Scopro Eatvolve davvero per caso, sicuramente incoraggiata dalle mie ricerche per sfamare la mia continua voglia di sperimentare ma al contempo di sentirmi bene. Sono di parte, lo ammetto, poichè da diverso tempo scelgo coscienziosamente cosa mangiare lasciandomi sedurre sì dal gusto ma soprattutto dal grandioso potere salutare del cibo da sempre considerato la prima medicina per il nostro organismo.
Non sono nè vegana nè vegetariana, non sono un’integralista bacchettona e nemmeno una che disprezza le scelte altrui sono solo attratta dai sapori, dalla curiosità, sostenuta dal voler donare al mio benessere una chance in più. Così sulla mia strada, in tutti i sensi, poichè Eatvolve sorge a Bedizzole, ho incontrato un vero nutrilab, una fucina creativa di gusto finalizzata al benessere. Lo provo, mi entusiasma e percepisco, nei suoi piatti, un gusto difficile da descrivere, unico, mai sperimentato ed inizio ad amarlo e a riconoscere nel suo potere la formula giusta per il mio stare bene. Qui conosco Jesus Moncada e la sua bellissima famiglia, Victoria e il piccolo Viktor che da tanti anni, senza fanatismi e psicosi integraliste perseguono una linea nutrizionale attentamente studiata, ponderata, analizzata nei dettagli, sperimentata e in loro identifico i diktat della longevità quel processo oggi come oggi riconosciuto e amatissimo negli Usa che sta muovendo i suoi primi passi in Italia. Nutrirsi per stare bene, per sentirsi bene, senza rinunce ma lasciandosi travolgere da un gusto veramente inaspettato. Benvenuti da Eatvolve, il Nutrilab oggi premiato come start-up innovativa.
immagini di Francesca Reali

Intervista a Jesus Moncada. Eatvolve
Qual è il tuo background? Sono nato in Venezuela ma a diciotto anni ho deciso di partire per Londra per studiare cucina internazionale e perfezionare il mio inglese. La cucina mi ha sempre attratto e la tenacia e la voglia di imparare mi hanno condotto in soli tre anni a diventare da lavapiatti uno chef dirigendo le cucine di un ristorante londinese. Avevo solo ventun’anni e quel sogno che stava diventando reatà non collimava con le mie aspettative. Volevo evolvere, puntare ad un livello più gratificante ed in quel preciso istante iniziai a desiderare l’Italia, terra per antonomasia dei grandi chef. Un’ambizione che mi incoraggiò a mollare tutto e trasferirmi in questo straordinario Paese. Trascorsi tanti anni in cucina specializzandomi sempre di più e cercando di elevare al massimo le mie aspirazioni. Otto anni fa giunsi ad un “capolinea”. Iniziai a provare una sorta di affaticamento fisico e mentale; vuoi per gli orari destabilizzanti di chi come me svolge questa professione ma soprattutto per uno sfinimento quasi emotivo conseguenza di un persistere a cucinare sempre una stessa linea, un menù che in loop scandiva le mie giornate ma non le mie aspirazioni. Desideravo sperimentare, evolvermi dal punto di vista creativo cercando di proporre qualcosa di unico e di diverso pedilezione che purtroppo appariva come una mossa azzardata e quasi passibile nel corrompere il successo del ristorante in cui lavoravo. Nessuno mi chiedeva mai di cucinare un piatto che facesse veramente bene e questo in un certo senso mi mortificava. Quella stanchezza, quella limitatezza e alcune mie abitudini personali da correggere, quali fumo e alcol, mi condussero a rompere con quel passato “distruttivo” andando alla ricerca di me stesso. Abbandonai quella vita e mi trasferii in Svezia per studiare nutrizione. Mi sbarazzai delle brutte abitudini, iniziai a seguire un rigido programma detox e dopo un mese capii chi volevo davvero diventare. Questa esperienza, così drastica ma così ricca di valore, mi permise di comprendere il cibo in una maniera totalmente diversa. Lo provai su me stesso trovandomi pieno di energie, letteralmente distante da quella vita passata così “pesante” sotto ogni punto di vista comprendendo quanto il cibo possa influire sul nostro benessere. Intrapresi un anno sabbatico dedicandomi alla sperimentazione, allo studio e alla ricerca. Perfezionai le mie conoscenze nell’ambito della nutrizione sportiva e terapeutica e rimasi rinchiuso in cucina studiando una linea completamente differente. La mia famiglia e mio figlio, all’epoca davvero molto piccolo, seguì la mia visione apprendendone i benefici e sostenendo insieme a me tutta quell’importante sperimentazione che mi guidò alla realizzazione di Eatvolve, il primo nutrilab nato per nutrire e non per sfamare nella sua interpretazione più approssimativa.
