Evolversi senza tradirsi

Alcune automobili attraversano il tempo senza perdere identità. Alcune persone fanno lo stesso. Dall’officina della sua infanzia alle grandi competizioni del motorsport storico, Mattia Colpani racconta un mondo in cui esperienza, passione e competenza continuano a dialogare con il presente. Un mondo dove il passato non viene conservato, ma rimesso ogni giorno in movimento.

Intervista a Mattia Colpani CEO di Mattia Colpani & Co S.r.l.

Quando e come nasce la tua passione per i motori ma soprattutto per le auto storiche? Non ricordo un momento preciso in cui sia nata la mia passione per le auto storiche, perché hanno sempre fatto parte della mia vita. Sono cresciuto tra l’officina, i paddock e i circuiti gara, in mezzo a motori aperti, attrezzi, voci, odore di olio e benzina. Da bambino mi affascinava tutto ciò che accadeva prima che una macchina tornasse a muoversi: il silenzio concentrato dei meccanici, le mani sporche di lavoro, la pazienza necessaria per individuare un problema e risolverlo, il momento quasi magico in cui un motore tornava a prendere vita. La mia famiglia mi ha aperto le porte di questo mondo, ma crescendo ho capito che il mio rapporto con queste vetture andava oltre la tradizione familiare. Non mi interessava soltanto guidarle o ammirarle: volevo comprenderle. Volevo sapere cosa le teneva insieme, perché suonavano in un certo modo, cosa raccontavano attraverso la loro meccanica, le loro imperfezioni e le tracce lasciate dal tempo. Credo che sia questo ad emozionarmi ancora oggi. Ogni auto storica custodisce un sapere antico fatto di tecnica, intuito, esperienza e sensibilità manuale. Riportarla in vita significa entrare in dialogo con chi l’ha progettata, costruita e guidata prima di noi. È un lavoro concreto, fatto di competenze e attenzione ai dettagli, ma anche di rispetto e cura. Le auto storiche mi hanno insegnato che nulla si conserva da solo. Ogni vettura porta con sé una storia, ma perché quella storia continui servono conoscenza, pazienza e passione. È questo che continuo ad amare dopo tanti anni. La 1000 Miglia mi accompagna praticamente da tutta la vita: la vivo da ben ventotto anni! Prima ero accanto alla mia famiglia, poi come pilota e oggi insieme ai miei clienti e al team tecnico con cui condivido ogni giorno questa straordinaria avventura. 

Prima di essere restauratore, pilota o imprenditore, sei soprattutto un appassionato.  Che cosa rappresentano per te oggi le auto storiche? Le auto storiche rappresentano molto più di un oggetto meccanico, molto più di uno straordinario pezzo di design. Sono testimonianze vive di un’epoca, del modo in cui si progettava, si costruiva e si pensava l’automobile. Ogni vettura porta con sé una storia fatta di persone, intuizioni, errori, innovazioni e passione. Quello che continuo ad amare è il rapporto diretto che queste auto instaurano con chi le guida e con chi se ne prende cura: sono vetture che richiedono ascolto, attenzione e rispetto. Come ogni cosa che non è scontata nella vita, non ti concedono scorciatoie e, proprio per questo, restituiscono emozioni autentiche. Ti obbligano a rallentare, a osservare, a comprendere. Con il tempo ho capito che il loro valore non risiede soltanto nella rarità o nell’importanza storica, ma nella capacità di trasmettere un sapere e, perchè no, anche di un sogno che rischierebbe altrimenti di andare perduto.  Dietro ogni automobile ci sono mani, competenze e gesti che appartengono a generazioni diverse e che ancora oggi hanno qualcosa da insegnarci. Forse è questo l’aspetto che sento più vicino: lavorare su una vettura storica significa entrare in relazione con il tempo. Significa avere la responsabilità di preservare qualcosa che ci è stato affidato e che dovrà continuare a vivere anche dopo di noi.  È un lavoro molto concreto, fatto di tecnica e precisione, ma che conserva sempre una dimensione profondamente umana. Ed è probabilmente questo che, dopo tanti anni, continua ad emozionarmi di più. 

