Fioletti. Tre grandi Donne e il vero senso dell’amore

Fioletti a Brescia e nella sua provincia è un cognome che risuona famigliare. La sua storicità, il successo iconico, a marchio Ford e la connessione valoriale, anche sotto l’aspetto filantropico con il territorio, hanno reso questa grande azienda un riferimento riconosciuto. Protagoniste indiscusse di questo successo tutto bresciano, sono tre donne, una madre e due figlie, un esemplare modello d’impresa, di Famiglia. Come? Grazie all’amore, ai valori più puri, alla tenacia, alla forza e alla dedizione costante, grazie all’unione e al potere che, oggi come oggi sta via via sempre più estinguendosi, quello della Famiglia. 

Intervista a Graziella Peli Fioletti, Paola e Giovanna Fioletti

I motori fanno parte del Vostro DNA. Quali sono state le tappe significative della vostra vita? Ho cominciato a lavorare da giovane, sfidando un mondo davvero distante dalla realtà che i ragazzi affrontano oggi, ci racconta Graziella Fioletti. Studiavo all’IPC e ogni mattina per recarmi a Gardone Valtrompia da San Giovanni di Polaveno salivo sul pullman riservato agli operai poichè noi studenti eravamo soltanto due. Finita la scuola iniziai come tutti a cercare un lavoro e conobbi quello che poi sarebbe diventato mio marito. Iniziammo la nostra avventura nel mondo dell’automotive partendo dal niente. Dapprima aprendo una concessionaria Fiat per poi, in seguito ad un grave problema famigliare passare a Ford, l’unico mandato libero per il territorio. Da quel momento, quarant’anni fa, iniziò la nostra vera storia. Ho costruito questa realtà nel tempo, crescendola faticosamente, attraversando momenti difficili dettati non solo dal mercato (senz’altro più facile da gestire rispetto alle persone) ma soprattutto da un ambiente, quello dell’automotive, che sicuramente non è conosciuto per essere conciliante al mondo femminile. Immaginatevelo 40 anni fa. Ora immaginatevelo 22 anni fa quando, dopo la scomparsa di mio marito, ho dovuto e voluto continuare da sola con due bimbe piccole impegnata in una realtà che stava cambiando. Stavo infatti attraversando un momento particolarmente insicuro, Ford avrebbe dovuto scegliere un solo concessionario per il territorio ed io, donna, tra tanti colleghi concessionari uomini, apparivo quasi sopraffatta. Il destino invece ribaltò le carte in tavola e mi assegnarono il mandato. Gli imprevisti, più o meno dolorosi, hanno così graffiato questo quarantennio, un periodo difficile, complicato che si è concluso con una rivincita essenziale e preziosa: le mie figlie, Paola e Giovanna.Loro sono il mio orgoglio più grande, due vere colonne non solo dal punto di vista spirituale ma anche nei confronti della vita aziendale e quindi del business. Oggi sono due ragazze mature, forti dei loro successi scolastici, di un inserimento aziendale di valore e di quell’indipendenza che le contraddistingue come donne forti e capaci. 

