GRUPPO BOSSONI: è la “Bossoni Family” il nostro grande valore!

Non è solo una concessionaria di automobili, Gruppo Bossoni è una storia di Famiglia estremamente densa di valore e responsabilità, anche sociale, un percorso saggiamente architettato che ha abbracciato con fiducia un mercato sempre in grande trasformazione e quasi mille dipendenti che ad oggi rappresentano il più grande valore aziendale.

Intervista a Mauro Bossoni Amministratore Delegato di  Gruppo Bossoni Spa 

Un grande Gruppo, per l’ampia gamma dei marchi rappresentati, ma soprattutto una grande storia di Famiglia. Ci racconta i fatti più significativi che hanno segnato la Vostra presenza sul mercato bresciano e non solo? La nostra famiglia ha sempre gestito distributori di benzina ed io, per primo, venni coinvolto nell’impresa. Nel 1987 subimmo due rapine a mano armata e per ben due volte mi puntarono un’arma alle tempie. Mio padre, tormentato da questi episodi ed intimorito da possibili nuove aggressioni, iniziò a pianificare per me un nuovo futuro  escogitando quel piano B che avrebbe se non altro potuto tenermi al sicuro. Con una scusa, l’acquisto di una nuova Alfa Romeo, si rivolse al concessionario di zona e dopo qualche battuta con il proprietario, invece dell’automobile acquistò la concessionaria stessa.      Quell’anno divenne proprietario della concessionaria assistendo al lancio della nuova Alfa Romeo 164. All’epoca non eravamo altro che piccoli concessionari di provincia con un team di dieci persone e un fatturato di dieci miliardi di lire. Il primo anno vendemmo centocinquanta automobili incoraggiati da una determinata voglia di fare e di cavalcare nuove opportunità prima nel mondo Fiat e poi verso marchi esteri come Volvo, Volkswagen (oggi parte importantissima del nostro fatturato), Mercedes-Benz, Kia sino ad arrivare ad oggi con l’ingresso di due importanti marchi cinesi che presto arriveranno sul mercato.   Il nostro obiettivo è sempre stato quello di accogliere con lungimiranza le opportunità valutandole bene con tutta la famiglia.

Voi, cinque fratelli, siete tutti impegnati nel Gruppo, quali sono le caratteristiche di ognuno e qual è il segreto che in tanti anni ha accompagnato il vostro successo divenendo icona per il territorio?  Mentre negli anni ‘80 ogni decisione veniva vagliata insieme a mio padre oggi, dopo la sua dipartita avvenuta sei anni fa, sono io stesso ad analizzarle e a valutarle insieme al CDA per poi presentarle alla famiglia. Tutti i miei fratelli occupano ruoli di gestione all’interno del Gruppo partecipando attivamente all’evoluzione e all’espansione della nostra impresa che oggi conta quarantaquattro sedi in cinque provincie e un migliaio di collaboratori. Il concetto di famiglia per noi è davvero esteso. Amo definire la nostra azienda con l’appellativo di “Bossoni Family” in quanto tengo moltissimo ad accrescere un senso di appartenenza lavorando duramente al fine di forgiare e costruire quell’ambiente famigliare vicino ad ogni singolo collaboratore. Come lo faccio? Trovando le soluzioni migliori ad ogni problematica instaurando un clima piacevole, rispettoso e armonioso. Il nostro fine è anche quello di far star bene le persone che lavorano con noi, sicuramente uno degli obiettivi più complessi ma in cui credo profondamente. Questa è una mission che mi conduce a infondere soddisfazione ed appartenenza, due fattori che oggi, in un mondo così complicato e sfiduciato, è davvero molto difficile instaurare. É sicuramente necessario spiccare di sensibilità e ascolto, a volte anche ricollocando i collaboratori in ruoli differenti e magari più premianti e appaganti, del resto quell’armonia e quel benessere aziendale acquisito viene conseguentemente trasferito nel rapporto con la clientela e nell’intero ambiente di lavoro.  

Quali sono i valori che come Famiglia avete voluto portare nella Vostra azienda?  La nostra famiglia ha sempre lavorato tanto, con grande umiltà e senza lasciarsi travolgere da eccessi.  Siamo sempre stati molto uniti e coesi, impegnati totalmente nel lavoro facendo sì che l’azienda crescesse in maniera continuativa investendo le risorse mantenendo solidità ed è propabilmente questa attitudine che ci ha premiati tra i top dealer d’Italia.