L’auto storica conserva un respiro sofisticato e una capacità rara di parlare a generazioni e sensibilità diverse. Cosa la rende ancora così attuale? Credo che la sua forza risieda nella capacità di mettere in relazione epoche diverse. Un’auto storica è un filo teso tra ieri e oggi: racconta il tempo in cui è stata progettata e costruita, ma continua a vivere nel presente attraverso chi la guida, la restaura e se ne prende cura. Molte di queste vetture sono nate in un’epoca in cui l’automobile aveva ancora una forte componente artigianale: non esistevano i processi industriali che conosciamo oggi e il contributo umano era molto più evidente. Per questo ogni auto conserva un carattere unico, fatto di dettagli, soluzioni tecniche e persino piccole imperfezioni che la rendono spesso un oggetto del tutto irripetibile. Con il passare degli anni, poi, a quel patrimonio originale si aggiunge il sapere di altre generazioni: meccanici, restauratori, piloti e appassionati che contribuiscono a mantenerla viva. È una stratificazione di conoscenze ed esperienze che continua ad arricchirsi nel tempo. Forse è proprio questo a renderle così attuali: non sono semplicemente oggetti del passato, ma testimonianze vive che continuano a evolvere e a creare, ancora oggi, un’esperienza autentica e sempre nuova. 

Da oltre 25 anni il vostro team tecnico prepara e assiste le vetture durante la Mille Miglia, “la corsa più bella del mondo” ma soprattutto una delle più ambite dai collezionisti. Che tipo di lavoro comporta? Molti immaginano che il nostro lavoro inizi con la partenza della gara, ma in realtà comincia sette, se non addirittura otto mesi prima. Ogni vettura viene preparata, revisionata e testata con attenzione, perché affrontare la Mille Miglia significa percorrere quasi duemila chilometri con automobili che, in alcuni casi, hanno quasi un secolo di vita. Quest’anno assisteremo sedici vetture con quattro mezzi di supporto e otto meccanici impegnati lungo il percorso: dietro questi numeri c’è un lavoro fatto di pianificazione, esperienza e attenzione ai dettagli. Ogni auto ha una storia, caratteristiche e necessità diverse, e prepararle significa conoscerle a fondo. L’inizio della Mille Miglia, per noi, rappresenta quasi il completamento di un percorso iniziato mesi prima; la gara è il momento in cui tutto il lavoro svolto in officina viene finalmente messo alla prova sulla strada. Durante il giorno seguiamo costantemente le vetture lungo il percorso, ma è soprattutto la sera che inizia una delle fasi più delicate: quando i piloti si fermano per riposare, il nostro team continua a lavorare. Iniziano controlli, verifiche, regolazioni e, quando necessario, interventi più importanti. Non è raro che si vada avanti fino alle prime luci dell’alba per fare in modo che ogni vettura possa ripartire il mattino successivo nelle migliori condizioni possibili. È un lavoro impegnativo, che richiede competenza, organizzazione e grande spirito di squadra. Forse la soddisfazione più grande arriva proprio all’alba, quando vedi tutte le auto tornare sulla linea di partenza e sai che, ancora una volta, il lavoro di mesi e l’impegno di un intero team hanno reso possibile un’altra tappa del loro viaggio. 

Quali sono le criticità e quali invece gli aspetti più gratificanti di questo lavoro? Negli ultimi anni una delle criticità maggiori è diventata il caldo: da quando la Mille Miglia si svolge nel mese di Giugno, le temperature sono aumentate sensibilmente e questo incide in modo significativo sul comportamento delle vetture. Parliamo di automobili progettate e costruite in epoche molto diverse dalla nostra, quando le condizioni di utilizzo, i materiali e persino il traffico erano completamente differenti. Il surriscaldamento rappresenta quindi una delle sfide più frequenti, sia per i piloti sia per chi assiste le vetture lungo il percorso. È proprio in questi momenti che entrano in gioco l’esperienza e la conoscenza maturate negli anni: ogni auto reagisce in modo diverso e richiede attenzione, capacità di osservazione e interventi mirati. Ovviamente non esistono soluzioni standard come quelle della meccanica moderna: bisogna conoscere a fondo ogni vettura e saper interpretare ciò che sta comunicando. Va da sé che la soddisfazione più grande non risiede nel vedere un’auto arrivare al traguardo, ma nasce piuttosto dalla consapevolezza di lavorare ogni giorno a contatto con automobili che rappresentano un patrimonio tecnico, culturale e umano straordinario. Spesso ce ne dimentichiamo, perché fa parte della nostra quotidianità, ma basta fermarsi un istante per rendersi conto di quanto sia speciale. Di fatto, quando lavoriamo su queste vetture, mettiamo le mani dentro a un secolo di Storia. E sapere di contribuire, anche solo in parte, a mantenerla viva è uno degli aspetti più gratificanti del nostro mestiere.

