Da sempre riconosciuta per l’impegno strategico e lungimirante nell’impresa di famiglia, una delle realtà imprenditoriali più note in Italia ma anche all’estero, la Iginio Massari Alta Pasticceria, Debora Massari, ai vertici del marketing, ha sempre saputo dimostrare uno slancio ricco di ingegno e entusiasmo. Un’imprenditrice che ha saputo accogliere nella sua vita non solo la mission professionale, strettamente connessa ad una storia di famiglia, ma anche la volontà di dedicarsi al prossimo, nei suoi numerosi impegni charity, nello sport, grazie alla profonda dedizione che la caratterizza per poi “riconsegnare” come una promessa i suoi piccoli e grandi traguardi, al territorio, ai lombardi. Assessore al Turismo, Marketing territoriale e moda, oggi, Debora Massari, riconosce la sua presenza a Palazzo Lombardia per la costruzione di un turismo di qualità attraverso una strategia corale, forte di un grande coinvolgimento.
Scrive Annalisa Boni

Dinamismo, grinta, lungimiranza e una grande preparazione in marketing l’hanno da sempre caratterizzata e condotta a accrescere e a disegnare con l’impresa di Famiglia un progetto unico, di successo, anche a livello internazionale. Forte di questo background cosa l’ha incoraggiata ad affacciarsi ad un impegno istituzionale? Quando si presenta una fiducia così grande, credo che la risposta giusta sia proprio quella di mettersi a disposizione. Questa è la mia Regione, un territorio dal potenziale enorme, un incubatore di eccellenze, la Lombardia. Ho maturato, in ben venticinque anni nel marketing, una solida esperienza, costruendo un brand importante, diventato tale perché coltivato in un’area ricettiva prospera. Restituire parte di ciò che ho ricevuto rappresenta per me uno stimolo importante riguardo la mia presenza a Palazzo Lombardia.
Quale elemento, che da sempre ha connotato la Sua signature imprenditoriale nell’azienda di Famiglia, intende proiettare e trasferire nel suo impegno istituzionale e politico? Intendo puntare sulla valorizzazione delle risorse. Credo nel lavoro di gruppo e sono convinta che occorra studiare a fondo ciò di cui ci si occupa. Nessuno spazio quindi all’improvvisazione ma largo ascolto del territorio, dei suoi referenti e un’attenta lettura dei dati. Ritengo che solo esaltando i nostri luoghi e i suoi brand sarà possibile conquistare la chiave per il successo.

Cosa significa per lei aver ricevuto un incarico così importante e ambizioso? Responsabilità verso i lombardi prima di tutto ma anche rispetto a chi ha avuto fiducia in me e alla mia famiglia, cui ho sicuramente tolto molto tempo.
Quali pensa saranno le sfide più importanti da affrontare nel breve termine? La Lombardia è un concentrato di energie, un insieme di possibilità e identità chiare. Lasciare che queste si sprigionino al massimo del loro potenziale è uno degli obiettivi. Se dovessi guardare all’aspetto più pratico: la messa in rete e la valorizzazione di tutti i territori lombardi.
Parlando di turismo, ed essendo noi bresciani “cittadini” a cavallo tra tre meravigliosi laghi, cosa pensa si possa fare per valorizzare ulteriormente le nostre sponde? Sarà possibile alzare l’asticella del turismo? Sarà possibile poter formulare un nuovo turismo, proiettato alla qualità, come tanti auspicano? Essere bresciani significa vivere tra tre gioielli naturali: il Lago di Garda, il Lago d’Idro e il Lago d’Iseo. Credo fortemente che le nostre sponde possano essere ulteriormente valorizzate puntando su sostenibilità, esperienze autentiche e infrastrutture di qualità. Possiamo alzare l’asticella del turismo offrendo non solo bellezza paesaggistica, ma servizi all’avanguardia, eventi culturali e sportivi e percorsi esperienziali legati al territorio. Il nuovo turismo che vogliamo costruire è proiettato alla qualità: meno flussi massivi, più attenzione al soggiorno esperienziale, all’arte, alla gastronomia e alla natura.
Quali pensa che possano essere le primarie risposte che i settori di sua competenza oggi necessitano e invocano? Oggi i settori turistici chiedono chiarezza e investimenti: infrastrutture efficienti, collegamenti rapidi tra territori, promozione digitale coordinata, formazione per operatori e attenzione alla sostenibilità. Serve un approccio integrato tra pubblico e privato, dove le esigenze di ristorazione, ricettività, eventi e attrazioni siano ascoltate e sostenute da programmi concreti.
Sempre parlando di turismo e nello specifico di marketing applicato al turismo quali saranno le manovre che ci renderanno davvero competitivi? Tre sono i punti riassunti nel nuovo piano triennale del Turismo: branding territoriale chiaro e coerente, comunicando le unicità dei nostri laghi, delle montagne e delle città d’arte; digitalizzazione e promozione internazionale, attraverso piattaforme interattive, storytelling e partnership con tour operator globali; esperienze personalizzate, dai percorsi enogastronomici alle attività outdoor, che trasformino il soggiorno in un’esperienza memorabile.
Nel dettaglio quali sono ancora le fragilità che dobbiamo rendere punti di forza? Alcune criticità storiche, come la stagionalità dei flussi, la scarsa integrazione tra attrazioni e l’accessibilità in alcune zone, sono oggi le sfide più importanti. Puntando su eventi distribuiti durante tutto l’anno, su collegamenti più efficienti e su una rete integrata di servizi, possiamo trasformarle in punti di forza.

