Franco Gussalli Beretta

“Dare in Brocca” ovvero imbroccare, colpire il bersaglio. 

Si ispira a un motto di Gabriele d’Annunzio il marchio della storica Fabbrica d’Armi Beretta, che raffigura tre frecce, racchiuse da altrettanti cerchi, opera dell’artista triestino Guido Marussig posta nei giardini del Vittoriale di Gardone Riviera. Sono numerosi gli aneddoti interessanti che riguardano una realtà di successo che ha attraversato i secoli, partita da Brescia e oggi conosciuta in tutto il mondo, espressione di un “Made in Italy” vincente che rispetta la tradizione e persegue l’innovazione. Una famiglia di imprenditori che è giunta alla sua quindicesima generazione con Franco Gussalli Beretta, Presidente e C.E.O. della Beretta S.p.A. Si definisce scherzosamente “bresciano centrico” per l’affetto che non manca di testimoniare alla sua città ed effettivamente, nonostante l’approccio tranquillo e pacato, non tradisce la concretezza tipica di chi vuole raggiungere i propri obiettivi personali e professionali. Ottimista per natura e aperto ai cambiamenti, Franco Beretta vede nei giovani i depositari delle nuove competenze quelle che, in una realtà in costante evoluzione, sono indispensabili per affrontare le sfide future. Ingredienti indispensabili passione, tenacia e pazienza con uno sguardo rivolto sempre verso l’alto.

Franco Gussalli Beretta ©ph.Fotolive

Tre aggettivi che ti rappresentano…

In generale mi definisco una “persona tranquilla” che affronta le cose con serenità per quanto difficili o impegnative; ciò non significa che io non sia dinamico, ma certamente il mio approccio alle situazioni è pacato e, mi ripeto, tranquillo. Il secondo aggettivo potrebbe essere “impegnato”, mi sembra rispecchi la realtà. Questo dipende dal fatto che le mie giornate sono sempre lunghe e piene di impegni lavorativi e personali; ho mille cose da fare in azienda, ma anche durante i fine settimana la situazione non cambia perché amo stare in compagnia della mia famiglia e degli amici e mi accorgo che il tempo vola. 

Le mie giornate dovrebbero avere qualche ora in più! Quando ero ragazzo naturalmente questo non succedeva, avevo più spesso del tempo libero ma oggi, proprio per questa convergenza di impegni, mi ritrovo alla fine della settimana, del mese e poi dell’anno senza nemmeno essermene accorto. 

Un altro aggettivo che mi rappresenta è senza dubbio “curioso” nel senso che amo imparare e comprendere ciò mi circonda dal punto di vista delle tecnologie e dell’innovazione, ma anche confrontarmi con diverse culture attraverso viaggi di lavoro o di piacere.

Qual è il tuo background, cos’è stato significativo nella tua formazione? 

Penso che gli studi abbiano avuto un ruolo importante nella mia formazione, è evidente, ma come esperienza significativa ritengo che il servizio militare – ho svolto il mio servizio nell’Arma dei Carabinieri, sia stato una parte importante della mia vita, nel mio percorso di crescita personale.

E poi l’inizio della carriera lavorativa nell’azienda di famiglia; sono stato fortunato perché mio padre mi ha affiancato da subito a manager con differenti professionalità che mi hanno formato in modo completo. Mio padre imprenditore è stato per me una grande scuola non solo dal punto di vista professionale, ma anche di vita. Non da ultimo, viaggiare mi ha permesso di confrontarmi con  culture e metodi di lavoro differenti dai nostri e aprirmi ad una visione internazionale della realtà. 

Che legame hai con Brescia? 

Molti si “lamentano” del fatto che io sia troppo bresciano centrico, scherza. Ritengo che Brescia abbia delle valenze incredibili innanzitutto perché ci sono cresciuto e moltissimi dei miei rapporti di amicizia da ragazzo, e non solo, sono a Brescia. Inoltre, questa profonda cultura industriale, l’arte “del saper fare” intendo dire, è stata per me molto importante e penso sia uno dei grandi asset di Brescia che, rispetto ad altre culture, ha voglia di fare qualcosa in più. La mentalità bresciana, anche se agli occhi di alcuni può avere dei limiti, dal punto di vista lavorativo è encomiabile per la concretezza dell’approccio agli obiettivi e la tenacia di chi non si tira mai indietro.

Qual è secondo te la principale forma di successo? 

Veder realizzato un progetto, riuscire a rendere concreta un’idea sul piano personale o professionale, anche se molto spesso sono aspetti che coincidono. Per quanto mi riguarda potrebbe essere aver costruito una famiglia, avere degli amici, portare a termine degli obiettivi imprenditoriali o di supporto alla comunità.

Che cosa ti spaventa maggiormente?

Al momento non ho cose che mi spaventano particolarmente però fammi pensare, sorride. Diciamo che io sono un ottimista e quindi per me è difficile perché vedo sempre il bicchiere mezzo pieno… e forse è proprio questo uno degli aspetti che mi viene spesso contestato. In posizioni di responsabilità dovresti vedere la parte ottimistica, ma anche i pericoli; diciamo che tendo a lasciare i pericoli in secondo piano rispetto agli aspetti positivi. D’altro canto questo mi permette di vedere gli ostacoli come qualcosa da affrontare piuttosto che minacce da cui scappare o proteggermi. Le difficoltà esistono, ma cerco sempre di pormi in maniera costruttiva e utilizzare le competenze acquisite negli anni per fronteggiare la realtà che mi trovo davanti.

Qual è l’ingrediente immancabile della tua vita, privata e lavorativa?

In generale penso di essere una persona che sa stare molto bene anche da sola. Detto questo ritengo che le persone che ti circondano siano un ingrediente importante della tua vita. A livello personale mi riferisco naturalmente alla famiglia e agli amici con cui trascorro il tempo libero, mentre dal punto di vista lavorativo penso alla squadra con cui lavoro, i miei collaboratori. Le persone che ti circondano possono davvero fare la differenza.

Cosa pensi dei giovani d’oggi e quale consiglio daresti loro?

Mi ritengo decisamente a favore dei giovani perché, anche se può sembrare uno slogan, credo che il futuro sia nelle loro mani. Solo loro hanno quel tipo di competenze di cui abbiamo bisogno per affrontare le sfide future. Oggi viviamo in una realtà che ci propone continui cambiamenti sia dal punto di vista delle tecnologie che dello stile di vita, della transizione ecologica… penso che i giovani siano veramente il fattore determinante del loro futuro e quindi anche del nostro. 

Ciò che mi sento di suggerire è di perseguire con tenacia e passione i loro sogni, renderli concreti nella vita di tutti i giorni per sentirsi soddisfatti e in qualche modo realizzati. Prefiggersi un obiettivo richiede impegno, pazienza e costanza nel tempo e questo è fondamentale per raggiungere qualsiasi traguardo della propria vita.

Franco Gussalli Beretta ©ph.Fotolive
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