La Zebra ODV “Il nostro e vostro grande regalo per Brescia”

Molto spesso mi chiedo quale forza “soprannaturale” possa letteralmente investire l’anima di una persona, trasformandola in una mano tesa ricca di concretezza. Ognuno di noi vive di ordinario, si sfama ogni giorno di convenzionalità abbracciato ad una comfort zone pronta a saziare le più comuni attitudini, difficile negarlo. Pochi di noi invece, ognuno per un motivo individuale, si dedicano letteralmente al prossimo, incoraggiando il senso dell’aiuto, quello però più concreto e tangibile, spoglio da transitori “interessi”, ma consacrato ad una costruzione progettuale di bene, benessere e tutela.  Daniela Scotti e Maria Pia Bondioni fondatrici di “La Zebra ODV” testimoniano tutto questo e lo fanno ormai da molti anni attraverso un lodevole intervento, estraneo da onori e glorie, ma estremamente ricco di volere e valore, matrice indispensabile per rendere reale ogni obiettivo, anche il più complicato.  Un lavoro continuo e instancabile che non si è mai fermato e che oggi brilla nelle strutture ospedaliere del nostro territorio, poli d’avanguardia per il benessere dell’intera comunità.

Intervista a Daniela Scotti e alla Dott.ssa Maria Pia Bondioni fondatrici di La Zebra ODV

Sono passati anni dal nostro ultimo incontro, esattamente tre, e le “Zebre” sul nostro territorio non si sono mai fermate ma hanno condiviso progetti di solidarietà e sostegno davvero molto importanti, ce ne parlate?Le Zebre non si fermano, non si sono mai fermate. Non esiste un punto di arrivo o un traguardo finale, esistono per noi tanti progetti creati per sostenere la nostra comunità sia dentro che fuori le strutture ospedaliere del territorio. Sono già tre anni che stiamo portando avanti un programma di inclusione scolastica tutto dedicato agli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES) e Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) una costellazione di condizioni cliniche quali: dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia.Problematiche oggi sempre più frequenti (ne sono interessati circa due studenti per classe) che individuate tra i banchi di scuola, possono per alcuni bambini richiedere un’attenzione e uno sforzo incredibilmente estenuante e faticoso. Nonostante la legge 170 tuteli il diritto allo studio dei bambini e ragazzi con DSA non sempre gli strumenti e le strategie presenti negli istituti scolastici possono ritenersi appropriati, proprio per questo abbiamo deciso di avviare un progetto pilota volto alla formazione di veri “tutor” che possano guidare e sostenere i nostri ragazzi in un programma mirato all’inclusione. Il progetto, per il terzo anno consecutivo, è stato attuato a Monticelli Brusati e rappresenta un modello di riferimento e di sostegno pronto per essere replicato sull’intero territorio. Sono mamma di un ragazzo che ha dovuto affrontare questo tipo di disagio – ci spiega Daniela Scotti – e sono perfettamente consapevole di quanto si debba ancora fare per fronteggiare questa problematica in maniera decisiva. Non intervenire adeguatamente e tempestivamente potrebbe in alcuni casi compromettere il loro futuro.Pre-adolescenti e adolescenti – racconta Maria Pia Bondioni – già di per sè attraversano una fase complicata della loro vita, se oltretutto sono interessati da DSA e BES, disturbi che coinvolgono abilità di lettura, di scrittura e di calcolo hanno il diritto di essere tutelati con  percorsi di lavoro efficaci che possano accompagnarli ad un futuro sereno e più sostenibile. Conosciamo ragazzi DSA che attraverso un percorso serio e un metodo specifico con strumenti compensativi si sono laureati e sono diventati grandi professionisti. Si tratta unicamente di mettere in atto strategie e strumenti didattici comprovati necessari per studiare e imparare. Anche nei confronti di un’altra importante piaga per la nostra comunità, ancora oggi “velata” per tanti motivi e sto parlando dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) abbiamo cercato di contribuire con piccoli ma importanti azioni. In questo caso grazie ad una formazione con specialisti esperti in psicologia e alimentazione è stata costruita una rete di aiuto domiciliare proprio durante i pasti tra le mura di casa, uno dei momenti più decisivi della giornata, per sostenere chi soffre di questi disordini. Questi tutor non vogliono sostituirsi alla famiglia ma intendono tutelare chi ne soffre attraverso strumenti mirati e strategie sostenute da ricerca e conoscenza.Riteniamo che la formazione oggi sia indispensabile e che debba avvenire partendo dalle famiglie stesse, per riconoscere la problematica, in primis, accettarla ma soprattutto per imparare a vedere anche ciò che non si vorrebbe mai vedere. Spesso questi disturbi vengono interpretati dalla famiglia in maniera errata, si tratta di avvisaglie spesso “normalizzate” e quasi respinte psicologicamente. Penso che sia necessario portare avanti dei percorsi educativi partendo proprio da qui – ci spiega Maria Pia – in modo tale da accompagnare i genitori ad affrontare un percorso che nella sua drammaticità possa ritenersi efficace e “resistente”. 

