Le “cicatrici” del Covid non hanno lasciato unicamente un ricordo triste e drammatico in ognuno di noi. Hanno letteralmente scosso i nostri animi conducendoci ad una benevola compartecipazione, incoraggiando quel senso di comunità non sempre così condiviso e puntuale. Hanno però sfavorevolmente influito sulla prevenzione creando importanti “muri” di diffidenza ribaltando il ruolo dell’ospedale, che ritenuto da sempre luogo di cura si è trasformato in ipotetico ring di contagio. Sfatare questa inattendibile e illusoria convinzione è stato lo stimolo che ha condotto il Dott. Maurizio Ronconi, Direttore del reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale di Gardone Val Trompia e tre donne speciali, provenienti da ambiti professionali diversi, Maricla Tameni, Giovanna Ronconi e Alice Di Mauro a “stringersi” in un vero patto solidale a servizio della propria comunità con “La Valle con Te ODV”.

Intervista a Maricla Tameni, Giovanna Ronconi e Alice Di Mauro
Che tipo di sensibilità conduce tre donne, in un momento così delicato come è stato quel marzo del 2020, a unire le proprie forze impegnandosi per il benessere ma anche la sopravvivenza della propria comunità?In realtà è stato il Dott. Maurizio Ronconi a chiedere il nostro aiuto. Quel marzo 2020 ha letteralmente trasformato il nostro Ospedale di Gardone Valtrompia in un vero campo di battaglia e lui stesso, impossibilitato a separarsi dalle sue corsie, lamentava una preoccupante carenza di dispositivi medici, anche i più comuni, come mascherine e guanti. Formò di fatto un gruppo, mettendoci letteralmente insieme nonostante non ci conoscessimo, confidando sul nostro sollecito intervento.In quel momento fummo letteralmente incaricate da lui stesso per soddisfare le richieste dell’Ospedale cercando di sostenere al meglio quella prima fase emergenziale. Una squadra vera e propria che ritirava ausili medici macinando chilometri tra Veneto e Lombardia per sopperire a quelle lacunose carenze che bene o male tutti gli ospedali d’Italia soffrivano. Ancora oggi, affettuosamente, lo chiamiamo il nostro “capo” ma proprio per la sua straordinaria abilità nell’essere riuscito a tenere coesa la nostra ODV facendosi “padre” di una serie di progetti largamente condivisi dalla nostra comunità, la Valtrompia. Ricordo quasi con commozione quel momento in pieno lockdown in cui fondammo “La Valle con Te ODV” alla fermata della metropolitana di Casazza sul cofano di una macchina, firmando il nostro atto di fondazione che l’avvocato Daniela Langella sostenne in tutto e per tutto, occupandosi di tutta la parte burocratica e legale in un momento talmente complesso da dover fronteggiare anche un formalismo ostacolante. Oggi siamo una vera squadra ma siamo diventate anche vere amiche unite da quel bene che si trasforma in cura per la nostra comunità.Perchè ho deciso di soccorrere le richieste di aiuto del Dott. Ronconi? Perchè siamo amici da tempo – ci spiega Maricla Tameni – e mai nella vita l’ho visto così preoccupato. É stato un atto doveroso ma istintivo. Nessuno di noi aveva ben capito cosa stesse succedendo, la disperazione aveva pervaso anche la nostra realtà ospedaliera conducendoci ad una seria destabilizzazione. Ci siamo immediatamente rese disponibili e provenendo tutte noi da esperienze di volontariato non ci abbiamo pensato due volte. La risposta del territorio è stata inimmaginabile e lo dico con grande emozione, la Valtrompia ha donato tanto per sostenere il suo ospedale quasi come se fosse una doverosa “restituzione” all’intera comunità, un lavoro che ha avvicinato la collettività, che ha persino coinvolto quegli studenti al quinto anno di medicina a offrire il proprio contributo in corsia in quei mesi del terrore. Il Covid ha comunque lasciato dentro di noi delle cicatrici importanti – ci spiega Giovanna Ronconi – e non parlo unicamente in termini di sofferenza. L’immediato post-Covid ha segnato profondamente vari aspetti della nostra quotidianità. Abbiamo assistito infatti ad un serio distacco dall’Ospedale inteso non più come “strumento” di protezione e cura ma come fucina di contagio, ragion per cui anche la prevenzione ha subito un serio contraccolpo con tutte le conseguenze che potete immaginare. Le persone non volevano più entrare in Ospedale, un rifiuto quasi viscerale capace di fermare quel già precario e non sempre puntuale stimolo verso la prevenzione. Nonostante questo quadro “noir”, vissuto da ognuno con sfumature differenti, oggi ci sentiamo persone diverse, donne che hanno toccato con mano il grande potere del dare e quella conseguente maturità spirituale che solo il dolore può donarti.