La sua prima sfida ha coinciso con le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Un evento mondiale, un catalizzatore di turismo. Cosa si aspetta da questo attesissimo evento? Potrà davvero imporsi come occasione di rilancio o di rinnovamento per i luoghi coinvolti? Nel dettaglio state lavorando anche per un post-olimpiadi di successo? Le Olimpiadi rappresentano un catalizzatore straordinario per il turismo. Ci aspettiamo un incremento dei flussi internazionali, un’attenzione globale al territorio e un’occasione per mostrare la Lombardia come meta d’eccellenza. Non vogliamo limitarci all’evento: stiamo già lavorando a strategie post-olimpiadi, per mantenere alta l’attrattività dei territori coinvolti e consolidare infrastrutture e servizi anche negli anni successivi.
La sua vita, costellata da numerosi impegni, la famiglia, l’azienda, il ruolo istituzionale, il grande slancio verso il mondo charity e la grande passione per lo sport, su quali priorità oggi si fonda rispetto a ieri? Come affronta questo grande senso di responsabilità oggi dilatato alla comunità? La mia esperienza nella vita privata, in azienda e nel mondo dello sport e del charity mi ha insegnato che leadership significa responsabilità condivisa. Oggi la mia priorità è rendere ogni decisione coerente con lo sviluppo del territorio e con l’interesse della comunità, mantenendo equilibrio tra visione strategica e ascolto concreto delle esigenze locali.
In una recente intervista ha più volte sottolineato come l’ascolto possa divenire genesi di grandi progetti. Il Suo sarà quindi un impegno consacrato al coinvolgimento di tutti gli addetti ai lavori comprese le amministrazioni locali? Quali saranno secondo lei anche in queste fasi embrionali di assessorato le prime mosse da attuare sempre parlando di un progetto corale e condiviso. Credo fermamente che l’ascolto sia alla base dei grandi progetti. Coinvolgere operatori turistici, associazioni, amministrazioni locali e cittadini è il primo passo concreto del mio mandato. Fin dalle fasi iniziali stiamo predisponendo tavoli di confronto e consultazioni, perché un turismo di qualità si costruisce insieme, non dall’alto.
Esiste un modello a cui vorrebbe ispirarsi. Anche territoriale? No, perché ogni territorio ha un’identità, una storia, un motore unico. Mi affido all’ascolto del mio, alla progettualità sartoriale rispetto al domani lombardo.
Su cosa sarà necessario puntare maggiormente al fine di rilanciare e rafforzare il nostro brand a livello turistico? Il nostro brand deve puntare su eccellenza, diversità e sostenibilità. Marketing, storytelling, eventi di richiamo internazionale e promozione dei prodotti locali saranno gli strumenti principali per rendere la Lombardia riconoscibile e competitiva.
Dal punto di vista dell’internazionalizzazione quali analisi e quale il suo pensiero? Per attrarre visitatori internazionali dobbiamo analizzare i mercati strategici, investire in comunicazione multilingue, collaborare con tour operator globali e creare pacchetti integrati che uniscano esperienze, cultura e natura. L’internazionalizzazione passa anche dalla partecipazione a fiere internazionali, dalla promozione digitale e dall’ospitalità di alto livello.