Pillole di Cinofilia, le razze: gruppi legati all’utilità

Prima dell’avvento delle expo, i gruppi di razze canine erano allora legati al tipo di selezione fatta infunzione del lavoro, ed è così che desideriamo darvene una lettura diversa da quella della FCI:

I. NORDICI SPITZ E PRIMITIVI, II. CACCIA, III. PASTORI, IV. MOLOSSI, V. TERRIER DI

TIPO BULL E COMBATTIMENTO, VI. DA COMPAGNIA e VII. IBRIDISarà proprio secondo questa classificazione che procederemo ad analizzare i vari gruppi e le varie razze, ricostruendo la loro storia, l’ambiente in cui si sono sviluppate ma soprattutto individuando le loro motivazioni, il loro profilo emozionale e tendenze  espressive che hanno influito sul tipo diselezione fatta in funzione del lavoro.

Pit Bull

IV. MOLOSSI

V. TERRIER DI TIPO BULL E COMBATTIMENTO

MOLOSSI

Rottweiler, Corso, Alano, Boxer, Dougue De Bordeaux, Dogo Argentino, Mastiff, Mastino Napoletano, Fila Brasilero, Mastino Africano, Tosa Giapponese

Selezionati per andare in guerra, sono cani di grandi dimensioni, con fisicità̀ robuste e potentissimi. Sono molto competitivi e fisici. Il lato buono di questa competizione è che li rende particolarmente divertenti con i soggetti a loro graditi. Devono sempre prendere a spallate, fingere per vedere la reazione dell’altro.

Sono cani molto giocosi e che permettono grande intimità̀ a chi è del gruppo o “amico” ma rimangono molto diffidenti ed impattanti con chi esula dal gruppo o viene percepito come problematico o minaccioso.

Molte illustrazioni storiche li vedono rappresentati con dei collari con le punte perché́ questi cani di grossa mole ed enorme potenza venivano impiegati in guerra dove gli era richiesto di disarcionare i cavalieri passando sotto ai cavalli ed il colare con le punte era utile per ferire o far imbizzarrire i cavalli durante queste manovre per le quali per evidentemente necessario grande coraggio e tenacia.

A questa tipologia di cane va dato campo espressivo anche alla parte meno seria e più̀ giocosa altrimenti tendono ad aumentare molto il controllo e la tensione.

Tendono al conflitto nei rapporti basati sulla forza.

Amano la vicinanza estrema con la persona e i membri del gruppo tanto da ricercare una prossimità̀ quasi totale. Sono cani da difesa, e non da guardia perchè́ sono molto protettivi, così non reggono tanto il ruolo di guardiano.

Anche se la mole e l’estetica li rende apparentemente duri, sono in realtà̀ cani molto sensibili e fragili dal punto di vista emozionale.

Sono cani tendenzialmente sicuri ma che prima di sciogliersi del tutto e di affidarsi a qualcuno stanno sulle loro. Hanno un livello emozionale tendenzialmente basso perché́ gli basta la potenza fisica.

TERRIER DI TIPO BULL E CANI DA COMBATTIMENTO

Bull Terrier, Pit Bull, American Bully, American Staffordshire, Staffordshire. 

In Inghilterra, fino al 1600, erano presenti cani di tipo molossoide che venivano usati per la macellazione del toro (si pensava che la carne del toro ucciso dai cani fosse più tenera e buona). Non

c’erano razze in quanto definizione di una morfologia e di un comportamento, ma un gruppo detto “Bull Dogs”, un insieme di cani capaci di combattere animali molto più grossi di loro. Alla fine del 1700 diventa illegale questa tradizione, il combattimento tra tori e cani viene vietato. Così si iniziano ad organizzare combattimenti clandestini in cantine o fienili. Non essendo facile fare entrare un toro in una cantina, né nasconderlo per strada, iniziano i combattimenti tra cani.