Che sostegno ha offerto “La Valle con te ODV” durante la pandemia?Abbiamo risposto ai precisi bisogni dell’Ospedale recuperando mascherine, guanti e alcol e quanto più poteva essere utile. Diciamo che inizialmente abbiamo messo a disposizione unicamente il nostro tempo per sostenere questi viaggi tra Veneto e Lombardia. Abbiamo poi raccolto le donazioni di una Valle davvero coesa e partecipe e proprio questo aspetto ci ha riempito di orgoglio. La Valtrompia ha contribuito in maniera significativa e ha fatto di tutto per sostenere il suo Ospedale.
Terminate le prime fasi di emergenza come si è trasformato il vostro impegno?Subito dopo il Covid ci siamo fatte portavoce di un progetto bellissimo, tutto dedicato ai bambini, una sorta di formazione post-Covid per spiegare al meglio il periodo che stavamo attraversando. Il Dott. Ronconi ha scritto un piccolo libro corredato dalle illustrazioni di un’artista bravissima e insieme all’aiuto di medici e volontari, tutti impegnati a titolo gratuito, siamo riusciti a incontrare oltre 18.000 studenti. É stato un progetto molto interessante sostenuto dai Provveditorati, dagli insegnanti stessi, da Civitas Valletrompia, Comunità Montana, Ospedali Civili di Brescia e Regione Lombardia.
Progetti di prevenzione e incontri di sensibilizzazione sulla patologia oncologica. Qual è oggi l’impegno di “La Valle con te ODV”?Oggi ci stiamo concentrando sulla prevenzione per cercare di abbattere quel muro di diffidenza causato dal Covid e avvicinare le persone alla cura. La prevenzione di fatto ancora oggi non gode di un’adesione lineare, i dati mostrano che le donne italiane sono le meno partecipi ai programmi di prevenzione oncologica. Questi incontri nascono proprio per questo, per avvicinare la comunità alla propria tutela, per diffondere informazione e lo facciamo anche in quelle zone del nostro territorio un po’ più isolate e poco coinvolte dalle istituzioni. Sono appuntamenti quasi a cadenza settimanale che trattano tutte le malattie oncologiche; vengono presieduti dai medici che collaborano con il Presidio Ospedaliero di Gardone Val Trompia e approfondiscono la malattia partendo dalla genesi e spingendosi poi verso tutte le fasi della cura.Gli incontri sono inoltre sostenuti dalla partecipazione di una nutrizionista e di un chirugo plastico per affrontare anche il delicato tema della ricostruzione mammaria. Veniamo anche contattati da Avis e Croce Bianca e insieme a loro strutturiamo questi eventi di prevenzione. Lo scorso anno sono stati organizzati dodici incontri dedicati ai medici di base, momenti di formazione sostenuti dalle equipe chirurgiche del nostro Presidio Ospedaliero che hanno fatto luce sulle ultime innovazioni e traguardi in ambito chirurgico, come l’importanza della laparoscopia e sui suoi importanti vantaggi. Anche il mondo dello sport ha risposto alle nostre azioni di raccolta fondi sul territorio in maniera esemplare. Organizziamo ogni anno tornei di calcio, di tennis e di golf per sensibilizzare ed avvicinare alla nostre realtà e ai nostri bisogni centinaia di persone. Questi momenti negli anni si sono trasformati in appuntamenti davvero apprezzati e partecipati, eventi fortemente sentiti che ci riempiono di soddisfazione.Attraverso questi fondi doneremo delle sonde epigastriche per diagnosticare più velocemente il tumore al colon-retto o il tumore dello stomaco.