Eatvolve è un vero NutriLab, che ruolo assume il cibo? Eatvolve nasce da una prerogativa che in realtà dovremmo tutti maturare ed è sostenuto da un approccio scientifico poichè è solo nel cibo sano che risiede l’elisir di benessere e sono i più grandi medici a sostenerlo. Eatvolve è una scelta, quella di stare bene. Non volevo aprire un ristorante ma un vero Nutrilab. Il progetto partito già dal 2018 incontrò una serie di resistenze sul suo cammino tra cui un po’ di preclusione, di “chiusura” verso un menù così particolare e senza dubbio anche il Covid contribuì a minacciare i miei primi tentativi.Le prime esperienze con il delivery non furono esaltanti poichè la nostra idea non era quella di vendere di tutto al nostro cliente ma di fornire un pasto bilanciato. Probabilmente non erano i tempi giusti. L’apertura di Eatvolve The Nutrilab a Bedizzole rappresentò senza dubbio il punto di svolta. La vittoria di oggi è quella di essere riconosciuti dai nostri clienti e di essere riusciti a trasmettere loro la nostra vision attraverso dei piatti e una linea pronta a soddisfare non solo il palato, attraverso un’experience davvero unica, ma anche e soprattutto il desiderio di benessere. I nostri ospiti oggi ci scelgono perchè puntano al loro benessere, quella scelta sana, gustosa che non ti priva di nulla ma che ti arrichisce.
Che potere hanno le vostre portate? La formula è quella di un ristorante?Siamo un Nutrilab, aperti a pranzo, a cena e con formula take away. Le nostre portate si distinguono perchè sono realmente uniche e perchè svelano al primo assaggio un gusto raro, attraente e gustoso e contribuiscono in maniera sana e bilanciata a soddisfare il nostro benessere. Le preparazioni si basano sull’attivazione degli ingredienti che avviene semplicemente attraverso l’ammollo. Questo consente all’organismo di assorbire meglio tutte le sostanze nutritive. É un procedimento molto lungo, talvolta anche di 72 ore, ma solo così il seme diventa attivo e inizia il suo percorso di potenziamento. La base della nostra cucina si focalizza su ingredienti semplici che la natura ci offre nel corso delle sue stagioni ma anche attraverso la ricerca di materie prime che provengono da tutto il mondo come il Jack Fruit e il platano. Generalmente questo tipo di alimentazione viene quasi osservata con sospetto e titubanza da chi magari è abituato a consumare le classiche signature della cucina italiana ma è l’assaggio a ribaltare le carte in tavola. Le nostre portate sono innovative, custodiscono un gusto unico, inaspettato, la nostra idea è proprio quella di educare e il mio sogno è quello di arrivare alle scuole e coinvolgere sempre più bambini, ragazzi e famiglie. É indispensabile, oggi come oggi, nutrirsi con coscienza per capire come il proprio stile di vita possa migliorare e correggersi nelle abitudini sbagliate purtroppo diventate convenzionali. Non offriamo pasti bilanciati volti al dimagrimento, quello rappresenta un aspetto superficiale. La nostra linea di cucina conduce ad ottenere dei benefici in termini di benessere, conseguentemente contribuirà senza dubbio a farci sentire in forma. Approcciarsi a questa filosofia significa prima di tutto sentirsi bene.