Negli anni il mondo delle auto storiche è cambiato profondamente. Come è cambiata, di conseguenza, anche l’attività di Mattia Colpani & Co? Il nostro lavoro si è evoluto insieme al mondo delle auto storiche e alle aspettative di chi si avvicina a questo universo: se un tempo il focus era principalmente rivolto alla conservazione e al restauro delle vetture, oggi c’è un desiderio sempre più diffuso di viverle in modo attivo. Per questo la nostra attività si è ampliata nel tempo. Continuiamo a occuparci della ricerca delle vetture, del reperimento dei ricambi, dei restauri e della manutenzione specialistica, ma accompagniamo i nostri clienti anche nelle competizioni, negli eventi internazionali e nelle esperienze di guida per cui queste automobili sono state progettate. Negli ultimi anni abbiamo inoltre assistito a un crescente interesse per il motorsport storico e per le competizioni in circuito. Sempre più appassionati desiderano riportare in pista vetture che hanno scritto pagine importanti della storia dell’automobilismo, non soltanto per conservarle, ma per comprenderle e viverle nella loro dimensione più autentica. Pur evolvendo continuamente, il principio che guida il nostro lavoro è rimasto lo stesso: mantenere viva la storia dell’automobile attraverso la competenza tecnica, il rispetto della sua identità e la possibilità di continuare a utilizzarla nel modo per cui è stata concepita. 

Qual è l’auto che meglio rappresenta il tuo modo di intendere l’automobile? Probabilmente la Porsche 911. Per quanto mi riguarda è un’icona di perfezione. È una vettura che mi affascina da sempre perché è riuscita in qualcosa di molto raro: evolversi continuamente senza mai perdere la propria identità. Dopo oltre sessant’anni è ancora immediatamente riconoscibile, eppure ogni generazione ha saputo migliorare la precedente senza tradire l’idea originale da cui tutto è nato. Credo che il suo fascino risieda proprio in questa coerenza. Non ha mai inseguito le mode del momento perché non ne ha mai avuto bisogno ed è stata capace di continuare a perfezionare sé stessa attraverso il tempo, restando fedele alla propria natura. Da appassionato, prima ancora che da professionista, trovo straordinaria questa capacità di evolvere senza rinnegare le proprie radici. È una lezione che va ben oltre il mondo dell’automobile.

Quali sono invece gli obiettivi per il futuro? Continuare a crescere è importante, ma credo che la sfida più interessante sia un’altra: dimostrare che il mondo delle auto storiche non appartiene soltanto al passato. Ogni giorno incontriamo persone nuove, che si avvicinano a queste vetture con curiosità e stupore, e questo ci conferma che esiste ancora un forte desiderio di comprendere come sono state costruite le cose, come funzionano e quale storia portano con sé.  Le auto storiche hanno ancora molto da raccontare e il nostro obiettivo è continuare a renderle protagoniste, non soltanto da conservare ma da vivere. Per questo continueremo a sviluppare la nostra presenza nel motorsport storico, partecipando a eventi internazionali, portando queste vetture nei contesti per cui sono state concepite. Credo che il futuro appartenga a chi saprà creare un dialogo tra esperienza e nuove sensibilità. Le competenze maturate in decenni di lavoro hanno un valore enorme, ma diventano davvero importanti solo quando riescono ad accendere la curiosità e l’entusiasmo di chi si avvicina oggi a questo mondo. Ed è lì che, secondo me, si gioca il futuro.

Mattia Colpani & Co S.r.l. Via Galileo Galilei, 24/26- Poncarale BS Tel. +39 030 254 8630

colpani-co.com

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