ROSSANA DIAN non sono solo prodotti… sono vita!

Conosco Rossana da vent’anni, penso di essere stata una delle sue prime follower su instagram, sul suo account “cucinosano” (ad oggi svetta a quasi 400mila followers), cucino con le sue padelle antiaderenti, utilizzo quotidianamente i suoi prodotti skincare e haircare ma prima ancora ho deciso di sposare la sua filosofia di vita facendola mia. Questa non è amicizia ma fiducia e credibilità. Ho molte amiche che hanno condotto businness più o meno fortunati ma nessuno di questi ha travolto le corde più profonde del mio “io”. Probabilmente perchè Rossana è un’imprenditrice fuori dal coro, estranea da quegli sterili interessi che, sì ti permettono una vita facile e brillante, ma che altrettanto non combattono con le coscienze. Puoi capire il senso della sua imprenditorialità solo ascoltando la sua storia, il suo sapere, quella spasmodica fame di conoscenza che è stata capace di guidarla anche nelle missioni più dure e “disarmanti”, come la battaglia contro i PFAS di cui si è fatta “soldato”. Rossana Dian non vende padelle, shampoo e detersivi, vende una promessa che naturalmente eleva la qualità della nostra vita e di chi arriverà dopo di noi. Un’imprenditorialità consapevole, colta e lungimirante.

Intervista a Rossana Dian founder di Cucinosano, Balique e Amadea

Cosa ti ha condotta a cinquant’anni a stravolgere la tua vita e a voler diventare un’imprenditrice? In realtà, alcuni anni fa, quando su Instagram ho aperto il profilo “cucinosano”, non avevo in mente un business o una particolare vision d’impresa. Inizialmente, desideravo solo sdoganare il concetto che lega il mangiare sano alla parola dieta intesa nel suo senso più triste quello della privazione, soprattutto nel gusto e nella soddisfazione a tavola. Pubblicavo ricette, storie e tutorial per rendere l’approccio verso un’alimentazione corretta ed equilibrata il più gustoso e attraente possibile. Successivamente è nata la linea di pentole e padelle “cucinosano”, un’esigenza più che un vero business nata da una personale crociata contro la tossicità e i danni provocati da alcuni rivestimenti. Con cucinosano ho dunque desiderato mettermi al servizio prima di tutto della mia salute e poi di quella del pianeta. Questo poi si è tradotto in una grande impresa nel vero senso della parola. Un’avventura faticosa e complicata in primis perchè sono una donna. Oggi si parla tanto di inclusività ma dal momento che, realmente ti confronti con gli uomini, che pensano sempre che noi donne siamo scese da un altro pianeta, ti imbatti in problematiche ancora sfortunatamente troppo legate al pregiudizio e il senso di chiusura è veramente innegabile. Fai fatica a imporre il tuo credo ed essere presa sul serio, devi batterti doppiamente perchè loro alla fine possano stimarti e avvalorare la tua tesi. Nonostante questo, cucinosano è stata l’impresa più importante, quella che ho amato di più perchè finalmente mi ha concesso di acquistare credito, fiducia convalidando i miei sforzi, i miei interessi e le mie ambizioni. Purtroppo vivo eternamente con la sindrome dell’impostore, non faccio mai nulla per soldi ma per “tesorizzare” umanamente una precisa esigenza. L’ho fatto per cucinosano creando una linea di pentole amiche della salute, prive di PTFE (Teflon), PFOA, BPA, GenX e Nickel, per Balique mettendo a punto una collezione di prodotti per l’haircare estremamente performanti e oggi con Amadea, l’ultima nata della “saga”, dando vita ad una linea di prodotti per la pulizia della casa naturale, biodegradabile, senza PFAS e valorizzata da una profumazione unica che non ha nulla a che vedere con i comuni igienizzanti.  Credo molto in Amadea, un prodotto ma anche una filosofia: un prodotto che non inquina ma che pulisce, che igienizza ma che non  impregna casa, mobili, oggetti e tessuti con i classici odori così acidi e asprigni inebriandola grazie ad una fragranza unica quasi da indossare. Et voilà una casa pulitissima ma soprattutto profumatissima.  A proposito di imprenditorialità femminile credo fortemente che per noi donne sia quasi congenito affrontarla. La nostra organizzazione mentale ci costringe ad occuparci necessariamente e quotidianamente di casa, figli, lavoro, cucina, organizzazione famigliare, è come se fossimo la trasposizione umana di un documento di Excel. Problem solving e capacità organizzativa fanno parte del nostro DNA, scorre in noi naturalmente e si riflette sulla sfera professionale. 

