Quello che ti inebria di Ilaria è senza dubbio la sua spontaneità e quella carica che riesce a trasmetterti, ricca di positività e serenità. Quasi centomila followers su instagram e una community totalmente complice del suo successo. Perchè? Perchè Ilaria è la ragazza della porta accanto, che spoglia di aspetti effimeri e di interessi sopra le righe, ti offre un consiglio, con grande ironia e rilassatezza. Condivide un aspetto vero, romantico, quello su cui noi donne oggi facciamo affidamento perchè traduce quella vita reale che va al di fuori dallo schermo di uno smartphone. Ilaria non ti proietta in una favola Hollywodiana ricca di rose rosse e hotel da sogno ma ti rassicura in quella comfort zone comune a tutte noi, in quell’ordinary che oggi come oggi custodisce il vero valore primario della nostra vita. L’essenza che va oltre le cose.

Quando ti presenti come ti definisci e come definiresti la tua professione?In passato ho sempre scelto di generalizzare la mia professione riconducendola ad una semplice e sintetita frase: “mi occupo di marketing”. Dieci anni fa presentarsi come content creator o come influencer appariva quasi “fumoso” e non sempre percepito come un vero mestiere, oggi invece creare contenuti per le aziende e diventarne influencer è un ruolo senza dubbio più identitario e ormai compreso da tutti.
Come e quando hai capito che le tue inclinazioni personali ricche di carisma, curiosità e amore per la comunicazione sarebbero diventate una professione?Era il 2014, in quel periodo frequentavo lingue alla Cattolica. Stavo preparando un esame molto importante. Un frangente che coincise con l’avvento delle grandi influencer di oggi, i primi volti che iniziarono come blogger a catturare l’attenzione di quel mondo social all’alba di un successo senza precedenti. Ero affascinata da quel meccanismo, avevo molto tempo a disposizione ed ero incoraggiata non tanto dall’ambizione di diventare famosa o guadagnare ma dalla voglia di comunicare e di immergermi in una sfera che meglio potesse rappresentare il mio essere, loquace ed estroverso. Non possedevo peraltro specifiche skills in termini di moda e make-up e optai per quel qualcosa che potesse meglio allinearsi con le mie vere passioni:i classici della letteratura italiana, inglese e spagnola. Inizia a recensire libri cercando di costruire un humus virtuale più consono alle mie corde. Raggiunsi in pochissimo tempo 20.000 followers su youtube. Poco dopo aprii un profilo instagram alternando il mio quotidiano tra social e insegnamento. Pensa che il mio primo cliente fu Garnier che mi offrì 20 euro per un post. Quei 20 euro rappresentarono per me una vera fortuna, un incoraggiamento “simbolico” che andò oltre il mero fattore economico.Seguirono poi altre opportunità che mi condussero ad un bivio: intraprendere un dottorato e proseguire la carriera da insegnante o aprire la partita IVA e lavorare nel mondo dei social. Scelsi i social. Iniziai a partecipare a tutti gli eventi, anche gratuitamente, con l’obiettivo di farmi conoscere e investendo su quella che stava diventando una vera professione.

I tuoi contenuti nel tempo poi si sono evoluti o trasformati?I libri hanno senza dubbio rappresentato “l’anticamera” del mio accesso in questo mondo. Sono state poi le mie followers, ragazze provenienti da tutta Italia, nel tempo diventate delle vere amiche, una community sana e di grande valore, a suggerirmi nuovi orizzonti ponendomi domande più inclini alla comune vita di ogni donna: “la marca del mio gloss”, “in quale ristorante andare a cena”, “che shampoo utilizzo”. Ecco che, da quel preciso istante, incoraggiata dalle loro stesse richieste, iniziai ad approcciarmi ad altri ambiti diffondendo consigli, non per forza sostenuti da “#ADV”, suggerimenti e ispirazioni tutti al femminile. Insieme a loro parlo di beauty, casa, cucina ma anche di amore. Ho sempre scelto di condividere ciò che realmente apprezzo mantenendo il mio profilo autentico, vero e puro.
In un mondo, virtuale, oggi estremamente affollato quale pensi sia il valore aggiunto per emergere?Per sostenere questo mondo è necessario rimanere con i piedi per terra, essere sempre se stessi e non snaturarsi. Penso che la formula perfetta per costruire una community sana e di valore risieda nell’onestà e nell’autenticità senza doversi svendere per qualcosa in cui realmente non credi. Quello che mi motiva ogni giorno è la passione e lo slancio, l’ho sempre fatto in maniera naturale, graduale, rispettando i tempi portando in scena solo la mia essenza e tutto quello che realmente scelgo e che mi piace. Penso di aver coinvolto in questi anni una community davvero interessata non semplicemente attratta dall’oggettività e dalla bellezza ma realmente appassionata e interessata alla semplicità del mio quotidiano fatto anche di stati d’animo e confidenze.Organizzo anche un sacco di eventi per conoscere tutte queste ragazze poichè lo schermo c’è ma a volte è meglio toglierlo.
Quale sarebbe stato invece il piano B della tua vita?Sicuramente fare l’insegnante. Ho bisogno di trasmettere cultura e di condividere questa passione che mi caratterizza fortemente. Oggi gli insegnanti sono dei super eroi, si occupano sì dell’insegnamento ma anche della crescita scontrandosi ogni giorno con moltissimi ostacoli. É diventata una professione davvero difficile.
L’esposizione continua e costante fa ormai parte del tuo quotidiano. Moltissime influencer hanno pagato a duro prezzo questa condizione. Che tipo di community è la tua e quali possono essere le avversità di questa professione? Sono contenta e fortunatissima perchè non ho mai ricevuto attacchi da haters o commenti ostili. Vorrei però sottolineare che non ho mai affrontato tematiche “pesanti” e sono sempre stata al di fuori da argomenti che non mi competono. Il mio punto di vista rimane quasi sempre personale e relegato alla mia intimità in quanto non considero i social l’ambiente perfetto per esternarlo. Questo è un mondo profondamente manipolato dove tutto può essere strumentalizzato divenendo davvero ostacolante. Ho sempre desidearato infondere messaggi positivi stando alla larga da quei drama acchiappa like. Negli ultimi tempi ho vissuto un momento famigliare molto duro e complicato. Ho deciso di non condividere tutta questa tristezza ma di trasformarla in positività solo dal momento che siamo riusciti a risolvere tutto. Ho forse bisogno di tutelare la mia vita personale e non presentarmi mai come vittima ma di condividere un messaggio di rinascita, di resilienza e di forza. Di recente ho letto una frase che mi ha davvero colpita: “Quel che non si conosce, non si può rovinare”. La mia vita si basa su questo credo poichè rimane una ricchezza il poter scegliere e condividere con il prossimo la nostra intimità. Nel bene e nel male. Dal momento che un dramma si trasforma in soluzione puoi lanciare un messaggio di speranza, e quello è fondamentale.

