Gianmarco Quaresmini

“In questo frangente il pilota deve saper fare la differenza, ecco perchè amo particolarmente questo campionato, perchè è proprio qui che si riesce ad emergere”.Il volto bresciano dello sport, ancorato a valori importanti, autentici e altamente competitivi è Gianmarco Quaresmini, il “supereroe” di Centro Porsche Brescia.

Sono trascorsi tre anni dalla nostra ultima intervista, 

cos’è cambiato dal 2017 ad oggi?

Il 2018 per me è stato un anno indescrivibile, vincente di un successo straordinario: il titolo del prestigioso campionato monomarca Porsche Carrera Cup Italia che mi ha celebrato come campione assoluto.

Attraverso questa grandiosa avventura sono riuscito a conquistare moltissima esperienza nel mondo delle corse, in ambito sportivo e agonistico. Ho condotto, nel 2019, una stagione completa, partecipando al campionato del mondo che segue le tappe della Formula 1 ed è stata proprio questa avventura a permettermi di correre nelle piste più belle del pianeta, un’esperienza fantastica.

Cosa significa far parte del team Tsunami RT – Centro Porsche Brescia?

Far parte del Centro Porsche Brescia affiancato dal team Tsunami è per me un grandissimo onore.

Sono bresciano e rappresentare con Centro Porsche Brescia la mia terra nel mondo è motivo di grande orgoglio. Un aspetto a cui tengo moltissimo e che amo sottolineare nelle interviste post podio e prima delle gare. Essere inoltre sostenuto da un team riconosciuto come il Tsunami TR, uno dei più forti a livello europeo, possente di una squadra di tecnici e meccanici veramente validi è un’altra carta vincente in grado di offrirmi una macchina settata nel migliore dei modi. Due partner in grado di rendermi davvero competitivo.

Quali sono i tuoi punti di riferimento all’interno del team?

Il mio ingegnere di macchina e pista Paolo Valota è il mio grande punto di riferimento. Con lui sin dai primi test a inizio stagione ho innescato un feeling eccezionale avvalorato da valori importanti come la trasparenza e l’autenticità. Molto spesso è sufficiente un piccolo cenno per ottenere nella sessione successiva delle performance nettamente vincenti. Si è creata un’intesa perfetta tra noi, ci capiamo all’istante.

Essendo stato “allevato” a velocità e kart e in base a eventi piuttosto spiacevoli che hanno di recente visto coinvolto un noto pilota di kart del basso Garda cosa significa per te la sportività ma soprattutto il rispetto e la responsabilità quando sei in pista?

Nella finale mondiale della WSK sono rimasto sdegnato dall’azione commessa da uno dei piloti. Un’azione del genere non l’avevo mai vista in vita mia, nè durante i miei esordi da bambino con i kart, nè tantomeno crescendo con le le vetture GT a ruote coperte o in qualsiasi altra categoria di formula o motorsport. Azioni squalificanti come queste tendono a negativizzare il nostro sport che invece si basa su valori estremamente importanti come il rispetto. É vero, in pista siamo tutti avversari, il nostro è uno sport altamente individuale ma il rispetto dei partecipanti è sempre sacro. Essere sportivi è ciò che rende ancora più bello il nostro sport. 

Ti ritieni un pilota adrenalinico o riflessivo e stratega?

Sono sempre stato un pilota istintivo, quello che imbocca istantaneamente ogni spazio libero facendo di tutto per conquistare il migliore dei risultati.  É anche vero però che, in certi casi, in situazioni dove è importante fare punti per il campionato, è necessario mantenere la calma e riflettere preparando una strategia.

É peraltro difficile attenersi a una strategia perchè spesso la grande concentrazione riesce ad annebbiare tutto il resto.  

Diciamo che la chiave per essere sempre competitivo è la concentrazione, dall’inizio alla fine della gara.

“Un pilota fa la differenza” hai di recente dichiarato in un’intervista ma quanto la tua Carrera 911 MK 2 è in grado di sostenerla?

Un pilota fa sempre la differenza specialmente in categorie come la nostra in cui le auto, monomarca, sono tutte identiche.

Ciò che varia è il setup della vettura che muta in base alle indicazioni del pilota ma velocità, accelerazione e frenata sono uguali per tutti. In questo frangente il pilota deve saper fare la differenza, ecco perchè amo particolarmente questo campionato, perchè è proprio qui che si riesce ad emergere. 