Come sono strutturati gli eventi di prevenzione oncologica?I nostri eventi hanno un’impronta davvero singolare. Il Dottor Ronconi si cala nei panni dei pazienti e rivolge le più comuni domande ai Medici e ai relatori intervenuti. Diviene quindi una vera e propria intervista con un linguaggio molto semplice ma al contempo accattivante. Questa formula ha un forte potere persuasivo e riesce a coinvolgere il pubblico in maniera molto efficace. Quando c’è passione e umanità, e questo è innegabile, ogni percorso di prevenzione e di cura viene affrontato in maniera diversa. Una radiologa che spesso partecipa ai nostri format, ad esempio, tiene moltissimo a questo aspetto umano tra medico-paziente. Ritengo che questa particolare attitudine possa davvero avvicinare le persone.

Quali sono state le azioni che più vi hanno rese orgogliose?La partecipazione senza dubbio. Osservare quante persone aderiscono alle nostre iniziative ci rende davvero felici ma soprattutto fiere di poter fare qualcosa per gli altri.Anche la raccolta fondi si è sempre dimostrata sollecita e puntuale, dimostrazione che la Valtrompia è una comunità di cuore estremamente vicina al suo ospedale considerato da sempre un polo di riferimento.Alla fine della fase emergenziale del Covid, nel 2022, siamo riusciti ad acquistare, attraverso i fondi, tutti i macchinari per la sala operatoria, un progetto da 150.000 euro portato a termine in pochissimo tempo. A volte ripenso a questi ultimi quattro anni, al nostro primo “esordio” in un piazzale della metropolitana firmando l’atto di fondazione, ai numerosi viaggi per portare mascherine e guanti all’ospedale, a quell’agire in maniera così silenziosa, quasi segreta. La bellezza di uscire da quello stato di “semi-clandestinità” con la consapevolezza di aver fatto qualcosa di importante, ci rende ogni giorno orgogliose e sicuramente ha cambiato le nostre vite. Questa cordata solidale nella Valle è stata favolosa, ci siamo sostenuti vicendevolmente, ognuno con le proprie possibilità. Probabilmente quel senso di comunità è molto presente nel nostro territorio e voler bene al proprio ospedale, quello di Gardone Valtrompia, per molti è stato quasi un atto doveroso.
I prossimi obiettivi?Negli ultimi mesi i nostri progetti si sono presi cura anche di richieste nate al di fuori dal polo ospedaliero. É stato appena donato un pulmino per i disabili alla Cooperativa Futura di Nave mentre a fine settembre grazie al Torneo di Tennis siamo riusciti finalmente a chiudere il progetto per la donazione della sonda epigastrica. É stato inoltre donato l’ecografo per la senologia e una borsa di studio al Dott.Cavalleri Matteo per uno stage di un mese a Taiwan per approfondire una nuova tecnica chirurgica mininvasiva per l’asportazione del tumore mammario. Un traguardo a livello estetico, psicologico ma anche di risposta post-operatoria che potrebbe veramente cambiare il futuro di molte pazienti. Presto questa tecnica mininvasiva sarà adottata dal nostro ospedale per poter preservare, nei casi ideali, le pazienti oncologiche. Questo è solo l’inizio del nostro lavoro e crediamo che “La Valle con Te ODV” possa ancora dare e fare tanto per il suo territorio.
Per informazioni: www.lavalleconte.it