Benessere mentale, fisico ed emotivo, Eatvolve traduce una vera e propria experience, come vengono ideati i piatti proposti? I nostri menù hanno due scopi, prendere ricette da tutto il mondo trasformandole in una linea unica e donare energia nel breve termine. Non siamo nè vegani nè vegetariani e accogliamo all’interno del nostro menù anche ingredienti come carne bianca e pesce. Le nostre pause pranzo, ad esempio, proprio sotto questo punto di vista sono molto apprezzate perchè consentono un ritorno energico all’attività lavorativa. Quando creo una ricetta il mio obiettivo primario è quello di offrire un piatto che possa donare energia osservando al contempo quello che i nostri sensi richiedono: bontà, gusto e bellezza. Dopo aver assaggiato la nostra lasagna (piatto Signature), con Jack fruit e mandorle attivate, composta con 4 strati di piacere vegetale e il nostro “Hero porcino”, pappardelle di zucchina con panna di anacardi, olio evo, e porcini essiccati rinvenuti con sale dell’himalaya e pepe bianco è difficile non rimanere estasiati e molti clienti “devoti” ad una cucina tradizionale si sono dovuti immediatamente ricredere sul potere gratificante e saziante di queste portate. Venire qui da Eatvolve significa sentirsi pronti ad assaggiare qualcosa di nuovo lasciandosi sorprendere da quella naturalità trasformata ad arte ma ancora così semplice e quasi intima. Insegnamo ad abbattere i muri della preclusione e della rassegnazione che spesso associa il vegetale a sapori inespressivi sorprendendo letteralmente i nostri clienti.
Oggi il vero lusso nel cibo, e lo dicono gli esperti, non viene più associato ai vecchi miti quali “Caviale e Champagne” ma ad un’alimentazione sostenibile, intelligente e consapevole in cui è il vegetale il vero protagonista. Un dictat che sta via via diventando tendenza. Qual è secondo te il vero lusso alimentare al quale non possiamo rinunciare? Stiamo senza dubbio tornando alle origini, stiamo pagando gli errori degli ultimi quarantanni e delle esagerazioni causate dai procedimenti industriali intensivi. Oggi le scelte delle persone stanno evolvendo tornando alla naturalità degli ingredienti. Il vero lusso alimentare si cela proprio nella nostra filosofia, lo stare bene ed è la formula di longevità oggi tanto promossa anche da medici e nutrizionisti. Il vero lusso alimentare è proprio questo, nutrirsi. Il gusto traina senza dubbio la nostra filosofia perchè il nostro cibo piace, è seducente e soddisfa moltissimo i palati.

Quali sono i piatti in cui ti riconosci al massimo? É difficile, sono tutti piatti che amo profondamente. Posso però riconoscermi in tanti ingredienti come il Platano che da noi in Sud America è come il pane. Senza dubbio sono affezionato a queste materie prime che scelgo e ricerco con cura ma mi riconosco in una cultura e non in un piatto preciso. Sono ingredienti che come un’alchimia vengono dosati e composti per dare vita a qualcosa di unico. Ritrovare stupore negli occhi di clienti per certi versi addirittura avversi a questo tipo di cucina è la mia più grande soddisfazione. I nostri ospiti provengono da tante parti del mondo, da Parigi come da New York e osservano con grande stupore i nostri piatti. Sapori inaspettati, tutti diversi, non accomunati da un gusto di fondo stucchevole ma da una vera esplosione di bontà. Ogni piatto ha una propria e fortissima identità e l’idea è proprio quella di offrire il cibo in una maniera diversa.
Siete stati appena premiati come migliore startup innovativa bresciana. Cosa ha rappresentato l’assegnazione di questo ambito premio? É stato un orgoglio. I tanti anni di studio, i sacrifici, i pareri negativi di chi mi scoraggiava a intraprendere questa strada intravedendone un dubbioso riscontro economico finalmente sono stati stravolti da quell’aspetto premiante che tanto attendevo. Ho scelto Eatvolve, l’ho voluto, scontrandomi contro il parere di molti e finalmente oggi con grande fierezza accolgo il successo di questa scelta.
Quali sono i vostri prossimi obiettivi? L’obiettivo è quello coltivare questa filosofia, trasmetterla e condurla ad abitudine. Vorrei che le persone provassero per lo meno, almeno una volta, a sentirsi bene e a gratificarsi con lo straordinario potere del cibo sano. Andare al Nutrilab deve essere la scelta consapevole.