Tre donne impegnate nel mondo dei motori. Cosa significa rappresentare un comparto, quello automobilistico considerato da sempre a vocazione maschile?L’universo maschile ha profondamente segnato la nostra società così come il mondo dell’automotive, racconta Paola Fioletti. La correlazione tra motori è uomini è insita nelle persone per una serie di fattori culturali, sociali e storici che affondano le radici in secoli di stereotipi di genere e divisioni dei ruoli. Dai primi sviluppi dell’industria automobilistica, le donne sono sempre state emarginate da settori come la meccanica e l’ingegneria, ruoli tradizionalmente maschili allor quando la donna rimaneva a casa a prendersi cura della famiglia. Il progresso, socio-economico-culturale che abbiamo respirato negli ultimi anni ha profondamente convertito questo retaggio conducendo la donna a ricercare il suo “io”. Ford, riconosciuto brand a matrice maschilista, questo lo ha saputo dimostrare, cercando di seguire la cultura dell’inclusione segnando una grande marcia in avanti e un valore aggiunto. Crediamo davvero che millenni vissuti in questo modo non abbiano un lascito palese sulla nostra società? Cognitivamente sappiamo benissimo che l’associazione uomo motore possa essere identica all’associazione donna e motore. Non c’è alcuna ragione intrinseca che giustifichi l’idea che l’automotive sia un settore maschile. Così come il gestire un’azienda, un ruolo che non conosce genere. Purtroppo però quest’idea è rafforzata dalla continua mancanza di visibilità di donne in posizioni di leadership all’interno di settori automobilistici. Con questo non voglio scontrarmi con le logiche del femminismo o al contrario, del machismo, ma riconoscermi in valore aggiunto, spogliato dai sessi, che si chiama meritocrazia, senza false idealizzazioni. Il mio ambito, il post vendita, molto tecnico, ci racconta Giovanna Fioletti, rappresenta probabilmente l’apice di questo divario poichè è un comparto quasi totalmente di matrice maschile. Il cliente stesso respira questa cultura e nei confronti di una donna dimostra essere molto diffidente.

Ci sono delle caratteristiche femminili ma anche legate ad una matrice famigliare che credete abbiano rappresentato delle potenzialità?Rispondere a questa domanda senza ricadere in stereotipi è molto imprudente. Siamo tre donne e per la storia che condividiamo e per quel passato che inevitabilmente ha segnato il nostro futuro ci riteniamo un modello di forza condivisa, un’unione indissolubile, profonda e tenace e questo di conseguenza si è rivelata una fortuna preziosa per il benessere e per la “salute” non solo della nostra Famiglia ma anche della nostra azienda. Un’unione quasi pericolosa, all’interno della quale abbiamo dovuto ereggere delle forti barriere. Noi tre, un universo all’interno del quale è molto difficile penetrare. 

Cosa ha significato per voi figlie crescere in questo mondo?Non mi sono mai posta questa domanda perché da quando siamo nate siamo state catapultate in questo mondo.L’azienda è famiglia e la famiglia diventa azienda. I successi, i sacrifici e il duro lavoro ci hanno rese donne indipendenti, ci racconta Paola. Ci hanno permesso di crescere con serenità, studiare, viaggiare e vivere bene. Lo svantaggio è tipico delle aziende famigliari laddove il lavoro assorbe ogni attimo della tua vita rendendo di conseguenza “vivaci” anche i momenti di serena routine famigliare.  La nostra quotidianità in fondo è un insieme di tutti questi aspetti e di dinamiche spesso difficili da gestire. In ogni caso non riusciremmo a immaginare la nostra vita in modo diverso, tutto questo infatti ci ha permesso di diventare due donne molto strutturate, anche se profondamente diverse. 

Cos’è il successo per voi?Non ho mai associato il successo a qualcosa di materiale, ci spiega Paola. Misuro il successo in base alle nostre capacità di adattamento e di conversione nei confronti di un mondo sempre in grande trasformazione. Successo è possedere la capacità di cambiare, evolvendosi, strutturandosi, molto velocemente alle nuove realtà personali e lavorative senza però modificare quello che crediamo sia fondamentale per la nostra azienda e per noi. Oggi il cambiamento è un imperativo, in ogni ambito della vita.Nonostante questi ideali ci riteniamo fortunate per il successo conquistato in tutti questi anni, racconta Graziella Fioletti. Oggi desideriamo riconsegnare al nostro territorio il grande valore che ci ha donato, quella fiducia e quell’affermazione che ci ha rese protagoniste di un tessuto socio-economico a cui desideriamo esprimere riconoscenza.

