Pillole cinofile e di cinofilia: Abbaiare stanca

Il cane anziano

Vivere con un cane anziano comporta certamente il dover affrontare alcune difficoltà e piccoli accorgimenti. Ma se affrontata nel modo giusto anche questa fase della relazione può essere un’esperienza indimenticabile.

Come definire un cane anziano 

Un cane è anziano quando, nello svolgersi naturale del ciclo di vita, anagraficamente varca la soglia temporale che lo attesterà all’interno dell’ultimo segmento spendibile di vita specie-specifica.Nel definire l’anzianità come fase di vita di un soggetto, dovremmo tenere in considerazione alcune variabili come: l’aspettativa di vita media in relazione alle specifiche di razza e stazza, i caratteri genetici, a partire da quelli che ne determinano il sesso e la tipologia di metabolismo. A questi aggiungeremo poi i fattori ambientali, come il contesto, ad esempio dove vive il cane, e lo stile di vita.Se osserviamo invece l’anzianità da un altro punto di vista, possiamo affermare come il permanere nel cane dei caratteri giovanili, anche in età avanzata, possa dipendere anche dal tipo di relazione che gli viene offerto. Fattore variabile questo, in termini di stile ed al quale, notoriamente, il cane è in grado di adattarsi con grande flessibilità e pazienza. In parole povere, il cane ci resta sempre fedele, anche quando palesemente non ce lo meritiamo.

Alcune caratteristiche dell’anzianità.

Visti gli innumerevoli fattori che determinano una componente d’incertezza nella definizione dell’anzianità, converrà allora armarsi di spirito pragmatico e saperla riconoscere nel nostro cane attraverso i progressivi cambiamenti della condizione fisica e mentale.Dovremmo saper valutare l’incidenza che hanno sulla sua qualità della vita l’insorgere degli inevitabili acciacchi fisici. I più comuni sono quelli a carico dell’apparato scheletrico con le zoppie provocate da artriti ed artrosi. Oppure il calo percettivo della vista e dell’udito che è tra i principali responsabili della perdita di brillantezza delle funzioni cognitive.Il quadro fisico del soggetto anziano è caratterizzato anche dal crollo dei valori ormonali, in primis il testosterone per i maschi. Causa fisiologica questa responsabile di una consistente perdita d’interesse per l’incontro e l’interazione con i cani estranei. Al declino fisico, negli animali sociali, di solito fa seguito una perdita di status e dei valori di rango.Questo fenomeno sociale in etologia viene riscontrato, all’interno della specie cane, solo in quei soggetti che vivono una vita da randagi di branco. Fanno eccezione i cani di famiglia, anche quando convivono con soggetti più giovani all’interno della stessa casa. Il membro canino della famiglia, nel divenire anziano non subisce un regresso sociale, legato alla perdita di fitness, al contrario si troverà ad incassare i crediti acquisiti negli anni vissuti all’interno della famiglia. Vedrà crescere la sua reputazione e non il contrario. I crediti sociali saranno spendibili dal cane anziano in forma di surplus d’attenzioni e privilegi nell’accesso alle risorse.Il cane anziano innalza lo status sociale all’interno del gruppo umano e lo mantiene ben saldo agli occhi degli altri cani, a partire da quelli conviventi.

I vantaggi di convivere con un cane anziano, una relazione che tonifica la nostra autostima.

Con il cane nel corso degli anni condividiamo tanti ricordi positivi che si prestano ad essere tradotti in aneddoti. Acquista di diritto il ruolo di mascotte nella narrazione delle esperienze vissute dal gruppo familiare.In questo “esercizio mnestico”, facilitato dall’amore che proviamo verso il cane, si rinsaldano i legami tra le persone e si costruisce un’identità affettiva di gruppo, con evidenti effetti benefici sullo sviluppo emozionale dei bambini e degli adolescenti.Questa è la portata del ruolo che riveste oggi per noi il quadrupede anziano. Il cane, inoltre, si lega simbolicamente alle fasi della nostra vita. Attraverso l’affettività ci consente di accedere facilmente ai ricordi, disponendoli correttamente lungo il nostro asse temporale biografico. La referenza relazionale che ci concede il cane anziano è dunque il potenziamento della dimensione epistemico-biografica.La relazione con il cane anziano ha per noi un valore epimeletico. In modo diverso dal cucciolo, ci stimola all’esercizio delle cure parentali che tonificano la nostra autostima.Prendendoci cura di qualcuno ci sentiamo più importanti e troviamo un equilibrio psicologico.Quando vogliamo adottare un cane, purtroppo pensiamo subito ad un cucciolo sottovalutando il fatto di avere poco tempo a disposizione. Rivalutiamo dunque l’opzione di prendere un cane anziano al canile. Questo necessiterà infatti di una routine più abbordabile, soprattutto per chi lavora e sta fuori casa tante ore. Il cane anziano, pur con i suoi piccoli acciacchi, sarà perfettamente in grado di offrirci tutto quello che desideriamo. Concedergli l’opportunità di passare l’ultima parte della sua vita in un luogo confortevole e circondato dall’amore della famiglia sarà un’esperienza indimenticabile e piena di soddisfazioni. Fatevi guidare nella scelta da un educatore o istruttore cinofilo che abbia comprovata esperienza di canile. 

