SIMONE PEDERSOLI contagiosa felicità

25 anni e una carica esplosiva capace di rubarti il cuore ma soprattutto il sorriso. Eh sì perchè Simone è unicamente questo, un ragazzo che ha saputo trasformare le sue “debolezze” in una straordinaria gioia di vivere, un rimedio esistenziale che, al di là delle varie disabilità, potrebbe realmente aiutare moltissime persone se non altro ad apprezzare maggiormente la vita e tutto il buono, il bello ma anche il brutto che ci circonda. Semplicemente con il sorriso.

Intervistare Simone Pedersoli non è semplice come si possa pensare. Prepari l’intervista con una serie di domande incentrate anche sulla disabilità che l’ha colpito da bambino, la Sma, una malattia genetica che gli impedisce di camminare e di muoversi liberamente ma ben presto ti accorgi che il fulcro della sua vita è molto altro e che, a lui della malattia davvero non importa nulla perchè quella non è altro che la sua normalità. Simone non è la sua disabilità ma un mondo totalmente differente e agli antipodi dalla brutalità della malattia. Un punto di vista  a cui non ero preparata, un’autentica gioia di vivere colma di potenza, energia, intensità e di tutte quelle sane ambizioni, non materiche ma soprattutto spirituali, capaci di trasformare grandi scogli in infinite praterie. 

Gerry Scotti ti ha definito un influencer della felicità e della disabilità. Come ti senti a convivere in questo doppio ruolo?

In realtà Gerry mi ha definito influencer della positività e della felicità, la disabilità è un’aspetto sottinteso e non gioca un ruolo fondamentale nella mia vita.Sui miei profili social io racconto sempre la mia normalità che traduce sempre qualcosa di speciale. Parlo indirettamente di disabilità e riguardo alla malattia in sè non accenno nulla, penso che sia proprio questo il mio punto di forza. Affronto tematiche sensibili, raccontando la mia quotidianità e dimostro ai miei followers che anche se si è affetti da una malattia invalidante come la mia si può vivere benissimo e ci sono tantissime cose belle che si possono fare. Il mio obiettivo è proprio quello di infondere felicità e positività e penso di esserci riuscito.

Quando hai deciso di dedicarti al tuo pubblico sui social e diventare influencer?

Con grande naturalità, diciamo che questa inclinazione è cresciuta con me. Da piccolo giravo per la Sacca, in provincia di Esine, dove vivo, con una carrozzina diciamo un po’ custom, più “fuoristradata”, adatta ad esempio per girare nei prati e in montagna.  Papà montò anche una super radio ed io giravo a tutto volume per il paese rubando le attenzioni e la curiosità delle vecchiette.Pubblicavo su facebook contenuti di questo tipo raccontando le mie giornate. In quel momento capii che quella poteva davvero essere la mia strada e quando Instagram iniziò ad incontrare quel grande successo di pubblico iniziai a raccontarmi con più dedizione e sollecitudine. In realtà dietro ad ogni video c’è tantissimo lavoro, il dietro le quinte dei miei reel è davvero complesso e mi impegno tantissimo per dare sempre il massimo, con passione e divertimento.

Come sta cambiando il mondo dei social? Pensi che possa rappresentare un’arma a doppio taglio?

Dall’introduzione di Tik Tok e dal suo successo abbiamo di certo assistito ad un bel cambiamento. Se prima i tuoi contenuti venivano seguiti unicamente dai tuoi followers oggi con l’introduzione di nuovi algoritmi e di nuovi social è cambiato totalmente il sistema delle visualizzazioni. Instagram ha deciso di passare a un feed basato su un algoritmo che mette in ordine i post sulla base degli interessi degli utenti aumentando il bacino di interazione. Oggi ogni video che pubblico raggiunge una platea gigantesca che va molto al di là del mio “cerchio” di amicizie (NDR Simone su Instragram ha oltre 100 mila followers e su Tik Tok 330 mila).Da una parte sono estremamente felice di potermi far conoscere da un parterre più ampio ma dall’altro, nutro qualche perplessità perchè rischi di “avventurarti” in una vera jungla  non sempre abitata da animi buoni e positivi.Penso si sia un po’ persa la vera essenza dei social, quella “famiglia” digitale di fiducia: gli amici. 

Qual è il pubblico che preferisci?

Sicuramente i bambini, i ragazzini dai 10 anni in sù. In realtà non potrebbero per legge gestire autonomamente un profilo social e in effetti sono sempre i genitori a scrivermi.All’ultimo Motor Bike Expo, la Fiera di Verona dedicata al mondo delle motociclette in tantissimi sono venuti a conoscermi e a farsi un selfie insieme a me. Mi vogliono bene e sono sempre entusiasti quando mi incontrano.

Hai sempre desiderato raccontare la tua normalità considerando la disabilità come una fortuna. Quali sono gli aspetti più valorizzanti della tua normalità?

É difficile rispondere a questa domanda perchè io la mia disabilità davvero non la riconosco o meglio, per me è assoluta normalità.Non posso parlarti di pregi o difetti ma ti posso solo dire che ha rappresentato un passepartout importante per il mio successo sui social e questo aspetto mi ha aiutato tantissimo a crescere e a far conoscere il mio mondo.Sono riuscito a realizzare un sogno e al contempo sono felice e orgoglioso della persona che sono diventato e non cambierei proprio nulla della mia vita.