Quali sono i vostri ruoli in azienda e come vivete la “connessione” famigliare sul luogo di lavoro?Mi occupo del post vendita e del nuovo hub dedicato ai ricambi, spiega Giovanna. Sto affrontando tutto il controllo di gestione per rendere fluido e consapevole quel passaggio generazionale che dovremo affrontare e per affinare ogni competenza dal punto di vista economico e amministrativo.  I miei studi invece, semplicemente per vocazione, si sono focalizzati sulle risorse umane, racconta Paola e ho capito solo lavorando che i libri sono molto più facili delle persone. Puntiamo tanto sulla creazione di un welfare aziendale, mettendo la persona e il suo benessere al centro delle strategie di sviluppo per garantire continuità al business. Una vision ben definita che diviene specchio di un’azienda sana, corretta e valorizzante in termini di soddisfazione del cliente. Oggi che le mie “colonne” hanno consolidato il loro ruolo, io come amministratore delegato, spiega Graziella, posso dedicarmi maggiormente al controllo globale e al comparto commerciale, ambito che amo profondamente. 

Famiglia e carriera. Come si conciliano questi aspetti della vita? Sono mamma da poco, racconta Giovanna. La mia visione è cambiata totalmente. Un cambiamento che ho riscontrato nei nostri collaboratori anche dopo il Covid. Oggi l’imperativo è quello di riuscire a ritagliare del tempo da dedicare ai propri affetti e a se stessi per il benessere della propria vita. I nostri genitori lavoravano quindici ore al giorno mettendo al centro della loro vita l’azienda. Contrariamente venivi considerato un “lazzarone”, in gergo valtrumplino, l’aggettivo peggiore che esisteva. Ora la visione appare totalmente diversa: cerchiamo, per quanto difficile, di far combaciare i nostri orari con quelli della nostra famiglia.In questo momento mi sento felice e realizzata nei vari ambiti della vita, tra azienda, famiglia, relazioni e fondazione, racconta Paola. Il tempo, come dice mia sorella, è prezioso. Non voglio vivere per lavorare. Rispetto moltissimo quest’azienda e l’eredità che mia mamma ha saputo donarci ma desidero al contempo investire sulla qualità del tempo in tutti gli altri ambiti della vita. La perdita di mio marito mi ha condotta a pensare che da una disgrazia avrei potuto solo che migliorare, spiega Graziella. In quel momento mi sono totalmente dedicata alle mie figlie poichè solo insieme possiamo superare qualsiasi cosa. Questo è il grande potere della Famiglia. Affrontare ogni momento difficile senza mai perderci d’animo. Viviamo con grande serenità perchè possiamo contare una sull’altra. 

Quali sono i principi ed i valori sui quali avete fondato e cresciuto la vostra azienda?Per noi principi e valori non sono solo un insieme di regole, ma il riflesso di ciò in cui crediamo. È la guida che ci incoraggia a lavorare con trasparenza, rispetto e responsabilità, perché la nostra azienda non è fatta solo di numeri, ma di persone, valori e relazioni. Trasparenza e integrità rappresentano gli ideali in cui crediamo e lo comunichiamo in modo chiaro, sincero e responsabile. Crediamo nel rispetto e nell’inclusione perchè ogni persona merita di essere valorizzata. Ci impegniamo a creare un ambiente equo all’interno del quale nessuna persona si possa sentire esclusa o discriminata per il proprio genere, età, cultura, origine o qualsiasi altra caratteristica.Crediamo nella parità di opportunità. Il talento e l’impegno non hanno etichette. Tutte le persone devono avere le stesse possibilità di crescita e sviluppo, senza discriminazioni.Difendiamo la sostenibilità quella responsabilità verso l’ambiente e la comunità. Riduciamo sprechi e promuoviamo pratiche sostenibili in ogni aspetto della nostra attività.Puntiamo al benessere e alla qualità della vita al fine di destinare ai nostri collaboratori un luogo di lavoro sano e accogliente. Diamo valore all’equilibrio tra vita professionale e personale, investiamo nella formazione e garantiamo spazi sicuri e inclusivi.Con la Fondazione Fioletti, lavoriamo per contrastare ogni forma di discriminazione promuovendo il rispetto e l’inclusione nella società e nei luoghi di lavoro.Questi principi non sono solo parole: sono azioni, scelte e comportamenti quotidiani. Ogni persona che lavora con noi contribuisce a rendere Fioletti S.p.A. un luogo migliore. A noi l’impegno di promuovere politiche aziendali sempre più tese al benessere delle persone.

