerca di nuove iniziative perché ci sia una speranza concreta per chi soffre.Raggiunta l’età pensionabile, non ci sono dubbi per Roberto: si trasferisce in Etiopia per dedicarsi a tempo pieno ai poveri. L’attività sul campo, a contatto con uomini, donne e bambini che faticano a vivere, con problemi e difficoltà, permette di tradurre la solidarietà di tanti amici in interventi concreti, verificabili e soprattutto funzionali ai reali bisogni della popolazione. Si fa portavoce dei più deboli per far valere i loro diritti, primo tra tutti quello a vivere con dignità.

Il 16 dicembre 2010 il Presidente della Repubblica Federale d’Etiopia, Girma Woldegiorgis, ha conferito a Roberto Rabattoni il Premio di Eccellenza, riconoscimento ufficiale per l’impegno umanitario di lunga data dell’Associazione, per celebrare i tanti progetti costruiti per quantità e qualità. I numeri del Centro Aiuti Per L’Etiopia  fondato da Roberto Rabattoni: 52 scuole, 38 pozzi, 2 ospedali + 1 ampliamento di un ospedale esistente, 7 cliniche, 3 centri di accoglienza per bambini orfani, abbandonati, disabili e sieropositivi, 7.714 donne sono state operate di prolasso uterino, 1.500 persone operate con struma tiroideo. Sono 34.000 i bambini attualmente sostenuti con il sostegno a distanza in 78 villaggi in tutta l’Etiopia 150 famiglie attualmente supportate con la sponsorizzazione

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