Le Leonesse della Zebra

Quando si pensa ad un eroe lo si connette inevitabilmente al mondo dello sport, delle forze armate, della sanità, della ricerca o osservando un colossal hollywodiano di leggendaria memoria. Esistono però dei “dietro le quinte” talmente encomiabili che necessiterebbero di una rilettura più introspettiva, meno superficiale e certamente troppo profonda per passar inosservata. Sto parlando di Maria Pia Bondioni e Daniela Scotti, due donne che, la storia di Brescia l’hanno scritta dentro e fuori ad una corsia.

Intervista alla Dottoressa 

Maria Pia Bondioni e Daniela Scotti

fondatrici di La Zebra Onlus

MB: devo fare una premessa importantissima prima di rispondere a qualsiasi tipo di domanda. Se La Zebra in questi anni è riuscita a riorganizzare e rinnovare un intero reparto è unicamente merito di questa straordinaria donna, seduta accanto a me, Daniela Scotti. Tutto è partito da lei, dal suo cuore, dalla sua disponibilità e dal suo insostituibile impegno e supporto, sotto ogni punto di vista. Ora sono pronta a risponderle.

Vista questa premessa, ci parli di come è nata La Zebra…

MB: Quando divenni responsabile della Radiologia Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini presso l’ASST Spedali Civili di Brescia mi ritrovai in una condizione che potrebbe essere definita stagnante. Il reparto era quasi completamente privo di qualsiasi tipo di apparecchiatura.

Ero affranta per questo, mi sentivo come un pilota di formula 1 senza macchina. Daniela, che conobbi anni prima, mi offrì subito il suo supporto mettendo a disposizione la sua vita per ben 6 anni, giorno e notte, di sabato e di domenica facendo i conti con una numerosa famiglia da mandare avanti (4 figli) e un ménage che vi lascio immaginare.

Daniela, mi rivolgo a lei, da dove nasce questa vocazione e questo trasporto verso La Zebra e soprattutto verso i bambini?

DS: Il mio desiderio di poter fare qualcosa e di voler lasciare qualcosa alla mia comunità nacque da una disavventura personale. 

Incontrai la Dottoressa Bondioni in ospedale nel 2008 per una problematica importante che colpì due dei miei figli, oggi completamente guariti. Quella circostanza mi sensibilizzò moltissimo donandomi una particolare energia, la stessa che decisi di “investire” in un progetto concreto che potesse aiutare bambini e intere famiglie.

MB: Da quel momento partì tutto.

La Zebra, in realtà, esisteva già per merito di una signora che nel 2012 mi elargì una donazione di mille euro. Io non sapendo con precisione come fare per non disperdere questo meraviglioso regalo, chiesi al mio commercialista cosa poter fare. Creai quindi un’associazione e depositai questi soldi in banca.

Quei mille euro rimasero lì per tre anni. Decisi poi insieme a Daniela di trasformare l’associazione (non Onlus) in Onlus con la speranza di beneficiare almeno di quel 5X1000 senza però mai prevedere di poter raggiungere un traguardo così importante.

La Zebra nacque così, in casa e la prima lotteria la ricordo come se fosse ieri. Insieme a Daniela mi recai da un concessionario ad acquistare l’automobile da mettere in palio contando unicamente sulla nostra garanzia.

Il premio sarebbe stato poi saldato con i proventi della lotteria. Per noi ha comunque rappresentato un rischio, poteva andarci bene come malissimo e avremmo rischiato di tasca nostra.

Oggi Zebra è un modello eccezionale…

DS: Molti bresciani, imprenditori, aziende e privati hanno partecipato attivamente all’iniziativa portando il monte di donazioni dirette e indirette a quasi 4 milioni di euro, una cifra insperata, un successo senza precedenti, donato totalmente all’Ospedale dei Bambini.

Quali sono stati i “frutti” di tutta questa generosità?

DS: La radiologia pediatrica, come spiegato prima, versava in una condizione ”impegnativa” era davvero necessario riqualificarla attraverso un supporto importante. É stata una mission impossible ma si è rivelata un trionfo. Durante ogni manifestazione io e Maria Pia montavamo il gazebo e lo smontavamo a tarda ora. Passavamo interi week end a raccogliere le offerte, con il sole e con la pioggia.

Ci siamo, sin da subito, concentrate sulla radiologia pediatrica e la primissima donazione fu un ecografo. Da quel momento l’ambizione si accese maggiormente e decidemmo di spingerci oltre aspirando ad un progetto che considerammo quasi folle vista la sua complessità.

MB: Desideravamo ampliare il reparto inserendo la Risonanza Magnetica Pediatrica, la prima nella storia dell’Ospedale dei Bambini previa costruzione di un padiglione che potesse accoglierla.

