LORETTA FORELLI

la signora in “tricolore”.

Un moderno personale patriottismo, non bianco-rosso-verde ma giallo-rosso-verde: giallo come l’ottone che produce, rosso come la Croce Rossa che ama, verde come la campagna che coltiva. 

Presidente della Forelli Pietro, che nel 2025 compirà cent’anni essendo nata nel 1925 e con le altre tre aziende del Gruppo (Tecnofor, Metallurgica San Marco e Metallurgica Cidneo) produce 200 differenti leghe di ottone fatturando oltre 400 milioni di euro; ex presidente della Croce Rossa di Brescia che ha condotto per 12 anni con impegno convinto e dedizione continua; presidente della Fondazione Aib che gestisce l’attività formativa di Confindustria Brescia e con una settantina di dipendenti controlla il Liceo Guido Carli (30 insegnanti per 150 alunni), due centri di formazione di Ome e Castelmella (30 insegnanti per 400 ragazzi), Isfor, formazione continua per imprenditori, managers e tecnici di imprese, e Ambiente Parco, impresa sociale all’interno dello splendido Parco dell’Acqua nel centro storico di Brescia. Nel 2019 è stata insignita del titolo di accademica dall’Accademia della Diplomacia del Regno di Spagna di Madrid.

Loretta Forelli mostra la bandiera storica della Croce Rossa. ph Fotolive Alessio Guitti

Signora Forelli, gli anni passano ma non pesano se vissuti, come nel suo caso, con costanza della professione aziendale di imprenditrice e coscienza della missione sociale di crocerossina.

Sono nata in una famiglia di imprenditori, oggi giunti con i miei figli  Giacomo e Paolo alla quarta generazione, ma non sono nata imprenditrice perché ho dovuto diventarlo a 31 anni dopo aver perso in un incidente d’auto due fratelli: una tragedia che, se da una parte mi ha costretto ad occuparmi professionalmente dell’impresa, dall’altra mi ha convinto a proseguire nell’impegno sociale nella Croce Rossa; due momenti cui, insieme alla famiglia, devo la mia formazione culturale e morale.

Ha dovuto affiancare suo padre e imparare un mestiere che a Brescia, allora come ancora oggi, è appannaggio di soli uomini: all’inizio le è pesato?

Agli esordi non è stato facile, ma con l’aiuto di mio padre e una buona dose di tenacia e pazienza, una volta intuito e appreso il processo in fonderia sono riuscita a farmi accettare non per quello che ero, la “figlia del padrone”, ma per quello che valevo, una donna divenuta imprenditrice “sul campo”, non per appartenenza familiare ma per merito professionale.

Oggi la Forelli Pietro è una realtà di livello europeo nel settore della raffinazione dell’ottone, comparto elettivo della cultura industriale lumezzanese cui Brescia deve buona parte dei suoi primati manifatturieri sidermetallurgici.

É così, siamo un gruppo consolidato vicini ai cento anni di vita con una gamma di prodotti di oltre 250 leghe che vanno dagli ottoni classici agli ottoni ad alta resistenza, una governance collaudata e strutturata nelle mani di una squadra coesa a affiatata: grazie a tutto questo, la quarta generazione, quella dei miei figli, è in grado di guardare al futuro nelle condizioni migliori.

Dal secondario avanzato al primario attrezzato, ossia dall’industria all’agricoltura: è un hobby o una seconda vocazione?

Entrambe le cose, la terra non è un modo rapido per fare ricchezza ma un modo sicuro per conservarla. Certo ci vuole pazienza, ma insieme a mio marito, Giovanni Coglio, e i miei nipoti Mariagiulia e Giovanni, figli di Giacomo, Sofia e Pietro figli di Paolo, oltre a distendermi e divertirmi produco olio nell’uliveto della tenuta a San Felice del Benaco. É un modo per ritemprarsi e ricaricarsi: se l’industria è altamente formativa, la terra è profondamente educativa. Del resto Brescia, oltre alla conclamata tradizione industriale, vanta una ancor più antica cultura agraria che con Agostino Gallo e  Camillo Tarello risale all’età rinascimentale.

Veniamo agli incarichi associativi in Confindustria Brescia. Durante la presidenza di Giuseppe Pasini, cui è recentemente succeduto Franco Gusalli Beretta, lei è stata eletta presidente della Fondazione Aib, che ad opera del past president Marco Bonometti ha unificato tutte le attività didattiche e formative dell’associazione sotto un’unica egida. Un incarico che può dirsi gratificante ma anche impegnativo, non è così?

Stimolante sì ma un impegno non da poco, basti pensare che con 70 dipendenti devo seguire il Liceo Carli, i CF di Ome e Castelmella, Isfor e Ambiente Parco.

In sintesi, cosa ci può dire in proposito?

Ritengo che sia assolutamente strategico fare sistema per dare un futuro ai giovani e meno giovani per superare la crisi di questa devastante pandemia, efficientando il mercato del lavoro ed i sistemi di istruzione nonché l’impatto delle politiche a sostegno della occupabilità dei giovani…

Una fondazione non solo culturale-educativa ma anche con finalità sociali-lavorative, secondo un’etica che ai valori morali affianca anche gli sbocchi professionali.

Certamente, e tutto all’insegna di una didattica innovativa, basti pensare al Liceo Carli la cui metodologia è ispirata ai più avanzati percorsi formativi e criteri pedagogici, o Isfor che opera in collaborazione con l’Università di Brescia, il Csmt, lo Studio Ambrosetti, Innex Hub, Riconversider e molti altri enti.

E gli Its, istituti tecnici superiori, necessari come l’ossigeno per le imprese che non trovano giovani qualificati da assumere?

Abbiamo sostenuto il potenziamento dell’offerta formativa degli Its con percorsi che mettono in rete istituti scolastici superiori, università, centri di ricerca ed enti locali: in questo campo resta ancora molto da fare, basti pensare, per fare un confronto con la Germania che in materia industriale resta il parametro di riferimento, che mentre gli istituti tecnici tedeschi sfornano ogni anno qualcosa come 800mila giovani specializzati, l’Italia ne diploma non più di 8-9mila.

Tra i compiti della Fondazione Aib c’è anche Ambiente Parco, di che si tratta?

É una impresa sociale dedicata alla sostenibilità ambientale ubicata all’interno del Parco dell’Acqua di Largo Torrelunga, di cui Fondazione Aib ha acquisito una quota del 40%, la stessa quota sarà acquisita dall’Università statale mentre il 20% è proprietà di soci privati. Lo scopo di Fondazione Aib è realizzare presso Ambiente parco attività di sensibilizzazione , di education e di formazione nell’ambito della sostenibilità, in primo luogo ambientale ma pure economica e sociale.

Insomma non si è fatta mancare niente: famiglia, impresa, agricoltura, Croce Rossa, Fondazione Aib. A quando la prossima?

Quando andrò in pensione.

Cioè mai.     

Scrive Alessandro Cheula                    

Foto Fotolive
Total
27
Shares
Previous Article

Winelivery a Brescia e provincia l'APP del bere

Next Article

AGRICAR SPA

Related Posts
Processing...
Thank you! Your subscription has been confirmed. You'll hear from us soon.
ErrorHere