Prima con Cucinosano, poi con Balique e infine con Amadea Home, un fil rouge che racconta passioni ed esigenze femminili. Come nasce un progetto e come lo sviluppi? Nasce sempre da una chiara necessità. Il primo passo è stato il profilo instagram per comunicare che il sano è anche gustoso, il secondo è stato la linea di pentole pe proteggerci dalla nocività di certe sostanze altamente cancerogene mentre Balique è nato in pieno lockdown. L’haircare è sempre stato nelle mie corde avendo fatto la parrucchiera e frequentato un corso di tricologia ho pensato di investire il mio know how. Desideravo creare un prodotto altamente performante che potesse superare le aspettative anche durante una piega a casa, un’esigenza che soprattutto durante il Covid moltissime donne hanno provato. Ho iniziato a cercare il miglior laboratorio che potesse attuare concretamente questa vision. Volevo un prodotto differente, non diluito, puro al 100%, proprio come si faceva una volta. Sono partita dall’analisi e dallo studio delle materie prime e degli olii essenziali, tutti italiani e finalmente ho dato vita ad una collezione che oggi oltre alla piattaforma on-line viene commercializzata dalle migliori farmacie d’Italia. L’obiettivo è sempre stato quello di conquistare la fiducia delle persone ma soprattutto quello di dare vita al tanto sospirato “effetto wow”. Quando compriamo on-line spesso l’aspettativa è scarsa, io volevo superarla e creare affettività. 

In un mondo, quello dell’on-line, oggi così “corrotto” dalla banalità e dall’approssimazione quanto è importante la credibilità? La credibilità è tutto. Spendo la mia credibilità solo ed esclusivamente in un prodotto in cui credo e porto avanti una rigida politica dei valori. “Accolgo” nella mia sfera dei preferiti solo ciò che è favoloso per me escludendo in maniera integerrima le così dette “marchette”.  Sostengo solo quelle aziende che prima di tutto scelgo per me stessa, per la cura della mia persona, della mia casa e della mia alimentazione e quando si tratta di collaborazioni analizzo profondamente ogni aspetto, visito personalmente le aziende e attuo prima di tutto il meccanismo della coscienza e della consapevolezza. Essere credibili è fondamentale, se non lo sei tradisci chi ti sceglie.  Lo so, i miei prodotti sono costosi, ma custodiscono dei plus importanti, il made in Italy e la cura per il pianeta.

Quali sono i valori, le visioni e le idee che hai portato nei tuoi brand di cui sei maggiormente orgogliosa? Sicuramente il fatto di fare la cosa giusta per le persone che mi acquistano. Acquistano un prodotto ma anche quello in cui io credo. Ad oggi la credibilità è una delle monete più importanti da poter spendere.

Qual è stata la vera forza della tua ascesa imprenditoriale? Scozz.  Mio marito.  Senza dubbio.  Mi ha spronata a cambiare lavoro, mi ha sostenuta per due anni nell’inseguire la mia passione che inizialmente non prevedeva sponsorizzate, collaborazioni, parlava solo di me, della mia cucina, diciamo della storia della mia famiglia ricevendo in brevissimo tempo un seguito esponenziale.  Scozz ha in un certo senso incoraggiato questa forte ascesa perchè potessi davvero occupare un ruolo sempre più professionale e importante, soprattutto per me stessa. Mi incoraggiava a spingermi verso quelle azioni che io ritenevo poco adatte a me incentivando ogni mio futuro slancio. Mi ha sempre sostenuta, incitata e apprezzata. Probabilmente se avessi ascoltato amici e parenti ad oggi non avrei nè Balique nè Amadea. Molte persone non credono nel rischio, non ti spronano perchè a loro volta, probabilmente, hanno sempre avuto paura. Non percepiscono la tua potenzialità. Molto spesso relazionandomi con gli altri mi sento dire: “ma tu Ross sei fortunata”. Io che sono caduta cento volte e rialzata altre mille… una volta che ne azzecco una (NDR e ride).

Nel fare impresa l’età ha costituito un vantaggio o uno svantaggio? Un grandissimo vantaggio.  Ho fondato Cucinosano a 47 anni.  Molte donne, all’alba della menopausa circoscrivono il loro futuro in un “ring della sfiducia”. Avere cinquant’anni significa possedere coscienza, palle, perspicacia, scaltrezza, cominci davvero a capire che se vuoi fare qualcosa lo devi fare soprattutto per te stessa dopo una vita spesa per gli altri. Combatti con te stessa per te stessa. Non è favoloso? Sprono sempre le donne della mia community a provarci quantomeno per portare a casa una straordinaria esperienza.

A cosa non rinunceresti mai? A tutto quello che ho costruito. La mia casa, i miei cani, il mio orto.  Se tempo fa mi avessero chiesto di formulare un sogno per il futuro non avrei potuto nemmeno immaginare una vita più bella di questa anche se vivo con quell’eterno senso di angoscia che questa felicità possa infrangersi da un momento all’altro.

Quale sarebbe stato invece il piano B della tua vita? Ce l’ho ancora un piano B. C’è sempre un piano B. Il mio è una casa al mare, forse alle Canarie e non so nemmeno perchè, non ci sono mai stata. Vorrei una casa in riva al mare è lì che immagino la mia “pensione” con Scozz.

