Erano i primi anni del 2000. Ve li ricordate? Si ascoltava ininterrottamente Radio Deejay che portava in scena i più grandi protagonisti radiofonici dell’epoca. Uno su tutti Albertino, ma anche Marco Ranzani di Cantù sempre a bordo del suo Porsche Cayenne e il nostro Mauro Tononi che attraverso un quasi surreale accento romagnolo replicava perfettamente la verve di Valentino Rossi, idolo indiscusso di oggi e di ieri. Una carriera, quella di Mauro, che iniziò quasi per scherzo partecipando ad un casting per “Deejay ti vuole” che in quegli anni ricercava nuovi speaker radiofonici. Un’avventura intensa, divertente e davvero inaspettata che inconsapevolmente lo accompagnò sui palchi televisivi più ambiti del momento come il “Chiambretti Night” ma che poi, quasi come un istinto primordiale, lo riportò a quella che oggi rappresenta la sua più autentica passione, il gelato di nicchia.

Quali erano i tuoi sogni di ventenne? La mia passione era la musica. Senza dubbio. Volevo fare il deejay. Ascoltavo Albertino, sognando quel mondo ad occhi aperti, registravo le trasmissioni radiofoniche e persino le dirette dal Number One svegliandomi a notte inoltrata per catapultarmi nel favoloso mondo della musica dance. La dura realtà dei ventenni di ieri però doveva sostenersi su basi ben più solide e la passione per la pasticceria mi condusse a studiare e a perfezionarmi in quel determinato settore concedendomi di portare avanti le ambizioni musicali ma, attraverso gli studi, rafforzando quello che sarebbe potuto diventare, “con i piedi per terra” e con maggior consapevolezza, il mio futuro.
Cosa ti condusse allora a varcare le porte di Radio Deejay? Nel 2004, fortemente incoraggiato dagli amici, mi candidai come speaker radiofonico rispondendo, come migliaia di altri ragazzi come me, ad un casting “Radio Deejay ti vuole” promosso dalla leggendaria emittente. Inviai la registrazione di un’inimitazione di Tommy Vee, all’epoca famosissimo per la partecipazione al Grande Fratello, di Valentino Rossi, eroe in pista di tutti i tempi e di Max Pezzali all’apice di una carriera sempre in ascesa. Le mie imitazioni andarono in onda e lo stupore non fu solo quello dei miei amici di Iseo che mi accolsero con infiniti entusiasmi e pacche sulla spalla ma dello stesso Albertino che mi accolse al “Deejay Time”. Iniziai di fatto a entrare a gamba tesa in quel mondo, davvero per gioco e quasi senza speranze, partecipando a diversi contest radiofonici e tante ospitate negli studi milanesi alternando così il lavoro di pasticcere alla passione per la musica.
In quel preciso istante ti sei domandato “e adesso cosa faccio”? Ovviamente. Quel mondo non mi richiamò a sè per diventare il nuovo speaker radiofonico di Radio Deejay ma per portare in scena le imitazioni di Valentino Rossi che rapirono gli entusiasmi di tutti. Lì per lì mi ritrovai quasi disorientato ma perdurai nell’accompagnare questo successo con grande divertimento e leggerezza. Devo dire la verità, il mondo dei motori non ha mai fatto parte delle mie passioni più vere, lo conoscevo marginalmente, non di certo da fanatico, riconobbi però in Valentino Rossi un grande campione, l’eroe in pista di tutti i tempi caratterizzato da una personalità che inevitabilmente sa rapirti, attrarti avvicinandoti a un mondo, quelle delle motociclette e delle corse, sino a quel momento quasi sconosciuto. Dalle imitazioni passai alla creazione di veri e propri brani musicali arrangiati dal musicista Valerio Gaffurini e dall’autore Alessandro Ducoli. Attraverso questi pezzi raccontavo la carriera di Valentino con una verve pop valorizzata dalla mia e dalla “sua” voce. Ero comunque perfettamente consapevole che il successo, quello vero, quello che mi ha permesso di entrare nel gruppo di Radio Deejay ed esibirmi a livello nazionale proveniva unicamente da quelle imitazioni, ironiche e divertenti. Era come se fossi rinchiuso in quel personaggio, Valentino e non Mauro.