In circa 3 anni, dal pensare al progetto, lo abbiamo concluso. Sono stati inoltre donati una TAC Cone Beam per lo studio del distretto del massiccio facciale, un Flat Pannel, l’unico device presente al Civile, in grado, attraverso uno scatto, di analizzare il rachide e gli arti inferiori permettendo diagnosi accurate con risparmio di dose nei casi di scoliosis o dismetrie e alterazioni di vario genere degli arti inferiori.

Un’altra donazione importantissima giunse proprio poco prima del Covid, il NANO, un dispositivo portatile digitale molto leggero e pratico che permette di eseguire indagini direttamente al letto dei piccoli pazienti. Un device che durante un periodo così delicato, in cui la pandemia dettava una tassativa segregazione, si rivelò utilissimo perchè permise ai pazienti allettati di non lasciare il reparto. Oggi l’Ospedale dei Bambini è un modello virtuoso e anche l’ultima ispezione sanitaria ci ha consegnato l’enorme soddisfazione di essere considerati il top in Italia. Partire da zero e arrivare a questo risultato per noi è un ulteriore stimolo.

La Zebra ha seguito passo dopo passo tutti i momenti più importanti per la brescianità…

MB: La Zebra ha partecipato alla Mille Miglia Charity grazie al sostegno di Maria Bussolati Bonera, una circostanza che ci ha permesso di donare all’Ospedale il secondo ecografo. Per sei mesi siamo stati protagonisti di un’altra iniziativa importante condivisa con il Maestro

Iginio Massari. Fummo presenti su tutti i bancomat italiani della banca Intesa San Paolo e per ogni donazione ricevuta venivano donati i dolcetti di Massari, grazie a questa splendida opportunità siamo riuscite a donare il terzo ecografo.

Iginio Massari è stato fondamentale per La Zebra?

MB: Lui e la figlia Debora sono stati i primi a credere in noi. Si sono messi a disposizione sin da subito e il Maestro è stato il nostro primo testimonial.

Iginio Massari è un uomo coinvolgente e particolarmente sensibile e insieme alla sua famiglia ci ha donato un supporto enorme.

Ha partecipato di recente anche alla registrazione del nostro inno chiamato “Sogni”, una canzone nata dal desiderio di identificazione della nostra Associazione e che ha coinvolto molte personalità bresciane. Devo dire che quel giorno in sala d’incisione ci siamo divertiti moltissimo, questi progetti rappresentano circostanze che uniscono e anche questa straordinaria complicità ha rappresentato un motivo di enorme soddisfazione.

Anche la famiglia Lonati, con Francesco, Adele, Andrea e Matteo ci ha donato per una lotteria una moto storica appartenuta al padre, un valore affettivo donato alla nostra causa. Francesco Lonati inoltre proprietario di Harley Davidson Brescia, ha donato una seconda moto, una generosità davvero sorprendente. Le nostre lotterie, organizzate rispettando tutti i crismi imposti dalla legge, ci hanno condotte ad ottenere risultati strabilianti e la partecipazione dei bresciani, anche nella distribuzione dei biglietti, è stata davvero sbalorditiva.

Siamo state fortunate a cogliere tutta questa generosità, un’occasione che ha fatto nascere anche bellissime amicizie.

Tutti i progetti di La Zebra sono propositi concreti e quantificabili, in tutto quello che facciamo vige la trasparenza e il ricavato viene donato al 100%.

La beneficienza deve essere così contrariamente in così poco tempo non avremmo ottenuto tutto quello che chi viene in Ospedale può vedere con i suoi occhi.

Durante il periodo Covid avete subito un arresto?

DS: Ma scherza? Tutt’altro. 

Abbiamo davvero dato fondo ai nostri spiccioli e ai nostro sforzi per contribuire all’emergenza dettata dal momento e siamo riusciti a donare 100 mila euro agli ospedali. Il Maestro Massari ha donato tre ventilatori e La Zebra si è occupata di rifornire i reparti di alcuni ospedali con dei tablet in modo da poter mettere in contatto i pazienti con le loro famiglie. Durante quel periodo, nel primo lockdown attraversavo la città per consegnare i tablet negli ospedali.

Come si lavora oggi nel suo reparto Dott.ssa Bondioni?

MB: Oggi si lavora in maniera impeccabile, con grandissima qualità e tutta questa attenzione si ripercuote sui bambini che hanno bisogno di diagnosi e quando c’è una buona diagnosi c’è sempre un’ottima terapia.

La Zebra in tutta la sua complessità è un progetto che da anni viviamo con grande impegno ma soprattutto con una costanza direi quotidiana.

Progeti futuri?

