Stefano Mor

Un dna che appartiene al mondo dei motori e una verve particolarmente risoluta, interprete di quel bagaglio di esperienze che ha contraddistinto il suo brillante percorso professionale. Stefano Mor, manager bresciano, é oggi alla guida di saottini auto ricoprendo il ruolo di direttore generale  preparandosi ad affrontare con la stessa grinta e la determinazione che l’hanno da sempre contraddistinto la nuova era dell’automotive e le nuove sfide che guideranno il futuro del gruppo.

Affrontiamo le “curve” della tua vita, 

chi è Stefano Mor?

Sono cresciuto in una famiglia di piloti e l’amore e la passione per il mondo dei motori ha in un certo senso scolpito il mio DNA. Mia madre correva in Formula 3, partecipava a diversi Rally gareggiando a livelli veramente interessanti, negli anni in cui una donna al volante poteva rappresentare una condotta fuori dagli schemi. In sintesi, questa passione ereditata, si è tradotta in un’amore viscerale nei confronti dei motori, a due e a quattro ruote. Pensi che la mia prima esperienza lavorativa come venditore di automobili fu proprio qui a Brescia. Avevo solo diciannove anni e le idee abbastanza confuse ma capii subito che quella non poteva essere la mia strada. Mi spinsi quindi verso la consulenza supportando le aziende nell’utilizzo dei finanziamenti stanziati dal Fondo Sociale Europeo. 

Nel 2001 tornai al primo amore, il mondo dell’auto, lavorando per l’allora Autogerma (oggi Volkswagen Group Italia) in veste di consulente. Inizia quindi una nuova avventura assistendo le concessionarie del brand Volkswagen con l’obietivo di supportarle nella riorganizzazione dei principali processi after sales. Una delle concessionarie assegnatemi fu proprio Saottini Auto. 

Quello rappresentò un periodo di grande crescita, esperienze che sicuramente affinarono moltissimo la mia professionalità all’epoca ancora acerba, competenze che riuscì ad assorbire anche grazie a quei colleghi, diventati amici, che oggi, dopo vent’anni, ho ritrovato sempre qui in Saottini.

Successivamente passai in Sagam, concessionaria ufficiale Audi e Volkswagen di Milano rivestendo il ruolo di responsabile del post vendita. Parallelamente presiedetti il consiglio di amministrazione del consorzio ricambi per poi proseguire la mia carriera professionale presso Malvestiti e poi in Mercedes-Benz per gestire il post vendita della filiale di Roma. 

Rimasi in Mercedes per tre anni e quella fu la mia prima esperienza in una grande multinazionale, un percorso complicato, in una città veramente complessa quale è Roma. Ricevetti poi, nel 2016, un’offerta dal gruppo Penske e divenni Direttore Generale per i tre centri Porsche di Bologna, Modena e Mantova. Dopo due anni Eurocar Italia con il gruppo Porsche Holding mi invitò ad accopurami di Vicentini SPA a Verona, succedetti quindi a Giorgio Marra e ricoprii quel ruolo che sino ad oggi mi ha tenuto legato al gruppo.

L’avvicendamento avvenne il primo giugno, momento che mi riportò qui a Brescia alla guida del Gruppo riservando invece al Direttore “uscente” e amico, Alessandro Bettinoni, la dirigenza Vicentini a Verona.

Un’eredità quindi, quella di Bettinoni, che l’ha riportata nella sua Brescia…

Il nostro scambio di ruoli è stata una scelta direi quasi fisiologica essendo io bresciano. Alessandro ha di fatto svolto un encomiabile lavoro di ristrutturazione aziendale lasciandomi il testimone per un posizionamento ancora più efficace sul territorio. Si lavorerà tantissimo con il team per insediarsi nel tessuto bresciano e per penetrare con maggior efficacia in questo distretto che reputo casa. 

Il passato retaggio famigliare della nostra concessionaria ha ispirato al nostro gruppo l’importanza e il valore dei rapporti e quanto possa essere irrinunciabile la vicinanza con il cliente e quindi con l’intero territorio.

Cosa rappresenta Brescia per lei?

In realtà, negli anni, nonostante i vari trasferimenti ho sempre custodito qui a Brescia i miei affetti e la mia casa. Qui vivono tutti i miei amici, persone importanti e che reputo la mia famiglia avendo purtroppo perso i genitori molto presto. L’idea di rimanere legato a questa città è sempre stata una delle mie priorità e il fatto oggi di poterci stabilmente lavorare e vivere mi rende molto orgoglioso. 

A livello di strategie cosa state attuando?

Stiamo investendo moltissimo sul capitale umano.

Nella nostra azienda non esiste un padrone che “domina” o supervisiona il lavoro di ognuno, sprono ogni giorno i miei collaboratori ad evolversi in termini di responsabilità divenendo “imprenditori” di questa azienda, come se ogni “fetta” fosse la loro. Scegliere le persone giuste è fondamentale per poter attuare questo concetto tanto più in un momento così complesso per il settore. Ci troviamo di fronte ad un cambiamento epocale suggerito dall’elettrificazione, dalla digitalizzazione, dal concetto della perdita di possesso, dalla guida autonoma, quattro aspetti che da soli rivoluzionano il settore. In questo complicato panorama si è aggiunta la difficoltà nel recupero delle componenti e la relativa evasione degli ordini delle vetture. 