Com’è nata l’idea di scrivere un libro?

Sono un vulcano di idee e se la mattina mi sveglio con un’ispirazione devo assolutamente portarla a termine. Durante la quarantena, nel pieno del primo lockdown, decisi di raccontarmi in un libro e non solo sui social.Iniziai a scrivere e in due settimane conclusi il manoscritto. 

Ci sono voluti poi due anni per sistemarlo alla perfezione e trovare una casa editrice che lo pubblicasse. A dire il vero non sono mai stato un portento in lettere e sono stato aiutato nella stesura; se ho pubblicato un libro io lo possono fare tutti! (NDR e ride). 

Con “I Sogni hanno le ruote” (edizioni Piemme) che tipo di messaggio hai desiderato dedicare al tuo pubblico di lettori?

L’unico denominatore comune che esprime al meglio l’essenza della mia vita è la normalità.Sia sui social che sul libro ma anche nella vita vera di tutti i giorni voglio comunicare proprio questo. Nel sottotitolo ho voluto inoltre esprimere quanto sia fondamentale nella vita di tutti noi la felicità: “La Felicità torna sempre se sorridi”. Sono convinto infatti che il sorriso, la positività e la felicità siano i valori più importanti per affrontare la vita e chi ci sta vicino. É bello sorridere alle persone per strada ed essere contraccabianti, in fondo il sorriso è contagioso e la felicità che doni in un modo o nell’altro torna sempre indietro. É un “boomerang” di allegria. E poi diciamocelo, non vale la pena essere tristi. 

Moltissimi personaggi del mondo dello spettacolo si sono avvicinati a te. Qual è stata l’esperienza che conservi con più soddisfazione e piacere?

Ultimamente sento sempre Gerry Scotti e siamo davvero diventati grandi amici. Ho tante conoscenze nel mondo dello spettacolo. Ho incontrato anche Rocco Siffredi a cui ho regalato un bel salame della Valle Camonica (NDR e ride). Ho fatto amicizia con Noemi che mi ha invitato a un suo concerto, Claudio Lauretta, Pika, Pintus, potrei elencarne davvero molti altri. 

Gerry Scotti ti ha donato 30.000 Euro e tu a tua volta hai deciso di donarli alla ricerca… 

É stata una bellissima esperienza. A “Caduta Libera” quando io e Gerry ci siamo incontrati la prima mi vennero donati 30.000 euro. Decisi di devolverli totalmente alla Asamsi la Onlus che riunisce tutte le persone affette da SMA formata per lo più da famiglie che quotidianamente affrontano questa patologia. Fare del bene è molto più bello che riceverlo. Io amo fare regali. 

Ti confronti con ragazzi che hanno la tua stessa disabilità?

Sì, tempo fa ci riuscivo mentre oggi sono letteralmente sopraffatto da mille messaggi e tra questi mille faccio davvero fatica a cogliere il vero e il buono. In passato ho sempre cercato di aiutare ragazzi nella mia stessa situazione cercando di sostenerli soprattutto aiutandoli ad osservare la vita diversamente. É molto difficile pero’, le persone con una disabilità fanno davvero fatica a comprendere la vita come me. Io l’ho sempre vista “colorata”, magica, è un punto di vista molto difficile da raggiungere. Oggi, anche se non rispondo ai mille messaggi che ricevo penso di riuscire, attraverso i miei contenuti, a dar loro un valido supporto infondendo gioia di vivere.Qualche aiuto secondo me arriva. Il mio obiettivo è proprio quello di sollevare tutti dai mille pensieri o dagli imprevisti che la vita purtroppo ci impone. 

L’amore immenso per la tua famiglia, i tuoi nonni, i tuoi genitori, la tua vita vera custodisce la profondità del senso della famiglia…

La prima frase del mio libro è dedicata alla mia famiglia, una piccola citazione particolarmente ispirante che ho voluto prendere da “Fast & Furious”. L’amore infinito mi lega incondizionatamente alla famiglia, il valore più importante che ho. I miei nonni sono sempre stati dei secondi genitori per me. Abitiamo praticamente insieme e trascorriamo tutta la giornata insieme, la famiglia senza dubbio ti dona una sicurezza immensa. Ma non posso dimenticare la mia seconda famiglia, i miei followers e il mio Gigi, l’inseparabile canarino.

Quali sono le tue passioni?

Sono un grandissimo appassionato di motori. Amo le supercars e il mio sogno è proprio quello di comprare una Ferrari, ma costa tantissimo (NDR e ride). Ecco il sogno c’è ma mancano le palanche. Adoro il rombo, la velocità, l’adrenalina che si prova, è un mondo che mi attira tantissimo. Pensa che sono riuscito anche a conoscere Horacio Pagani, gli ho persino chiesto di realizzarmi un furgone Pagani. Chissà se prima o poi arriverà. 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Mi piacerebbe tanto andare in televisione ma fin’ora ho sempre trovato le porte chiuse. Forse, pian piano, riuscirò a realizzare anche questo sogno. 

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