DS: Se la radiologia pediatrica, grazie a questa crociata

solidale, è diventata un modello, è importante iniziare a pensare anche a tutti gli altri reparti che necessitano di sostegno. La nostra priorità sono i nuovi tre progetti presentati all’ultima edizione della Zebra Run, dopo 2 anni di fermo. Iniziative che si stanno già in parte finanziando.

Il primo progetto riguarda la creazione dell’ambulatorio per il metabolismo dell’osso, un progetto che nasce dall’esigenza di studiare in modo completo la salute dell’osso nei pazienti fragili affetti da patologie croniche o da problematiche ossee attraverso la bioimpedenzometria e la densitometria ossea a doppia energia (MOC-DXA Dual Energy X-ray Absorptiometry). L’osteoporosi in età pediatrica compare di solito in seguito a malattie sistemiche che alterano direttamente il turnover osseo o che comportano l’utilizzo di terapie, quali steroidi, immunosoppressori o chemioterapici, che bloccano la mineralizzazione dell’osso stesso. Lo scopo di questo ambulatorio è identificare e correggere in età pediatrica i fattori che possono influenzare in modo negativo l’acquisizione del picco di massa ossea e, laddove venisse evidenziato un quadro di osteoporosi, provvedere a migliorare la salute dell’osso tramite farmaci.

Il secondo progetto invece?

DS: Il secondo progetto si concentra sul reparto di ortopedia pediatrica, nello specifico il corridoio del reparto e la relativa sala d’attesa che possiedono un alto numero di utenti che quotidianamente afferiscono per le cure.

Tale reparto è attiguo al Servizio di Radiologia Pediatrica che ha pareti in PVC lavabili e decorate da numerosi disegni, l’accesso al reparto di ortopedìa, con pareti monocolore e facilmente “sporcabili”, mette in netta evidenza la “netta differenza” di questi spazi.

La Zebra Onlus si è resa disponibile a tappezzare con PVC lavabile e decorato la sala d’attesa per i pazienti ambulatoriali e che accedono dal Pronto Soccorso, nonché il corridoio di degenza al reparto stesso.

Il terzo progetto riguarda l’ambulatorio odontoiatrico dedicato ai pazienti pediatrici oncologici.

La bocca è molto sensibile alla tossicità delle terapie antineoplastiche e l’incidenza delle problematiche orali varia in maniera considerevole (dal 30 al 100% dei pazienti). La chemioterapia è usata per trattare circa il 70% dei pazienti neoplastici e di questi oltre il 90% sotto i 12 anni di età sviluppa manifestazioni orali. Percentuali simili si registrano per i trattamenti radioterapici ed anche per i protocolli previsti per il trapianto di midollo osseo. Il quadro clinico di queste manifestazioni, così come la gravità, è estremamente variabile e può portare, nei casi più severi, ad un ritardo o alla sospensione delle terapie antineoplastiche. Per questi motivi è spesso necessaria una gestione tempestiva, nonché la messa in atto di terapìe di supporto mirate. In particolare tali terapie vengono effettuate prima, durante e dopo il trattamento chemioterapico. L’intervento di una struttura odontoiatrica diagnostico-assistenziale dedicata con all’interno una poltrona odontoiatrica ed i device per la laser-terapia e l’ozono terapia nonché la presenza personale preparato diventa indispensabile nella gestione di ogni fase.

A che punto siete oggi con le donazioni?

MB: I nostri progetti si caratterizzano per la velocità con la quale vengono realizzati. Desideriamo donare al nostro ospedale in maniera rapida e immediata. Il progetto rivolto al reparto di ortopedia di cui abbiamo parlato prima, è stato già in parte finanziato da Scalo Milano. Il progetto odontoiatrico per i bambini oncologici sarà finanziato invece dalla lotteria per la quale Ali Solidali del gruppo Bonera ha donato un automobile come primo premio, mentre Zebra Run, l’evento appena svoltosi in città, andrà a finanziare l’ambulatorio sul metabolismo dell’osso insieme ai proventi ottenuti dalle donazioni di un matrimonio che ha scelto con un cuore immenso di sostenerci. Siamo già partiti con 55 mila euro destinati a quest’ultimo progetto.

Non è facile trovare due persone come voi caratterizzate da un trasporto così vero e viscerale…

MB: Guardi in progetti come questo dedichi la tua vita coinvolgi spesso amici e famiglia per La Zebra. Daniela ne è stato ed è un esempio palese, mentre io mi ritrovo in prima linea e lo faccio con anima e corpo perchè certe situazioni gridano aiuto ogni giorno, lei ha letteralmente donato la sua vita a questa crociata.

Abbiamo due ruoli diversi ma siamo complementari e consapevoli che questa soddisfazione così intensa possa ripagare ogni sforzo e ogni sofferenza che la vita ci ha messo e ci metterà davanti.

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