I tre aggettivi che contraddistinguono al meglio ognuna di voi?Definirsi è davvero difficile. Ci si identifica sempre in relazione alle altre persone in un gioco di “specchi” reciproci.Spesso le persone che collaborano con noi, che ci conoscono e con le quali intratteniamo relazioni, non solo lavorative, ci definiscono con tante e diverse qualità come la gentilezza, l’amore per il prossimo, la gioia, la costanza, la caparbietà, la responsabilità, la schiettezza e una sorta di sana leggerezza di stare al mondo. Del resto, ci riconosciamo anche una buona dose di humor, poco inglese e molto italico. Crediamo che, in maniera diversa, tutte noi incarniamo queste caratteristiche (che ovviamente sono solo positive, a proposito di humor). 

Sappiamo che siete impegnate anche nel sociale attraverso gli autorevoli progetti promossi dalla Vostra fondazione. Ce ne parlate? La nascita della Fondazione Fioletti è il naturale esito valoriale e d’azione filantropica della nostra vita professionale e personale. Rappresenta anche le mie ambizioni, racconta Paola e in base al mio vissuto e alle mie esperienze ho deciso di schierarmi in prima linea in difesa delle fragilità. Ho desiderato tanto questa Fondazione e la cosa bella è proprio lo spirito del progetto che fonda il suo credo nella lotta contro la violenza in ambiente lavorativo, oggi un argomento molto sentito. La Fondazione Fioletti vuole promuovere l’empowerment delle persone nei loro significativi ambienti di vita. Il rispetto delle identità di genere è il valore che ci impegniamo a diffondere in ogni contesto. Il nostro obiettivo è quello di “non normalizzare” la quotidiana violenza di genere a cui moltissime persone sono sottoposte. Lo realizziamo attraverso ricerche ed interventi capaci di produrre cambiamento sociale e culturale.

La vision della Fondazione Fioletti? Il nostro sogno è quello di vivere in una modernità contemporanea dove il femminile sia espressione di potere generativo, di forza vitale collettiva e libera, capace di realizzare il sogno di una piena realizzazione di Sé come donne.

Come immaginate invece il futuro dell’automotive e quali progetti faranno parte delle vostre strategie nel medio e lungo termine? Il futuro dell’automotive è in continua evoluzione, guidato da tendenze di trasformazione profonde che vanno dalla sostenibilità alla digitalizzazione, dall’elettrificazione alla mobilità connessa.  Come azienda ma anche come Ford stessa, siamo impegnati a rispondere a queste sfide con strategie chiare e mirate. Nel medio e lungo termine, il nostro obiettivo è continuare a investire nell’elettrificazione della nostra gamma di veicoli, puntando su soluzioni innovative che rispondano alle esigenze dei consumatori e alle normative ambientali sempre più stringenti. Inoltre, siamo fortemente focalizzati sull’ottimizzazione dell’esperienza del cliente, cercando di integrare le nuove tecnologie in modo che siano sempre accessibili.Tuttavia, è altrettanto cruciale che questo processo di innovazione avvenga insieme ai nostri collaboratori.  La nostra azienda ha sempre posto grande attenzione alla valorizzazione delle persone che è la vera risorsa su cui possiamo fare affidamento per affrontare queste sfide. Investire nella formazione continua, promuovere una cultura di innovazione e garantire un ambiente di lavoro inclusivo sono tutte priorità che vanno di pari passo con l’evoluzione tecnologica. La forza della nostra squadra, unita alla nostra visione di sostenibilità e innovazione, ci permetterà di guidare con successo questa nuova era dell’automotive.

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