Grazie a Laura Facchetti, Presidente di Coldiretti Brescia facciamo luce su un comparto, quello dell’agricoltura, strategicamente impattante sull’economia del nostro Paese. Un fondamento, un valore, un bene da tutelare, il principale vanto del nostro made in Italy. Sostenere e assistere la filiera è oggi l’obiettivo primario in un settore davvero molto complesso.

Tecnologia, intelligenza artificiale, ricerca e sostenibilità.
“L’Agricoltura guarda al futuro: ricerca, formazione e innovazione” è stato il tema del Vostro ultimo Convegno di gennaio. Come state affrontando oggi le sfide legate al cambiamento climatico, alla digitalizzazione e agli ultimi dictat tecnologici? Quella delle nuove tecnologie è una tematica importantisima, un’opportunità che, come Associazione di rappresentanza e assistenza dell’agricoltura italiana, abbiamo il dovere di sostenere. É miglioramento, è quell’evoluzione in grado di condurci ad affrontare la competitività, il cambiamento climatico fronteggiando anche quegli eventi catastrofici che possono spesso minare la continuità delle nostre aziende. Riteniamo fondamentale l’introduzione delle TEA (Tecnologie di Evoluzione Assistita) come evoluzione dell’agricoltura per garantire competitività, sostenibilità e resistenza al cambiamento climatico, distinguendole nettamente dagli OGM. Le TEA infatti, non sono organismi geneticamente modificati ma migliramenti di quelle stesse specie. Le TEA non inseriscono DNA estraneo, a differenza dei vecchi OGM, ma riproducono meccanismi naturali in modo preciso permettendo di ottenere piante più resistenti a funghi, batteri e cambiamenti climatici, riducendo la necessità di input chimici. Le stiamo già sperimentando in Lombardia su riso, vino e olio osservando grandi risultati che probabilmente ci permetteranno una capillare diffusione già alla fine di quest’anno.
É notizia recente il recupero delle risorse Pac di ben 10 miliardi di euro, fondi che torneranno agli agricoltori italiani. Oggi cosa è necessario fare a difesa e a tutela del Made in Italy per porre finalmente al centro il ruolo dell’agricoltore a tutela del territorio, dell’economia ma soprattutto del consumatore? Rispetto all’ipotesi iniziale di un taglio di circa il 25% delle risorse Pac si è riusciti a recuperare complessivamente ben 10 miliardi di euro anzichè 9. Risorse che saranno necessarie per sostenere tutte le imprese del comparto agricolo, anche le più piccole. Oggi spetta a noi, come Coldiretti, lavorare verso la semplificazione, affinchè il recupero e la gestione dei fondi possa avvenire in maniera rapida e agevole affrontando le complicazioni burocratiche e sostenendo soprattutto le piccole imprese. Vogliamo inoltre tutelare la nostra biodiversità, il nostro made in Italy, tenendo alto il valore dei nostri prodotti. Puntiamo a rafforzare e accrescere l’export agroalimentare italiano, oggi pari a 73 miliardi di euro. Vogliamo inoltre proteggere il nostro made in Italy anche da quel Italian Sounding oggi tanto “amato” all’estero, valorizzando l’autenticità e tracciando la filiera per distinguere il vero prodotto italiano. É necessario lavorare verso questa tutela attraverso un approccio basato sì sulle certificazioni ma anche sulla tracciabilità digitale, sull’educazione del consumatore e nei confronti degli accordi internazionali.

A cosa punta oggi il settore agricolo bresciano? Quali sono i vostri obiettivi nel breve e medio termine? Il nostro obiettivo è quello di far star bene le nostre aziende, assicurandogli un reddito che possa permettere loro una continuità serena. Oggi esistono numerose criticità sui cui riflettere, la situazione del mercato del latte, ad esempio, che scricchiola, così come i problemi sanitari che vanno a incidere sul mercato dei suini. Coldiretti si sta impegnando su questo fronte ma anche per implementare i contratti di filiera, verso un riconoscimento di valore del nostro prodotto agricolo, dalla produzione alla trasformazione. Oggi affrontiamo anche il dilemma dei selvatici, soprattutto nella nostra provincia, una problematica impattante e severamente accusata dagli agricoltori spesso minacciati dalla presenza massiva di cinghiali, nutrie e lupi. Imprevisti che ledono le nostre aziende, causano problemi sanitari e limitano la sicurezza delle persone. Come Coldiretti Brescia, inoltre, promuoviamo attivamente l’educazione alimentare nelle scuole primarie, grazie all’intervento delle nostre donne impresa Coldiretti, con progetti pluriennali che coinvolgono migliaia di alunni, puntando su dieta mediterranea, stagionalità, sostenibilità e lotta al cibo spazzatura. Attraverso lezioni in classe, visite in fattorie didattiche e mercati di Campagna Amica, l’iniziativa mira a formare consumatori consapevoli fin da piccoli affrontando anche le tematiche del cibo ultra processato.
