La Medicina Tessutale Rigenerativa rappresenta oggi l’innovazione nell’ambito della scienza medica moderna. Grazie alla Medicina Rigenerativa è possibile correggere le cause di alcune delle più frequenti patologie, comuni nelle donne in menopausa ad esempio, ma anche per curare l’artrosi o per cercare di esentare le articolazioni da interventi come le protesi articolari consentendo al paziente di riacquisire la funzionalità senza doversi sottoporre a procedure invasive.
Intervista al Dott. Giovanni Attilio Casarotti Specialista Ostetricia e Ginecologia Master in Chirurgia Tessutale Rigenerativa

Medicina rigenerativa, l’avanguardia in ginecologia e ortopedia. Ce ne parla?
La Medicina Tessutale Rigenerativa rappresenta oggi l’innovazione nell’ambito della scienza moderna. Produce risultati clinici eccezionali e duraturi, un tempo impensabili. In ginecologia è utilizzata per trattare l’atrofia uro-genitale e l’incontinenza urinaria da sforzo, patologie causate dalla cessata produzione degli ormoni estrogeni femminili, come avviene in menopausa fisiologica o farmacologica ad esempio per tumore al seno e nelle giovani donne se scompare il ciclo per lunghi periodi. Nel Lichen Sclerosus Genitalis riduce notevolmente la sintomatologia. Nel post-partum può risolvere i disturbi quando, a seguito di lacerazioni, si sono formate cicatrici dolorose o persiste la perdita di urina. Infine in ortopedia, viene utilizzata per le artrosi di anca, ginocchio e spalla.
Cosa succede nella donna quando non c’è la produzione degli ormoni femminili?
I tessuti vaginali e l’uretra non invecchiano per colpa dell’età, come erroneamente si pensa avvenire solo in menopausa, ma subiscono sempre una “trasformazione strutturale” se cessa la produzione degli ormoni estrogeni, a prescindere dall’età. Di fatto questa trasformazione avviene anche nelle donne giovani quando non producono più questi ormoni. La carenza ormonale porta all’atrofia vaginale e si manifesta più rapidamente nelle donne che non hanno potuto o voluto assumere la terapia ormonale sostitutiva. Anche l’uretra, sensibile agli stessi ormoni, si atrofizza e non trattiene più l’urina. Il cambiamento strutturale causa secchezza vaginale, bruciore, prurito, dolore ai rapporti, incontinenza urinaria. Infine si riduce la produzione di glicogeno e acido lattico, il pH si alza, scompaiono i lactobacilli, proliferano i batteri coliformi responsabili di cattivo odore, vaginiti e cistiti. Tutti questi sintomi e disturbi sono scomparsi con un solo trattamento di medicina tessutale rigenerativa. Le donne affermano che, anche dopo molti anni, stanno sempre bene, è migliorata la qualità di vita, il benessere psico/fisico e per chi è sessualmente attiva, i rapporti sono tornati normali.
Su cosa si basa e come nasce la medicina tessutale rigenerativa?
I tessuti si riparano e rigenerano grazie all’azione delle cellule Mesenchimali (MCS), presenti nel nostro corpo. Queste cellule producono elementi rigenerativi, fattori di crescita, rallentano l’invecchiamento e la morte cellulare, rigenerano vasi sanguigni. Ne esistono vari tipi che svolgono diverse attività: quelle solo “unipotenti” agiscono su un unico tessuto (esempio solo vasi sanguigni), quelle “multi-totipotenti” riparano e rigenerano qualsiasi tessuto. Questa diversa bioattività, produce una specifica risposta terapeutica e ha permesso di capire perché, nella stessa patologia, l’utilizzo di cellule di diversa estrazione davano risultati ottimi o scarsi. Si deve agli studi del Prof. Caplan e di altri Ricercatori la scoperta che il tessuto adiposo sottocutaneo contiene le MCS multi-totipotenti, sparse e immagazzinate in uno stato di “non attività”. La difficoltà era come renderle “attive”. Dopo molti tentativi e studi, è stato realizzato un device rigorosamente monouso non copiabile per l’alta specificità e validato da studi scientifici, da non confondere con pseudo-cloni che costano poco e dalla non nota efficacia. Questo sistema micronizza meccanicamente il grasso, non lo centrifuga, concentra le cellule, non le danneggia, non le manipola e le rende attive senza usare enzimi o sostanze chimiche. Ma la funzione fondamentale del dispositivo, che definisce questa tecnica “tessutale” e non cellulare, è che la processazione non estrae le cellule dal tessuto, ma lascia integra la struttura tessutale e la loro nicchia vasculo-stomale, requisiti indispensabili perché, senza questi elementi strutturali la cellula non funziona. Il concetto può essere non facile da comprendere, ma immaginate la cellula come il motore di una automobile: se togliete i tubi del carburante, fili della corrente e asportate la trasmissione, il motore non funzionerà.
Da quanto tempo utilizza la medicina rigenerativa e quali risultati ha ottenuto?
