Una perdita importante, un dolore incolmabile. Nel 2015 Federico ha lasciato un vuoto profondo, non solo nella vita e nel cuore dei suoi genitori, Barbara e Andrea, ma anche nell’animo di tutte quelle persone che hanno incrociato il suo sorriso e che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Ecco che dal dolore, come una terapia, si innesca, inevitabilmente, il desiderio di donare e di donarsi. Nasce Fondazione Dodo, in ricordo di quel bambino, Federico, che rivive attraverso condivisioni speciali.

Intervista a Barbara Loda, Andrea Laudini, Sabrina Bresciani, Marcello Melda e Giuseppe Garufi Quando è nata la Fondazione Dodo e quali obiettivi si è posta? La Fondazione è nata nel 2016 – ci racconta Brabara Loda – in memoria di mio figlio Federico, scomparso prematuramente nel 2015 con l’obiettivo di portare avanti iniziative per aiutare i bambini in difficoltà. La volontà nel costituire questa Fondazione è stata quasi istintiva. Insieme agli amici più cari, Sabrina, Marcello e Giuseppe abbiamo espresso il desiderio, dall’alto valore umano, di creare un qualcosa che potesse commemorare Federico mantenendo vivo il suo ricordo. Fondazione Dodo è stato l’avverarsi di quel desiderio, per sostenere i bambini, regalando loro un sorriso. É proprio il sorriso il centro della nostra mission, quel proposito che ci incoraggia ogni giorno, attraverso azioni concrete, a dedicarci ai bambini più fragili e meno fortunati.Costituire questa Fondazione è stato per noi anche “terapeutico” dinnanzi ad una sofferenza incolmabile. Avevamo bisogno, da genitori, di un qualcosa che ci unisse, una sorta di community che potesse donarci un sostegno. Nel tempo abbiamo scoperto che fare del bene ci ha fatto veramente bene nonostante il nostro esordio sia stata “timido”. Uso questo termine poichè la drammaticità della perdita di un figlio, di un bambino così piccolo, ha sicuramente scalfito un sentimento di vuoto generando un’emotività quasi incontrollabile e difficile da gestire. I primi anni, dal punto di vista emotivo, sono stati complicatissimi – spiega Marcello Melda – e l’essere tutti insieme, uniti in un progetto così importante, ci ha fatto star bene. Oggi, dopo nove anni, siamo ancora qui, incoraggiati da un entusiasmo non più così “timido” ma arricchito da concrete certezze nel donarsi agli altri.
I primi obiettivi quali sono stati?
Il semplice passaparola ci ha permesso di entrare in contatto con realtà particolarmente precarie sul territorio.
Siamo intervenuti inizialmente contribuendo al pagamento di spese mediche, visite specialistiche e l’acquisto di determinati dispositivi e ausilii. La primissima donazione, un computer, è stata erogata ad un ragazzino di soli dodici anni affetto da una patologia importante affinchè potesse davvero ritrovare il suo sorriso.
Il Covid ci ha invece condotti ad occuparci delle famiglie con forti difficoltà economiche, situazioni segnalate dai Servizi Sociali dei comuni del basso Garda bresciano.
Attraverso le donazioni abbiamo contribuito significativamente al sostegno famigliare, soprattutto economico in un periodo, quello della Pandemia, che ha pesantemente grafiato la nostra società.
Ancora oggi sosteniamo una micro comunità di Lonato attraverso molti interventi, un impegno che sicuramente ci vedrà coinvolti per molto tempo.
Nel 2024 attraverso la vendita di Panettoni e colombe Pasquali e grazie ai fondi raccolti attraverso le aziende che hanno dimostrato una grande sensibilità nel sostenerci siamo riusciti a far fronte al progetto “Buoni spesa” per alleggerire il bilancio di famiglie, con minori, fortemente bisognose e in stato di evidente necessità.
Il 2024 si è rivelato il nostro anno, quello della svolta – racconta l’Avv. Sabrina Bresciani.
Nacque infatti l’opportunità importante di collaborare con gli Spedali Civili di Brescia rendendoci protagonisti di progetti molto ambiziosi. Abbiamo di fatto organizzato, ad ottobre, una grande cena di beneficienza al fine di strutturare un qualcosa di più importante per portare a termine il nostro grande obiettivo.
Qual è stato il fine della cena di beneficienza?
L’obiettivo è stato quello di finanziare un laboratorio creativo tutto dedicato ai piccoli pazienti ricoverati all’Ospedale dei Bambini. Abbiamo accolto questo progetto con grandissimo entusiasmo poichè la nostra mission è proprio quella di regalare un sorriso. La cena di beneficienza ci ha permesso di sovvenzionare interamente questo progetto denominato
“Ambulatorio delle Arti”, un valido sostegno per rendere il ricovero dei più piccoli certamente meno traumatico.
Inaspettatamente, e lo vorrei sottolineare – ci spiega Barbara – l’esito è stato sbalorditivo. Un successone.
La serata, andata subito sold-out, ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo dandoci la possibilità di raccogliere ventimila euro, una cifra considerevole per un solo evento.
Abbiamo potuto giovarci della partecipazioni di tutti, anche degli assenti che hanno espresso il desiderio di esserci attraverso la loro donazione.
Il vostro presente oggi invece com’è?
L’Ospedale Civile di Brescia ci ha proposto una partecipazione triennale per contribuire concretamente ai progetti dei prossimi anni. Per noi una grande soddisfazione e un motivo d’orgoglio. Organizzeremo anche quest’anno, in primavera o in autunno, una seconda cena di beneficienza al fine di portare avanti con successo tutti questi lodevoli progetti.
Oggi siamo comunque concentrati sui “Buoni Spesa” e a questo proposito, grazie all’evento organizzato a Natale, tenutosi presso la Rocca di Lonato, siamo riusciti a finanziare ulteriormente la nostra Fondazione per l’erogazione di nuove donazioni.
Non posso dimenticare le tante aziende del territorio che tempestivamente si uniscono a noi partecipando attraverso un’attiva beneficienza e al CINQUEXMILLE.
Contributi senza dubbio importanti.
Qual è il vostro sogno?
Il 2024 ci ha concesso la forza, l’orgoglio e la voglia di puntare più in alto. Ci ha incoraggiati ad occuparci di progetti sempre più importanti e il grande sogno è quello di perdurare su questa strada e donare al nostro territorio più aiuti possibili.
Siamo stati di recente coinvolti in progetti di valore con Associazioni importanti, a Bergamo con “La Casa di Leo” e a Brescia partecipando ad un “tavolo” di gran rilievo accanto ai protagonisti più autorevoli del mondo charity come Anffas, Associazione del Filo d’Oro e Fondazione Bocelli. Un’opportunità che ci ha senza dubbio, nel nostro piccolo, riempiti di orgoglio.
Le nostre aspettative sono molto positive e sono previsioni di valore, quelle che ci conducono, ogni giorno, a donare un sorriso ai più piccoli.