Pensando al passato hai un rimorso o un rimpianto? Ne ho migliaia.  Il più vivo e importante è senza dubbio quello di non essere stata accanto a mia mamma durante la malattia. Lavoravo all’estero e vivo con il rimorso per non averla sostenuta come avrei voluto.   Uno dei rimpianti più grandi è stato quello di non aver studiato all’estero. Io e l’inglese siamo due cose agli antipodi. 

Qual è stata la soddisfazione più grande di questi ultimi anni? Costruire l’orto di casa mia! Una follia, anche dal punto di vista economico! La soddisfazione più grande è stata quella di aver finalmente trovato quel balance che nella vita tutti cercano. Trovarlo a cinquant’anni è una vera fortuna. Ogni mattina mi sveglio felice e ogni sfera della mia vita mi soddisfa pienamente.

Ti sei sempre battuta verso la tutela e la prevenzione portando avanti una vera battaglia digitale sui rivestimenti, in questo caso di pentole e padelle, nocivi e pericolosi per la salute. Non hai mai avuto timore o paura di sollevare “polveroni” scomodi? Sono anche arrivati i polveroni scomodi!  Ho ricevuto minacce pesanti gestite oggi dai miei avvocati.  La mia battaglia contro i PFAS, iniziata nel 2016, è stata sostenuta anche da Matteo Viviani che grazie alle Iene ha saputo approfondire al meglio l’argomento.  Inizialmente quando da sola portavo avanti questa crociata, analizzando, studiando e svolgendo una vera inchiesta sulla materia arrivarono minacce davvero crude e importanti.

Ma chi te lo ha fatto fare? La coscienza, non posso non lottare per questo. Sapere che in Italia intere popolazioni lottano mensilmente con screening PFAS e minacce di cancro mi fa rabbrividire.  É necessario dare voce a queste persone.  Il mio obiettivo è quello di fornire agli abitanti delle così dette “zone rosse” una sovvenzione statale per poter installare dei depuratori che fermano PFAS e arsenico nelle proprie case. 

Oggi ti senti una donna realizzata o credi che nella tua vita ci sia posto e tempo anche per altre avventure? Sinceramente sarei anche a posto (e ride). Sicuramente andrò ad implementare la gamma per la casa Amadea integrandola con nuovi prodotti estesi alla pulizia. Il sogno è quello di battermi sempre per i valori in cui credo di più: animali e persone. Mi piacerebbe spingermi nel settore dell’alimentazione per cani unicamente per dare un contributo importante e non per fare business.  Desidero inoltre dare vita a “canili interattivi” ovvero postazioni destinate a cani in stato di abbandono in grado di non farli sentire mai soli integrate con device che possano permettere una comunicazione con loro e una videosorveglianza.  Nessun cane deve sentirsi abbandonato. Un altro grande sogno è quello di riuscire a creare una community per donne maltrattate e per i loro figli. É sicuramente un obiettivo molto ambizioso ma sto già predisponendo un programma serio e concreto. L’idea è quella di ricavare dieci appartamenti da una cascina trasformandola in una casa per donne che subiscono ogni tipo di violenza nella speranza che possano redimersi da questa condizione e non sentirsi mai sole. Vorrei offrire loro non soltanto un alloggio, ma fiducia, condivisione, amore, una chance per tornare a credere in se stesse. Il sogno è quello di dare vita ad un progetto tutto mio, per far stare bene le persone. 

Quando oggi ti domandano “di che cosa ti occupi” cosa rispondi? Che domanda difficile.  Non so mai cosa rispondere.  Se dico che faccio l’influencer viene recepito in maniera “confusa”,  se dico che faccio l’imprenditrice digitale vengo automaticmente associata ad una sfera che non descrive al meglio quella che reputo una missione ovvero la mia filosofia di vita. Cosa dire? Trade commerce, vendo prodotti attraverso l’on-line? E spero che poi si fermi lì la questione. Non sono sempre pronta a raccontare la storia della mia vita, dipende da chi ho di fronte. Cucinosano, Balique, Amadea…  non sono solo prodotti, sono vita.

Total
0
Shares
Previous Article

Apostoli interior The Rose Club primo capitolo

Next Article

Emanuela Perucchini il fascino della longevità vivere bene vivere a lungo

Related Posts
Leggi di più

Patrizia Chiari

“SONO UN’ENTUSIASTA. PER ME LA ViTA RAPPRESENTA OGNI GiORNO UN’AVVENTURA DA ViVERE CON iMPEGNO, MA PUR SEMPRE CON…
Leggi di più

Rachtian Gallery

Quando il tappeto è un’opera d’arte “…l’oggetto ti deve parlare, ti deve dire qualcosa  e soprattutto ti deve…
Processing...
Thank you! Your subscription has been confirmed. You'll hear from us soon.
ErrorHere