Rachtian Gallery

Quando il tappeto è un’opera d’arte “…l’oggetto ti deve parlare, ti deve dire qualcosa  e soprattutto ti deve emozionare.  Funziona esattamente come per un quadro o una scultura,  il tappeto è un oggetto d’arte”.

Scrive Paola Rivetta

Una tradizione di famiglia da ormai tre generazioni. Come inizia la vostra storia? 

Mio nonno venne in Italia negli anni ’50 a Milano, faceva il buyer per alcuni persiani che già lavoravano sul territorio italiano. Quando ha visto che il business funzionava – in quegli anni i tappeti erano richiestissimi – ha deciso di aprire un negozio a Milano con mio papà ed altri zii. Successivamente si sono spostati a Brescia, Padova e poi Venezia. 

Trattavano principalmente il persiano, quindi un tappeto vecchio e antico, ma anche produzioni commerciali fatte negli anni ’50 e ’60. Nel tempo mio padre si è ulteriormente evoluto inserendo qualcosa di moderno; seguiva comunque la moda ed erano richieste le produzioni degli anni ’80 e ’90. 

Perché avete scelto di venire a Brescia?

A Brescia abbiamo aperto nel 1987 perché già qualche anno prima mio padre aveva sondato un pò il terreno participando ad iniziative interessanti con la Signora Piera Gandini di Stile e altri.. Siamo stati a Brescia in via Bulloni fino al 2010 anche se mio papà è mancato prima, era il 2008.

Io ho aperto la Galleria a febbraio del 2010 e sono qui da ben dodici anni. Per quanto mi riguarda ho deciso di affidarmi prevalentemente al mio gusto personale, lasciare un attimo da parte il discorso del tappeto commerciale persiano e anatolico fatto per la massa, e specializzarmi su determinati oggetti.

Figlio d’arte, ma anche grande ricercatore…

Io amo l’arte, la storia, la bellezza; mi sono formato presso l’Accademia di Belle Arti proprio per avvicinarmi a questo mondo. Certamente la tradizione di famiglia è importante, è quello che ha formato e consolidato le mie competenze, ma la voglia di ricerca è un aspetto che mi appartiene umanamente. Purtroppo gli impegni non mi consentono di viaggiare sempre fisicamente quindi, grazie alla tecnologia e alle interconnessioni con tutto il mondo, ho sviluppato una rete di collaboratori fidati. Ho persone che comprano per me in Iran, in Cina, in Europa, in Turchia, Marocco e Stati Uniti.

Quanto è vasto il mondo del tappeto?

Oserei dire infinito! Abbiamo oggetti di provenienza persiana, caucasica, anatolica, turcomanna, cinese, tibetana, marocchina e naturalmente europea. Spaziamo anche nel tempo da prima dell’Ottocento, passando al Decò americano anni ’20 fino alle produzioni modernissime. Questo a dimostrazione che dobbiamo cancellare l’idea diffusa di tappeto come il classico, vecchio, super floreale della nonna; i tappeti non sono noiosi, sono oggetti che vanno conosciuti e scelti perché possono cambiare una casa, dare nuova vita agli spazi in modi che non avremmo mai potuto immaginare.

E il mondo dei clienti?

Potrei rispondere altrettanto vario… comunque in generale ho due o tre fasce di clienti diversi. C’è il collezionista che cerca ancora gli oggetti importanti, non è interessato al tappeto d’arredo, ma è spinto dalla passione a ricercare pezzi particolari come i tappeti tibetani di fine ottocento, i persiani in seta di quell’epoca, i caucasici. Il cliente medio, invece, ha l’esigenza di arredare una casa o uno spazio e in quel caso possiamo spaziare dall’antico al moderno con tappeti di tutti i tipi. Poi ci sono anche persone che entrano in negozio incuriosite o per fare un regalo – aggiungo – non per forza costosissimo,  perché qui puoi trovare di tutto.

Qual è l’atteggiamento giusto per scegliere un tappeto? 

Valutare innanzitutto il fattore estetico e dunque il primo impatto visivo: l’oggetto ti deve parlare, ti deve dire qualcosa e soprattutto ti deve piacere. Funziona esattamente come per un quadro o una scultura, il tappeto è un oggetto d’arte. Se riesce a creare in te una sensazione, farti sentire un’emozione, allora stai seguendo la strada giusta. Naturalmente devono essere poi valutati altri aspetti legati all’uso che ne devi fare come le dimensioni, i colori e il costo.

Quanto è importante avere un consulente che ti indirizzi correttamente? 