Le Zebre anche a livello ospedaliero hanno sempre contribuito a rendere ancora più brillante e performante la nostra sanità territoriale. Da questo punto di vista cosa è stato fatto?L’80-90% dei nostri progetti sono rivolti a sostegno del nostro Ospedale Civile e dell’Ospedale dei Bambini.Lo scorso anno ci siamo dedicati all’odontoiatria pediatrica soprattutto a tutela dei piccoli degenti oncologici.I pazienti con questa patologia, durante la chemioterapia possono sviluppare importanti mucositi, infezioni al cavo orale che non gli permettono persino di alimentarsi. Se un tempo i piccoli pazienti oncologici, delicati e fragili, dovevano recarsi nella clinica odontoiatrica che da un lato rispetto al reparto di oncologia è distanziata da un giardino all’aperto, dall’altro durante l’attività assistenziale vede la commistione di numerosi pazienti con una serie di rischi da non sottovalutare, oggi grazie a questa donazione possono rimanere all’interno dell’Ospedale dei bambini ed essere curati in un ambiente totalmente protetto. La Zebra Odv ha quindi raccolto i fondi e donato una poltrona odontoiatrica e una serie di dispositivi medicali indispensabili, tra cui il laser.Con le uova di Pasqua (8.800 vendute in soli 20 giorni) di quest’anno abbiamo donato un esoscopio alla chirurgia pediatrica dove afferiscono le varie specialità chirurgiche dell’Ospedale dei Bambini. Questa apparecchiatura può essere considerata come un microscopio con un sistema di visione in 3D che permette al chirurgo di visualizzare i più piccoli dettagli durante un intervento chirurgico, consentendo di fare microchirurgia. Questo strumento si dimostra altamente performante e indispensabile soprattutto nella chirurgia neonatale, guida il chirurgo durante l’intervento e contemporaneamente diviene materiale didattico per gli studenti che assistono.  

Si è appena conclusa la Zebra Run, la corsa benefica che come ogni anno coinvolge con grandissimo entusiasmo i bresciani. Quali sono stati gli obiettivi?Con Zebra Run quest’anno siamo andati oltre i nostri confini finanziando le richieste d’aiuto provenienti dall’ASST del Garda, per sostenere le unità ospedaliere di Desenzano e di Manerbio. Un polo esteso, secondo solo all’Ospedale Civile di Brescia, con oltre 3.500 accessi pediatrici annuali. Per l’Ospedale di Desenzano doneremo un cardio monitor pediatrico destinato al pronto soccorso, per Manerbio un bilirubinometro pediatrico transcutaneo che consentirà la misurazione della bilirubina del neonato itterico e un PH-metro per trattare la diagnosi del reflusso gastro esofageo. 

Ma c’è una novità, adesso possiamo dirlo? Un regalo per Brescia e per i bresciani che vi condurrà ad essere ancora più incisive sul nostro territorio…Il 3 ottobre è stata presentata ufficialmente la nuova edizione di 1000 Miglia e La Zebra ODV sarà la protagonista di 1000 Miglia Charity. Siamo estremamente orgogliose  ma soprattutto soddisfatte perchè grazie a questo importante ruolo La Zebra ODV riuscirà a farsi promotrice di un progetto di estremo rilievo tutto dedicato al nostro Ospedale Civile di Brescia. Doneremo infatti il nuovo ecografo SuperSonic MACH 30, il primo ecografo al mondo con una piattaforma di ultima generazione, un’apparecchiatura innovativa che grazie all’intelligienza artificiale e alla tecnologia Ultrafast Shearevawe offre una combinazione di velocità e risoluzione che migliora significativamente la qualità dell’imaging e l’efficacia della diagnosi. Ad esempio la Shearevawe  consente di misurare la rigidità dei tessuti in quanto le lesioni maligne tendono ad essere più rigide rispetto a quelle benigne.Grazie a questo strumento, che verrà installato per la prima volta in Italia, all’Ospedale Civile di Brescia (sono presenti solo 18 apparecchiature nei vari stati nel mondo) sarà possibile effettuare diagnosi sempre più precise ed evitare in molti casi la biopsia.Un vantaggio sia in termini economici per il comparto ospedaliero sia in termini di comfort per il pazienze spesso sottoposto a numerosissime analisi.Questo strumento avveniristico, veramente proiettato nel futuro, confermerà l’eccellenza del nostro polo ospedaliero e sarà a disposizione di tutti i pazienti, non solo dei bambini. É proprio questo il grande senso della solidarietà: sostenere l’aiuto di tutti.   Lavoreremo da oggi fino a giugno per sensibilizzare i bresciani e le aziende che vorranno sostenerci in questa impresa per rendere la nostra sanità territoriale un gold standard a beneficio di tutti.

Per informazioni: www.lazebraodv.it

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