Cambiamenti di routine.

Quando vediamo che il cane fa ingresso nella fase evolutiva dell’anzianità, non possiamo far finta di nulla. Qualcosa deve cambiare.Dovremmo per esempio ridisegnare gradualmente la sua routine quotidiana. La sua autonomia fisica nelle passeggiate diminuirà per cui saremmo costretti ad accorciare il percorso.L’andatura rallenterà e le soste sull’esplorazione degli odori saranno più lunghe. Dovremmo dunque essere più arrendevoli ed accettare di buon grado il fatto che non potremo più raggiungere a piedi le mete che caratterizzavano piacevolmente anche per noi le uscite prima.Pur continuando a concedere al cane momenti di libertà, con il sopraggiungere dei caratteri dell’anzianità, dovremmo prestare maggiore attenzione.Il cane, infatti, perde progressivamente la capacità di orientarsi negli spazi ampi e diminuendo l’udito non riuscirà più a geolocalizzare con precisione il nostro richiamo. Non calcolerà più molto bene le traiettorie dei movimenti e ottimizzando gli sforzi, spesso sceglierà la strada più breve per raggiungere un punto, senza tenere però in considerazione i pericoli.Sappiamo che il cane anziano dorme molto di più di un soggetto giovane; perciò, non dovremmo compiere l’errore di valutazione nel ritenere il tempo che trascorriamo accanto a lui, “spaparanzato” sulla cuccia o sul divano, come un tempo morto dallo scarso valore relazionale. Da un punto di vista etologico, riposare insieme e vicino ai membri del proprio gruppo, per il cane rappresenta uno dei momenti più importanti della vita sociale. Condividere spazi e tempi di riposo rappresenta il massimo delle attività collaborative e come per noi umani rappresenta il Sacro Graal della relazione di intimità.

L’attività fisica come fattore preventivo e protettivo per il declino cognitivo nei cani anziani.

Così come nell’uomo, anche nei cani anziani l’invecchiamento, il declino cognitivo e l’attività fisica sono connessi. Alcuni studi dimostrano come l’attività fisica aiuta a prevenire il declino cognitivo nei cani.Nella nostra specie, sono ormai noti e dimostrati gli effetti positivi sulla salute grazie al mantenimento di un grado elevato di attività fisica in tutte le fasi della vita di una persona, in particolare quando si è adulti e si sta invecchiando, ad esempio per la prevenzione di malattie degenerative come l’Alzheimer e più in generale per quanto concerne il rallentamento del declino cognitivo.Nei cani si riscontrano dei percorsi fisiologici molto simili a quelli umani nell’invecchiamento della mente e il ruolo dell’attività fisica come fattore di prevenzione. Infatti anche nei nostri compagni di vita si può assistere ad un progressivo declino con l’avanzare dell’età, fino ad arrivare a forme di demenza canina come la sindrome da disfunzione cognitiva canina (CCDS). Inoltre, la frequenza dell’attività fisica e la motivazione ad impegnarsi in essa sembrano declinare anche nei cani con l’avanzare dell’età.All’aumentare dell’anzianità aumenta il grado di declino cognitivo del cane e la possibilità di manifestare patologie che causano dolori articolari e spinali, risultati paragonabili a quelli riscontrati nell’uomo e che confermano un comune processo di “invecchiamento” fisico e cognitivo fra esseri umani e cani.Funzioni come la memoria a breve termine sono risultate essere influenzate positivamente dal grado di attività fisica. Se consideriamo che la memoria a breve termine è una delle capacità coinvolte negativamente dagli effetti del declino cognitivo durante l’invecchiamento, si può azzardare di confermare il ruolo “protettivo” che può svolgere l’attività fisica per la loro salute e come dunque questo fattore debba essere tenuto in forte considerazione dai pet mate come strumento di prevenzione.

L’Occhio del Lupo A.S.D.

Si ringrazia David Morettini  Istruttore cinofilo CZ

Per contatti e eventuali domande scrivere a info.locchiodellupo@gmail.com 

Sito web www.locchiodellupo.it

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