Come sta andando oggi il mercato dell’automobile? É molto complicato e difficile da interpretare e prevedere. L’attuale trend ci conduce verso l’innovazione tecnologica e quindi il mondo dell’elettrico anche se tutt’oggi in Italia c’è ancora molta resistenza.  Questo passaggio tecnologico intimidisce, forse, oppure non viene totalmente capito. Sta cambiando anche il modello distributivo. Oggi la nostra professione sta attraversando una sensibile conversione, il concessionario può diventare agente, commissionario ed è necessario saper gestire bene questa transazione anche perchè il mercato sta tornando a volumi più interessanti degli anni passati.  Il Covid ha provocato un tracollo del mercato, aggredito successivamente dalla grande crisi del microchip (che dal punto di vista dei fatturati è stata peggio della stessa pandemia). Oggi le aziende costruttrici hanno ricominciato a produrre senza rallentamenti, le macchine stanno arrivando in concessionaria tornando a livelli standard. Per noi rappresentare tanti marchi (Fiat, Lancia, Abarth, Fiat Professional, Alfa Romeo, Jeep, Volvo, Kia, Peugeot, Mg, Omoda, Volkswagen, Audi, Volkswagen veicoli commerciali, Skoda, Seat, Cupra, Mercedes-Benz vetture e Mercedes-Benz veicoli commerciali) leader del mercato, significa confrontarci puntualmente con le case madri che rappresentiamo e alle quali siamo strettamente vincolati nei diritti e nei doveri. Molte di queste aziende inoltre, sono concorrenti ed è quindi difficile essere equilibrati. Un secondo aspetto da non sottovalutare è quel mercato disegnato dalle nuove generazioni che per la prima volta si approcciano all’acquisto dell’automobile. Sotto questo punto di vista noto quanto sia cambiata la mentalità rispetto ad un trentennio fa. Da giovane sognavo fortemente di possedere un’automobile tant’è che già a quattordici anni mi esercitavo nel cortile di casa. Oggi i ragazzi hanno altre priorità, interessi differenti e non dimostrano un tale entusiasmo.

Le acquisizioni hanno rappresentato soprattutto negli ultimi anni una scelta coraggiosa ed una strategia efficace, con 44 show room oggi Gruppo Bossoni rappresenta 21 marchi sostenuti grazie ad una forza lavoro di quasi 1000 dipendenti, una valutazione imprenditoriale vincente che ha assorbito i più grandi nomi noti della città come Mandolini Auto e Agricar per citarne alcuni, parlando di Brescia. Qual è oggi la Vostra percezione e quali sono state le motivazioni che vi hanno condotto a questa profonda evoluzione? La voglia di crescere ha sempre fatto parte  del nostro DNA. Non è smania di arrivare al successo ma un’ambizione innata sicuramente ereditata da mio padre per cercare sempre di fare qualcosa in più, qualcosa di buono. Le acquisizioni, certamente incoraggiate da questo sentiment, sono state inoltre condivise con le case mandanti che, oltre ad una nostra personale volontà, devono necessariamente essere avvallate. La crescita del Gruppo, partita dalla sede storica di Orzinuovi,  è stata così un susseguirsi  di successi, dapprima con Fiat, oggi Stellantis, dal 2009 con Volkswagen e poi con Mercedes-Benz, marchi che ci hanno dato una grande soddisfazione e che ci hanno permesso di posizionarci  come miglior concessionaria del 2022 e 2023.  Anche il mondo dell’auto sta variando strategia. Sta diminuendo notevolmente il numero  di concessionari, vengono affidati i mandati a gruppi più grossi che coprono territori più ampi, basti pensare che negli anni ‘90 soltanto per Alfa Romeo, a Brescia, c’erano ben undici concessionari a rappresentare il marchio mentre per Fiat ben trenta su Brescia e Provincia.  Essere una concessionaria di automobili significa gestire una rete complessa ed estremamente ampia di variabili. Diversamente da ieri, in cui i sistemi apparivano decisamente più snelli, ora ci si deve per forza confrontare con tantissime responsabilità. Ci si misura con la classica vendita in salone e la visita on-line che rappresenta la “concessionaria” virtuale più apprezzata. Proprio per questo siamo stati in grado di offrire un servizio preciso e puntuale con tempi di risposta evasi in soli venti minuti. C’è un intero comparto che segue questa procedura e siamo tutt’oggi in continua e profonda evoluzione. Il Gruppo è composto da una filiera formata da team competenti perchè tutto possa muoversi sempre in maniera coordinata e assolutamente performante. Preservare nel tempo un assetto aziendale e sostenere ogni evoluzione significa per noi avere controllo, ma questo vale un po’ per tutte le aziende di oggi. É necessario trasferire le strategie con chi condividiamo il lavoro: cosa vogliamo fare, come lo vogliamo fare, gli obiettivi che ci siamo imposti, obiettivi quantitativi, qualitativi, riguardanti non solo la soddifazione del cliente ma anche quella dei nostri dipendenti.  I quattro pilastri che sostengono la nostra impresa sono qualità, quantità, soddisfazione dei clienti e soddisfazione dei nostri collaboratori. Lavorare per accrescere la completezza e l’appagamento di chi ogni giorno lavora in Bossoni è ciò per ci ci stiamo impegnando oggi.