Quali sono gli ambiti che più ti caratterizzano e in cui riesci davvero ad esprimerti?Da pochissimo tempo ho lanciato un nuovo format che le mie followers stanno apprezzando particolarmente. Diciamo che da una canzone trasmetto una sensazione. É quel magico feeling che associa l’emozione alla musica toccando la memoria. Spesso ascoltiamo musica internazionale ignorando i profondi significati del testo. Di recente ho raccontato “Ordinary” il nuovo brano di Alex Warren traducendone l’essenza e il grande valore di quell’ordinario che diviene straordinario. Una vera dichiarazione d’amore che diventa poesia sostenuta da un senso valoriale profondo.Dietro ad una canzone si celano significati inimmaginabili.Sui social ogni giorno ti ritrovi dinnanzi a vite quasi surreali fatte di viaggi da sogno, bolidi rombanti, ragazze meravigliose che vivono una vita da favola. Oggi come oggi tantissime ragazze vengono stravolte da questo status che viene automaticamente compreso come normalità. É un aspetto che a lungo andare diviene demoralizzante poichè la vita vera in realtà è un’altra. Sono mondi che non ci appartengono e che non rappresentano quella normalità rassicurante di cui oggi abbiamo veramente bisogno.
Quali pensi possa essere l’evoluzione della tua professione negli anni a venire?L’evoluzione fa parte delle mie corde. Tra qualche anno vorrei costruire il mio brand, non per forza un prodotto fisico ma piuttosto un servizio o una formula consulenziale rivolta alle aziende e a tutte quelle strutture che desiderano emergere.Mi piacerebbe tantissimo anche aprire una pasticceria insieme a mio marito, un pasticcere bravissimo.
Come organizzi il tuo lavoro e come scegli i contenuti da pubblicare?Sono un po’ una lazzarona (NDR e ride). Chi fa il mio lavoro dovrebbe ragionare secondo un definito piano editoriale. Io invece ragiono a istinto, seguo le mie sensazioni, il mio stato d’animo, “strumenti” che mi guidano più di altri alla pubblicazione. I miei post e le mie storie inseguono il mio quotidiano e con esso instaurano una profonda connessione. Diciamo che la mia pagina è un bel fritto misto ma probabilmente è anche questa la sua forza.Cerco sempre di pubblicare con grande spontaneità magari rinunciando a quella precisione che invece probabilmente “pagherebbe” di più.
Vanti numerose collaborazioni, come le selezioni?Antepongo sempre la mia etica, scelgo tutto quello che realmente utilizzo e apprezzo congrande onestà intellettuale. Per questo motivo ho rinunciato a moltissime collaborazioni. Prima di lavorare per Dyson, ad esempio, acquistai io stessa il prodotto, amandolo tantissimo per poi accettare con grande entusiasmo la collaborazione e instaurando una connessione autentica e sincera.
Tra vent’anni come ti immagini?Mi immagino in una grande casa sul Garda, con tanti bimbi, tanti cani e una pasticceria con mio marito.
Come pensi di affrontare ad esempio il delicato tema della maternità sui social? Oggi un argomento particolarmente discusso…Al momento non lo so. Mi piacerebbe avere dei figli ma dovrei senza dubbio trovarmi in quella stessa condizione per poterla al meglio gudicare.Non amo la sovraesposizione, cercherei di moderare la situazione senza troppi misteri ma al contempo senza strumentalizzare la famiglia.
Un sogno nel cassetto?Il mio sogno è sempre stato quello di lavorare in TV. Un’ambizione che in un paio di occasioni ho inseguito, prima con i provini ad “Amici”, con quelli per “X Factor” e poi con la partecipazione a “Best Weekend”. Nel fare TV dovrei senza dubbio tenere a freno la mia esuberanza perchè se su instagram posso decidere per me stessa in quella circostanza dovrei pormi dei limiti e sostenere, giustamente, le scelte dettate da un copione e da un autore.
Da dove pensi che arrivino invece le grandi opportunità? Si tratta sempre e solo di fortuna?É un mix. Un po’ è fortuna, un po’ è abilità nel saperle riconoscere e un po’ sta a te riuscire a inseguirle. Ti devi accorgere che quel treno sta passando. Penso di non aver mai perso treni poichè le occasioni perse erano “immature” e arrivate in tempi sbagliati, proprio come i provini in tv. Ho sostenuto una gavetta davvero importante perchè l’autonomia, anche economica, per me è sempre stata imprescindibile. Ecco perchè ho scelto mondi più concreti, sostenibili e accessibili.