È fondamentale! Pensa al cliente medio, messo davanti a due oggetti “simili”, come può comprenderne le differenze in termini di provenienza, storia e valore? Ognuno ha le sue competenze ed è giusto affidarsi a persone che hanno studiato per questo e si son fatte un’esperienza sul campo. Oltre a ciò è importante la fiducia nel consulente; si tratta di un mondo davvero molto vasto e servono tanti anni per conoscere il mercato. La fidelizzazione è di sicuro il miglior modo per comprendere se le persone credono in te e nel tuo lavoro.

Quali sono i servizi che offri ai tuoi clienti? 

Tutto ciò che ruota intorno al mondo del tappeto; partendo dalla consulenza e la ricerca, fino al restauro, al mantenimento e lavaggio. Detto questo, desidero che i miei clienti percepiscano questi spazi, queste sale, come una vera e propria Galleria d’arte, pronta ad accoglierli. Penso che le persone dovrebbero entrare nell’ottica di vivere un’esperienza e farsi seguire da un esperto che li indirizzi a seconda delle loro esigenze. 

Quali sono le nuove tendenze nel mondo del tappeto? 

Sicuramente minimaliste. Non c’è più il super floreale come colori e gusto; tappeti che magari richiamano l’Oriente, ma non per forza il Medio Oriente, piuttosto l’estremo oriente come la Cina. Utilizzo molto anche tappeti marocchini, quindi stile Marrakech, stuoie berbere, sahariane, sempre e comunque dal sapore minimalista. Tra i tappeti più venduti oggi anche i Nichols ai tempi destinati al mercato americano.

Tendenza Nichols?

Assolutamente. Si tratta di tappeti cinesi nati agli inizi del ‘900 destinati al mercato americano. L’iniziativa fu di un mercante statunitense, Walter Nichols, che decise di trasferirsi in Cina e produrre questa tipologia di tappeti. Lane setose e brillanti dallo spessore importante; assenza di bordura per aprire lo spazio e colori vivaci che vanno dal verde smeraldo al rosso, porpora, prugna. L’insieme di questi aspetti li rende molto contemporanei e ti permette di utilizzarli con l’arredo moderno. Aggiungo che non sono eccessivamente costosi e ciò li rende ancora più interessanti.

Gli amanti del super moderno cosa ti chiedono? 

In genere premettono fin da subito che stanno cercando qualcosa di moderno. A quel punto mostro loro le tipologie che ho disponibili anche se sul moderno c’è un vincolo che diventa difficoltoso e lo rende poco vendibile. Mi spiego meglio. Il novanta per cento delle aziende che trattano il moderno seguono il “custom made” ovvero lavorano su misura e non hanno nulla di pronto se non in misure “standard”. Quindi forniscono un piccolo campione, generalmente 40 × 40 cm, e con quello si sceglie il tappeto con le dimensioni a piacere. È rischioso, il cliente normalmente preferisce provare prima di decidere… e le tempistiche sono impegnative, parliamo di svariate settimane fino ad arrivare a cinque o sei mesi d’attesa. 

Come si riconoscono i tappeti? 

Purtroppo non esistono certificati o carte d’identità. Sorride. Esistono degli esperti! 

In realtà ci sono dei tappeti firmati, sono un numero davvero limitato, e in quel caso non puoi sbagliare anche se di questi ne esistono riproduzioni. Per il resto devi affidarti alla competenza di chi se ne occupa e studia da anni il mondo dei tappeti; bisogna verificare la grandezza del nodo, la tipologia delle lane utilizzate, i colori, l’usura di un oggetto. Insomma sono davvero tanti gli aspetti da valutare con cura e con occhio esperto.

Nel tempo, oltre ai tappeti, hai inserito oggettistica e design… 

Tutto fa parte della mia filosofia di pensiero. Gli oggetti che tratto ed espongo in Galleria sono intrisi di storia e significato, non commerciale, ma culturale. Si integrano perfettamente nel mio progetto di ricerca all’interno delle diverse culture del mondo che hanno molto da raccontare. Quindi mi sono appassionato alla gioielleria etnica; tramite una zia che vive a Mestre ed è una designer di gioielli, ho approfondito il mondo del vetro da collezione, più precisamente delle Murrine antiche; i kimono e le giacche provenienti dal Giappone; oggetti d’arte scultorea italiana, africana, indiana o cinese. Un mondo da scoprire a disposizione di quanti avranno il desiderio di venirci a trovare alla Rachtian Gallery.

Rachtian Gallery 

di Manuel Rachtian  & C. Srl

Corso Palestro, 41, 

25122 Brescia BS

Tel: 030 42960 / 030 293524

Mail: info@rachtiangallery.com

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