In Inghilterra, fino al 1600, erano presenti cani di tipo molossoide che venivano usati per la macellazione del toro; infatti, si pensava che la carne del toro ucciso dai cani fosse più̀ tenera e buona.

Non c’erano razze in quanto definizione di una morfologia e di un comportamento, ma un gruppo detto “Bull Dogs”, un insieme di cani capaci di combattere animali molto più̀ grossi di loro. Dovendo combattere contro cani, assai più veloci dei tori e in ambienti piccoli, si cerca di creare cani più̀ agili. Così viene inserito il Terrier e dall’incrocio tra l’Old White English Terrier e il vecchio Bulldog Inglese nasce il gruppo “Bulls and Terriers” detti anche “Pit Dogs”, i cani da arena. Un gruppo, ancora una volta, basato sulla capacità di combattere ma senza una vera uniformità̀.

È solo nel 1835, quando il combattimento tra cani viene assolutamente vietato, che nascono le vere e proprie razze.

Selezionati per il combattimento con animali molto più̀ grossi di loro senza paura e senza fermarsi a ragionare su strategie.

Incarnano la tenacia e il coraggio del Terrier, la forza e la potenza del Molosso. Vanno e non li ferma neanche la morte, letteralmente, si chiama “gameness”, la mancanza di spirito di autoconservazione.

In pratica, per spirito di sopravvivenza, un essere vivente che si sente debilitato, stanco, ferito o che non sta bene non dovrebbe andare a combattere e fronteggiare l’avversario, per non rischiare di morire.

In queste razze, questo non avviene. Sono quindi cani instancabili, con una resistenza sia fisica che mentale enorme.

Quando uno dei due cani cadeva a terra, l’altro veniva staccato per far sì che non lo uccidesse. Ci voleva una gran docilità̀ per accettare che chi ti aveva chiesto di combattere, ti fermasse in questa ultima fase.

Sono cani molto competitivi, cinestesici e predatori, che tendono a dare pochi segnali comunicativi, doti importanti per il combattimento. Con l’uomo sono molto collaborativi e non disprezzano la performatività̀.

Sono estremamente docili con le persone, perché́ nel creare cani così combattivi, non si poteva correre il rischio che si rivoltassero contro le persone che se ne occupavano. In più̀ nei ring di combattimento,

gli avversari non dovevano essere uccisi, ma solo feriti gravemente : se uno dei due cani moriva sul ring, l’altro veniva squalificato.

Faticano a vivere in maniera equilibrata le emozioni, positive o negative che siano. Hanno la tendenza a tenere dentro, comprimendosi molto oppure a buttare fuori l’emozione in modo incontenibile e vulcanico.

Hanno un livello emozionale tendenzialmente alto ma più̀ di tutto fluttuante, conseguenza delle emozioni suddette. Passare dal 0 al 100 in un secondo è la loro specialità̀, d’altronde solo così si sopravvive in un ring.

Al livello emotivo a causa della selezione che li ha costretti ad essere cani e dover uccidere gli altri cani, scardinando le basi dell’etogramma, fanno una fatica enorme a gestire le emozioni e il livello emozionale fluttuante ne è la diretta conseguenza. È come se non avessero filtro, loro sentono tutto e reagiscono a tutto.

La socialità con i conspecifici è, per loro, un punto debole e sensibile proprio in funzione della selezione svolta. Se potessero, vivrebbero unicamente in relazione con gli esseri umani.

Tutta quella sensibilità̀, che li porta all’implosione o all’esplosione, gli permette anche di capire ogni sfumatura del nostro stato emotivo e quell’ostinazione e quella resistenza fanno sì che, qualsiasi cosa la persona voglia fare con loro, siano sempre pronti e propositivi.

Si ringrazia SIUA Scuola Interazione Uomo Animale

L’Occhio del Lupo A.S.D.

Per contatti e eventuali domande scrivere a 

info.locchiodellupo@gmail.com

Sito web www.locchiodellupo.it

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