Cosa vi aspettate invece riguardo al Mercosur tra concorrenza sleale e mancanza di regolarità per merci che provengono nel nostro Paese non rispettando le stesse regole? Accordi di libero scambio che non prevedono la reciprocità. Perchè l’Europa deve svendere l’agricoltura per avvantaggiare altri sistemi produttivi? Cosa chiedete a riguardo? Chiaramente siamo assolutamente aperti agli scambi commerciali al fine di portare il nostro prodotto, così amato e così ambito, in tutto il mondo. Dall’altra parte vogliamo e abbiamo il diritto di ricevere determinate tutele. Sto parlando di accordi che possano proiettarci in un ambito di concorrenza leale, sostenuta dal principio di reciprocità secondo il quale ogni prodotto che entra in Italia deve necessariamente possedere le stesse caratteristiche di quelli già presenti sulle nostre tavole. Non chiediamo altro che giustizia. Desideriamo peraltro rafforzare anche i controlli, oggi purtroppo fermi a un misero 3% sulle merci importate.
Pensando al nostro territorio, così ricco di eccellenze, è naturale affrontare la tematica della viticoltura bresciana. Quali sono oggi i trend di mercato e le prospettive future? Stiamo assistendo a un minor consumo di vino soprattutto sui giovani che, se un tempo venivano attratti da vini più corposi e strutturati oggi scelgono un prodotto più “facile”. Una tendenza che sta diventando europea dando avvio ad un leggero calo. Fortunatamente il nostro territorio e quindi Brescia, grazie all’altissima qualità dei suoi vini, sta reggendo molto bene tale contingenza. É importante però, nei prossimi anni, andare a ricostruire un rapporto con il consumatore ma soprattutto riuscirsi ad orientare nelle produzioni, nelle quantità, per non appensatire troppo i produttori.
Filiera agroalimentare come elemento di crescita e di futuro per il Paese. Una risorsa che ci caratterizza, che ci identifica, il nostro grande tesoro. Quali saranno le prossime che sfide che vi vedranno in prima linea? Andremo avanti a lavorare e a portrare avanti le nostre istanze. L’Europa deve rimettere al centro l’agricoltura per il bene della stabilità del Paese, poichè senza agricoltura non c’è economia e non esiste futuro. Rispetto ad altri paesi come India, Cina e America forti di grandi investimenti sull’agricoltura noi ci siamo ritrovati quasi in “coda” reclamando e faticando per ottenere quelle risposte che avevamo con la precedente pac. Oggi vogliamo rimettere al centro l’agricoltura come settore strategico e riconoscerci in questo concetto è di fondamentale importanza. Le sfide sono tante in un settore davvero complesso.
Presidente Laura Facchetti, Coldiretti Brescia è presente sul territorio con tante anime diverse: Giovani Impresa, Donne Coldiretti, Senior Coldiretti, Campagna Amica, Terranostra e una rete sempre più articolata di mercati agricoli. Che cosa raccontano tutte queste attività? Coldiretti Brescia è una grande comunità che lavora ogni giorno per tenere insieme agricoltura, persone e territorio, con un’attenzione concreta ai bisogni delle imprese agricole e dei cittadini. Ogni movimento rappresenta un tassello fondamentale di questo impegno. Giovani Impresa, guidata a livello provinciale da Alessandro Scartapacchio, è il motore dell’innovazione: giovani imprenditori che investono in sostenibilità, nuove filiere, tecnologia e multifunzionalità, dimostrando che l’agricoltura bresciana ha futuro. Donne Coldiretti Brescia e anche Coldiretti Lombardia, sotto la guida di Nadia Turelli, rappresenta una forza straordinaria fatta di competenze, visione e capacità di fare rete. Le donne sono protagoniste non solo nelle aziende agricole, ma anche nei percorsi di educazione alimentare, welfare rurale, attività sociali e valorizzazione del cibo come bene comune. Il gruppo Senior Coldiretti Brescia, presieduto da Angelo Visini, custodisce l’esperienza e la memoria del mondo agricolo, creando un dialogo continuo con le nuove generazioni e rafforzando il senso di appartenenza e comunità. Un ruolo centrale lo svolge Campagna Amica, guidata a Brescia dalla presidente Elvira Lazzari. I mercati settimanali diffusi sul territorio e, in particolare, il mercato agricolo coperto di Brescia in piazzetta Cremona 12, rappresentano un punto di riferimento stabile per cittadini e famiglie. Qui è possibile acquistare prodotti freschi, sani, stagionali e locali, direttamente dagli agricoltori, con la garanzia dell’origine e della trasparenza. Un modello che tutela il lavoro delle imprese agricole e assicura al consumatore un giusto rapporto tra qualità e prezzo, rafforzando il legame di fiducia tra città e campagna. Accanto a questo c’è Terranostra, presieduta da Tiziana Porteri, che valorizza l’agriturismo come espressione autentica del territorio, dell’accoglienza rurale e della cucina legata alle produzioni agricole locali. I mercati agricoli non sono solo spazi di vendita, ma presìdi di fiducia, di relazione e di educazione alimentare. In un momento in cui il costo della vita incide fortemente sulle famiglie, offrire cibo buono, sano e accessibile è anche una responsabilità sociale. È questa la Coldiretti Brescia di oggi: un’organizzazione presente, concreta, che difende il Made in Italy e porta ogni giorno l’agricoltura vera nelle piazze, nei quartieri e nelle case dei cittadini.