Questa particolare congiuntura ci ha condotti a lavorare bene sulla marginalità, affinando certi processi, curando molto i dettagli e cambiando totalmente l’approccio mentale della forza vendita. É stato traumatico all’inizio assistere a questa evoluzione ma oggi possiamo ritenerci pronti per il futuro. Il mio lavoro è proprio quello di guidare tutti i collaboratori a questi cambi di rotta al fine di rendere l’azienda sempre più fluida e dinamica. 

Nell’immagine Lorenzo Rosi e Stefano Mor.

Oggi un nuovo cantiere proprio alle spalle della concessionaria Audi sta rivelando delle novità, ci può dare un’anteprima?

Il nuovo cantiere ha in serbo due progetti importantissimi. L’estensione dell’officina Audi, a dimostrazione di un service sempre più predominante e la creazione del nuovo Cupra Garage e del salone Seat che saranno pronti entro l’inizio del 2023. Sono rientrato da poco proprio da Barcellona per la presentazione dei nuovi modelli Cupra che verranno introdotti nei prossimi anni e ne sono rimasto entusiasta. 

Siamo consapevoli che questi nuovi lanci rafforzeranno ancora di più il brand sul territorio bresciano, forte di un interesse già suscitato nell’ultimo anno.

Dal punto di vista dell’elettrificazione qual è stata la risposta dei clienti bresciani?

Direi buona, sicuramente in linea con ciò che avviene nel resto d’Italia. Il cliente bresciano è però differente e dopo aver maturato esperienze sia a Milano che a Roma, posso delinearne un profilo sostanzialmente caratterizzante. Per i bresciani l’automobile non è un mezzo ma un oggetto di valore legato alla passione. Il design ha un’incidenza importantissima e per i marchi che rappresentiamo questo aspetto gioca un ruolo dominante. Non è solo la tecnologia ad attrarre il pubblico bresciano ma anche le linee dell’auto. Le nuove piattaforme che prevedono di ospitare delle batterie sempre più grandi suggeriranno un design senza dubbio spettacolare soprattutto per quanto riguarda gli spazi interni come è avvenuto con la famiglia ID e con Q4 molto simili a segmenti di dimensioni ben più grandi. 

E poi, non per ultimo, il piacere di guida di un elettrico che è veramente straordinario, un’emozione assolutamente da provare. Sono percepibili un’erogazione e una potenza inimmaginabile, una coppia disponibile da subito che in città fa la differenza. Ecco perchè oggi personalmente guido con molto piacere le vetture elettriche. 

Questo delicato momento che coinvolge il mondo dell’automotive perdurerà?

Crediamo che il 2023 ci condurrà alla normalizzazione anche se ci vorrà ancora del tempo. Nonostante ciò il ruolo del concessionario oggi è anche saper gestire questa complessità ma soprattutto trasmettere le nuove tecnologie messe a disposizione del cliente.

L’elettrificazione di fatto occupa un ruolo di prim’ordine e necessariamente deve essere spiegata.

Sì esattamente. É necessario infondere una certa cultura ma soprattutto captarne la sostenibilità da parte del cliente. 

Mi spiego meglio, oggi come oggi la maggior parte dei clienti che si approcciano alla mobilità elettrica hanno la possibilità di installare una propria colonnina a casa o in ufficio. Brescia fortunatamente ha un progetto di sviluppo molto forte che prevederà lo stanziamento di nuove colonnine in punti differenti della città, per noi e soprattutto per i clienti più sensibili ai nuovi trend tecnologici, un grandissimo aiuto. Colonnine sempre più potenti finalmente potranno colmare le esigenze anche di coloro che dimostreranno esigenze di ricarica più frequenti fuori casa. É comunque fondamentale comprendere quello che è il nostro ruolo in questo delicato momento di transizione: non quello del classico venditore di automobili ma di consulenti esperti che sappiano consigliare i clienti nella scelta della tecnologia più adatta in base alle loro esigenze. La nostra responsabilità oggi è proprio quella di sostenere e guidare il cliente nella scelta della propria automobile.  Anche il post-vendita per noi è fondamentale. Il nostro service sta proprio ricercando figure altamente specializzate nel mondo della meccatronica proprio per soddisfare prontamente  questo tipo di evoluzione. 

Dal punto di vista della digitalizzazione invece?

Abbiamo investito moltissimo in questo ambito. Il nostro nuovo sito ne è una conferma oltre che un grande investimento. La richiesta spesso nasce proprio on-line e si fonde sul contatto umano in concessionaria. 

Ha preso forma in quest’ultimo anno, dopo due anni  di lavorazione, anche un nuovo reparto, BDC, acronimo di Business Development Center, una struttura interna all’azienda coadiuvata da sei persone dedicata alle richieste on-line o alle varie attività del post vendita. 

Un settore volto a crescere ulteriormente. Di fatto abbiamo raddoppiato la visibilità dei nostri prodotti e servizi in quanto la nostra presenza on-line è diventata fondamentale, un valore aggiunto capace di metterci in contatto con i nostri clienti, ovunque si trovino. 

www.saottini.it

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