Prima parlavamo di Bossoni Family, quanto è fondamentale per voi il contributo dei vostri collaboratori? Cerchiamo di rendere il lavoro armonioso, a prescindere dalle capacità o meno di ogni singolo, ci impegniamo a mantenere un clima positivo in ogni reparto correggendo a volte anche le varie divergenze che possono nascere in termini di rapporti.  Incoraggiamo, promuoviamo e incentiviamo l’ingresso in azienda delle quote rosa confidando nel loro validissimo contributo. Mia moglie e mia cognata, in azienda da moltissimi anni, sono presenze fondamentali poichè controllano e dirigono tutta la parte amministrativa dell’azienda, due figure importantissime e che in maniera trasversale conoscono perfettamente ogni reparto. Il benessere dei nostri dipendenti rimane ad oggi una delle nostre più importanti prerogative tant’è che abbiamo messo a punto un progetto basato sulla rilevazione degli indici di soddisfazione, reparto per reparto, in modo da ascoltare chi lavora con noi e all’occorrenza riuscire a risolvere eventuali problematiche. Ascoltare incessantemente le persone, intercettare i disagi e risolvere ciò che non va è la cosa più importante. Oggi i nostri manager oltre ad assolvere il loro incarico quotidiano devono imparare a gestire anche le persone ponendosi come punto di riferimento con una leadership e con una spiccata volontà al problem solving. I giovani inoltre rappresentano una risorsa irrinunciabile per il Gruppo. Stiamo attraversando un momento storico molto delicato segnato da un tasso di disoccupazione giovanile ancora molto alto. Per questo  desideriamo attirarli grazie a strategie mirate e un welfare aziendale in grado di agevolarli. La nostra mission non ci conduce unicamente ad intercettarli ma anche a trattenerli in azienda affidando loro i ruoli più consoni alle loro aspettative e caratteristiche individuali. Per i giovani infatti l’aspetto economico non è più rilevante come un tempo, oggi il benessere si traduce in una qualità di vita differente fatta di tempi più flessibili,  facilitazioni e appagamento personale.  Un atteggiamento consacrato all’ascolto ci permette di comprendere i giovani e la loro voglia di libertà. É sicuramente una vision molto complicata da attuare ma ci stiamo lavorando. Mi confronto quotidianamente con collaboratori che lavorano con me da trent’anni e ragazzi giovani che sul curruculum hanno cambiato già cinque o sei posti di lavoro. I tempi cambiano e noi dobbiamo esserne consapevoli e capire come modularci rispetto a questo clima. Un giovane è disposto a mettersi in gioco, a cambiare, la generazione Z, ad esempio, piuttosto che lavorare vivendo male il posto di lavoro preferiscono essere disoccupati. Non dobbiamo più meravigliarci di questo skyline ma imparare ad affrontarlo per mantenere sempre basso il turnover all’interno dei nostri reparti. Il senso di appartenenza al Gruppo è infatti una delle caratteristiche che meglio descrive l’attitudine dei nostri collaboratori e questo ci rende orgogliosi. Vogliamo circondarci di persone contente e che lavorano bene. Ci impegnamo a creare un buon clima aziendale, integrato ad un welfare, confidiamo e incoraggiamo la parità di genere come il modello 231 e lo facciamo perchè ci crediamo. 

Sappiamo che la Vostra azienda è profondamente coinvolta anche in termini di sostenibilità, anche sociale.  Ci racconta qual è stato il Vostro impegno? La responsabilità della nostra azienda, viste le dimensioni, è anche sociale. Cerchiamo di aiutare in modo trasversale diverse categorie impegnandoci costantemente. Siamo coinvolti nello sport con il Brescia Calcio, la Cremonese, la Vanoni basket ma cerchiamo di essere presenti nelle piccole società sportive e in tutti quei settori che necessitano un aiuto come la ricerca, il volontariato, le iniziative parrocchiali e lo facciamo sostenuti da tanta sensibilità. Amiamo comunque muoverci in modo silenzioso senza essere menzionati, non ne facciamo un vanto ma un dovere. 

Le nuove generazioni Bossoni invece, parte delle quali sono già attive in azienda, che futuro disegneranno? Le nuove generazioni Bossoni sono già state coinvolte. Mio nipote, ad esempio, lavora da molti anni dimostrando un grande impegno e conseguendo risultati anche migliori dei nostri.  I miei figli stanno ancora studiando, ricopriranno un ruolo in azienda solo dopo aver maturato delle decisive esperienze, anche al di fuori dal Gruppo e dovranno soprattutto capire cosa significa lavorare, partendo anche dal basso.  La nostra è una macchina aziendale complessa e la vendita di automobili cela un mondo estremamente ricco e macchinoso: vendiamo usato, un puntuale servizio di assistenza, vendiamo ricambi, servizi, quali assicurazioni e finanziamenti disegnando variabili sempre in continua evoluzione.  É necessario conoscere bene tutte le dinamiche dell’azienda e loro devono essere in grado di meritarsi ogni piccolo o grande successo. É una grande responsabilità nei confronti delle mille persone che lavorano con noi. 

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