Hai un rito particolare che ti accompagna prima di scendere in pista?

Non sono mai stato un pilota scaramantico e non metto in atto alcun rito prima di scendere in pista. Utilizzo però sempre gli stessi calzini e gli stessi guanti pur non considerandoli dei talismani, lo faccio perchè mi piacciono.

Il tuo peggior “nemico” invece?

In pista nessuno è “amico”. Ognuno fa il suo gioco, tutti noi puntiamo alla vittoria e proseguiamo per la nostra strada. 

Quest’anno sicuramente i “nemici” diretti, se così possiamo chiamarli, sono i miei contendenti al titolo, Iaquinta e Fumanelli. 

Fuori dalla pista siamo inevitabilmente grandi amici, ragazzi che condividono le stesse passioni. Sono molto legato ad Alberto Cerqui, anche lui bresciano di Preseglie, coltiviamo da tempo una meravigliosa amicizia, bellissime vacanze insieme e un rapporto vero e incessante. Insomma, fuori dalla pista super amici ma in pista non guardiamo in faccia nessuno.

Nel mondo dello sport quali sono i tuoi modelli?

Il mondo dello sport ci presenta icone e modelli indiscutibili. 

Uno in particolare è Lewis Hamilton, un campione vero e proprio che sta davvero riscrivendo la storia. Escludendo il mondo delle corse considero icone Rafael Nadal e Roger Federer e nel calcio Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Sono proprio questi campioni a dare valore alla nostra categoria di sportivi, modelli che possono incoraggiare quei moltissimi ragazzi che desiderano iniziare un percorso sportivo. 

Qual è stata l’esperienza più gratificante della tua vita, sia dal punto di vista sportivo-professionale che personale?

Sicuramente la vittoria del titolo italiano nel 2018 e il week-end di gara di quest’anno a Misano in cui, per la prima volta, ho ottenuto il massimo: pole position, giro veloce gara 1, giro veloce gara 2, vittoria gara 1 e vittoria gara 2. Il week end perfetto, peccato poi la penalità alla fine della gara 2 per un errore di partenza, ma in pista la gara è stata straordinaria. 

Quale consiglio ti sentiresti di dare a un ragazzo che decide di approcciarsi a una carriera sportiva?

La passione deve essere il motore di tutto. 

La prima domanda che ogni ragazzo deve necessariamente porsi è: “Sono davvero pronto a rinunciare e a sacrificare il mio tempo per questa passione?”. 

Un altro consiglio che mi sento di dover dare a chi sogna questo mondo è quello di essere tenaci e non mollare mai anche quando le speranze sono poche per conquistare una vittoria. 

A me è successo proprio nel 2018. La situazione a metà campionato era davvero difficile e quasi disperata per correre alla conquista del titolo. Due gare con due primi posti mi hanno consentito una rapida ascesa e sono così riuscito a conquistare il primo posto. Un sogno diventato realtà che rincorre la mia vita sin da bamino: la conquista del campionato italiano.

L’assenza del pubblico influisce sulle prestazioni durante una gara?

L’assenza del pubblico sulle prestazioni non influisce perchè a rapirti è la concentrazione. 

É triste però osservare, quando ci schieriamo alla griglia di partenza, le tribune completamente vuote. Il tifo in quel momento ti entusiasma e dall’assenza ne scaturisce una sensazione di amarezza. Spero che questa situazione si risolva al più presto anche per il nostro sport perchè i tifosi e il pubblico ci fanno davvero bene!

Il tuo sogno a quattro ruote da parcheggiare in garage?

Ce ne sarebbero tanti da parcheggiare in garage ma sceglierei senza dubbio una Porsche 918 Hybrid  con motore combinato termico/elettrico, caratterizzata da una potenza infinita di circa 900 cavalli, un’hypercar da sogno! 

Sono un grande appassionato di auto in generale, amo moltissimo le Porsche ma senza essere di parte, le prediligo perchè rappresentano il meglio per estetica e prestazioni. 

Tra le sportive di lusso mi piace molto anche la Lamborghini Huracán e senza dubbio le Ferrari, un brand italiano che della storia ne ha fatto un successo planetario.

Il tuo sogno indiscusso?

Il mio sogno è quello di tornare a correre nel campionato del mondo della Carrera Cup e della Super Cup che segue le tappe del campionato del mondo di Formula 1, la categoria che ho seguito nel 2019. Il sogno è quello di vincere quel campionato. Chissà se riuscirò?

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