Sono trascorsi quasi 12 anni da quando ho iniziato questo trattamento che a quell’epoca era sconosciuto. Nel 2011 conobbi il Prof. Carlo Tremolada, un luminare della medicina rigenerativa. Mi parlò dei suoi studi per la terapia del Lichen Scleroatrofico cutaneo. A quel tempo avevo alcune pazienti affette da Lichen Sclerosus Genitalis con le quali avevo utilizzato tutte le terapie in uso, ma con scarsi benefici. Carlo mi propose di provare con la tecnica rigenerativa, anche perché sarei stato il primo ad applicarla e studiarla in ginecologia. Dopo un periodo di formazione, alla fine del 2012 iniziai a utilizzare questo sistema terapeutico. I risultati fin da subito furono positivi. Alcune di loro mi dicevano che non avevano più prurito, bruciore e secchezza, non perdevano più urina ed erano scomparse le perdite maleodoranti. E come spesso accade, sono sempre le donne che con il loro acume e la loro sensibilità, ci trasmettono l’imput per spronarci a continuare. Ho così iniziato a trattare le pazienti in menopausa fisiologica avviando una ricerca con la collaborazione del Prof. Pierluigi Chiodera, anatomo patologo di prestigio internazionale. Sono state eseguite nelle stesse donne biopsie pre terapia e ripetute anche dopo 3 anni dal trattamento. I risultati sono stati entusiasmanti. Per primi a livello internazionale abbiamo scientificamente dimostrato con l’istologia, la rigenerazione tessutale. Nello stesso studio abbiamo monitorato sia l’incontinenza urinaria da sforzo, sia il pH vaginale e la flora batterica: l’incontinenza lieve/moderata è regredita alla normalità, il pH è ritornato acido e sono ricomparsi i lactobacilli. Questi risultati sono stati pubblicati nel gennaio 2018 in una rivista internazionale e poi comunicati a congressi nazionali e internazionali. L’interesse suscitato ha coinvolto i ricercatori della Brown University per l’incontinenza urinaria e sono stato invitato a operare e formare colleghi in una importante clinica Londinese e in 6 Centri Universitari- Ospedalieri Italiani.
Come avviene la procedura?
In ginecologia prima del trattamento si esegue una visita accurata per identificare i siti da trattare che vengono riportati sulla scheda topografica. Questa valutazione, che si apprende con l’esperienza e adeguata formazione, è fondamentale per stabilire la quantità di tessuto da traferire ed è irrinunciabile per la buona riuscita della terapia. L’intervento è in regime ambulatoriale, dura 2/3 ore, non si pratica l’anestesia generale, ma una sedazione analgesica per togliere completamente il dolore. Il grasso viene prelevato da cosce, addome o glutei, viene subito processato con il kit monouso. Il gel ottenuto viene immediatamente trasferito nei siti da trattare. Non ci sono punti di sutura. La paziente dopo 1/2 ore viene dimessa. Dopo 2 giorni si tolgono le medicazioni dove è stato prelevato il grasso. Il primo controllo si esegue dopo 10/15 giorni e dopo 6/8 mesi. Non ci sono altri controlli e la paziente eseguirà le visite di routine dal proprio ginecologo. In ortopedia l’Ortopedico della nostra equipe esegue la visita per valutare il grado di lesione artrosica, stabilisce se c’è quindi indicazione al trattamento e quando necessario, richiede accertamenti. Si esegue in regime ambulatoriale come in ginecologia, non si fa la sedazione analgesica ma solo anestesia locale. Si tolgono le medicazioni dopo 2 giorni e il primo controllo clinico viene fatto dopo 25/30 giorni.
Quanto tempo dura il beneficio?
In ginecologia ho trattato centinaia di donne e posso affermare che con un unico trattamento, il beneficio è rimasto costante per molti anni. Nel 3% è stato ripetuto dopo 6 anni. Gli insuccessi sono stati inferiori allo 0.1%. Nel Lichen Sclerosus, essendo una patologia complessa a eziologia ignota, il 45% dei casi ha dovuto ripeterlo dopo 1/2 anni e dopo il secondo trattamento stanno bene. In ortopedia abbiamo ottenuto ottimi benefici ma variabili nel tempo e dipendenti dal grado di lesione della cartilagine articolare. Sono stati ottenuti modesti benefici nelle lesioni severe.
In sintesi chi può richiedere queste cure e quali sono i vantaggi ottenuti?
Tutte le donne in menopausa, ma anche in epoca feconda, quando soffrono di atrofia/distrofia vulvo vaginale. Per l’incontinenza urinaria a qualsiasi età e nel post partum. Per trattare gli esiti cicatriziali quando causano dolore ai rapporti. Per chi soffre di vaginiti e cistiti da carenza ormonale. In ortopedia per le artrosi che non necessitano di protesi. Se paragonato ad altre tecniche (PRP, cellule staminali embrionali, lipofilling, Nanofat, laser), questo sistema di medicina tessutale si è rivelato clinicamente superiore ed è stata dimostrata la rigenerazione con l’esame istologico. Non necessita di anestesia generale e di ricovero. Non c’è rigetto e non si usano sostanze chimiche o enzimi. Un unico trattamento dà beneficio per molti anni e può essere ripetuto nei rari casi che ne necessitano.
Dott. Giovanni Attilio Casarotti – cell. +39 3928784844 – Centro Medico Valtrompia – tel. 030 4193773