Quando hai incontrato personalmente Valentino cos’è successo? Cos’hai provato? Il primo incontro fu telefonico, durante una diretta al Deejay Time. Stavo lavorando in pasticceria, Albertino mi chiamò e dall’altra parte del telefono ritrovai anche Valentino, in diretta nazionale e insieme improvvisammo uno sketch divertentissimo. Del resto lui è una persona fantastica, è simpatico per natura, contribuisce positivamente all’ironia con tanta affinità e collabora rendendo lo spettacolo ancora più brillante e autentico. Successivamente decisi di partecipare a un MotoGP cercando in mille modi un pass per il Mugello solo per riuscire a stringergli la mano personalmente al di fuori da Radio Deejay e altri contesti. Il nostro incontro, nell’ospitality, fu davvero emozionante, quasi amichevole, venni accolto con tanto entusiasmo, semplicità e gentilezza. L’incontro più bello, quello che ancora oggi rimane impresso a tantissimi appassionati è senza dubbio quello al Chiambretti Night del 2011. Piero Chiambretti dopo aver ascoltato i vari sketch, gli scherzi telefonici e le mie performance musicali decise di invitarmi come ospite durante una serata magica, speciale che ricorderò per tutta la vita. Entrai dopo l’intervista a Vasco Rossi e Jovanotti, particolarmente carico ed elettrizzato dalla presenza di ospiti così illustri. Mi ritrovai seduto accanto a Valentino vivendo un’esperienza unica, diversa e inaspettata. Io e “il” Vale a scherzare e a ridere in una carambola di battute. Ridevano, tutti è stato vero spettacolo. Quello fu un anno particolare per Valentino, stava entrando in Ducati e si vociferava parecchio su questa liaison: “Rossi con la Rossa”. Misi a punto un brano musicale dedicato proprio a questo grande “matrimonio” di eccellenze italiane e da quel progetto nacque un progetto davvero spettacolare “A spasso per il Borgo”: un video che dal nostro cavalcavia Kennedy mi condusse, a bordo della mitica Ducati Desmosedici RR, fino a Borgo Panigale.
Ad un certo punto della tua vita hai totalmente stravolto le tue priorità. Come sei diventato gelatiere? Nel 2011, lo stesso anno di quella mitica puntata del Chiambretti Night, due particolari eventi diedero una scossa importante a tutto questo successo. Il passaggio di Valentino alla Ducati e la morte drammatica di Marco Simoncelli. In quel periodo e fino al 2015 ho proseguito con altri brani cercando di allentare le tensioni di quel momento. Non c’era più nè voglia nè modo di portare ironia, era come se un sipario stesse lentamente calando e nonostante cercassi di rendere più leggero il momento, attraverso brani chiave come “Stai Sereno”, “Rosso Valentino”, decisi di ritirarmi riprendendo in mano la mia vita. Desideravo fortemente ritrovare me stesso, in un certo senso non mi sentivo più Mauro. La svolta arrivò inevitabilmente e senza nemmeno tanta malinconia. Chiusi definitivamente con il mondo dello spettacolo, mi licenziai dalla pasticceria di Ospitaletto e resettai totalmente la mia vita. Era giunto il momento di esprimermi per davvero e dare un senso alla mia vita. Ripresi in mano la mia più grande passione, quella che mi condusse in passato a lavorare nell’alta pasticceria, con l’obiettivo di renderla unica. Frequentai i corsi di specializzazione per gelatiere di CAST Alimenti e subito dopo rafforzai la mia preparazione da Simone De Feo Maestro gelatiere di Cremeria Capolinea a Reggio Emilia, Tre Coni nella Guida Gelaterie D’Italia Gambero Rosso. Dopo quell’esperienza mi ritrovai davanti a un bivio, la proposta di Simone di rimanere a Reggio Emilia e quella di Alberto Massensini, allora titolare della gelateria Ribera di Brescia e mio ex insegnante in Cast Alimenti che mi invitò a collaborare con lui. Scelsi Brescia, scelsi la mia famiglia e la voglia di costruire il mio “io” su questo territorio. Poco dopo Alberto mi propose di succedergli alla guida di Ribera divenendo titolare. Accolsi anche questa sfida e durante la pandemia, in piena emergenza acquistai con coraggio e lungimiranza la mia gelateria.
Essere gelatiere è stato un piano A o un piano B? Assolutamente il mio piano A. Ho sempre amato il mondo della pasticceria e la passione per il gelato si è rivelata un’autentica e innata predisposizione. Il mondo dello spettacolo mi ha sempre attirato, mi ha travolto e coinvolto ma non l’ho mai sentito veramente mio, vivevo con il presentimento di avere una data di scadenza. Del resto come forma mentis sono attratto dal senso della realtà, della solidità ma soprattutto della continuità soprattutto con una famiglia sulle spalle. Il lavoro che faccio oggi non è solo una grande passione ma ti consente di vivere, di evolvere e di continuare ad esprimere il tuo valore affrontando sfide professionali importanti.
Oggi sei il proprietario della gelateria Ribera. Cosa ti rende diverso dagli altri? La ricerca, la voglia di offrire al mio cliente un prodotto unico e di eccellenza è il motore del mio lavoro. Il mio gelato viene preparato con metodo diretto e questo permette che ogni gusto possieda la sua unicità. Questa metodologia ti consente di elaborare ricette tutte diverse senza una base unica come il più delle volte accade. I gusti che propongo alla mia clientela vengono preparati singolarmente partendo da zero. Vengono realizzati con ingredienti di alta qualità, provenienti da un network di aziende sia locali, e quindi a km 0, sia tra le più ricercate a livello internazionale. Questo network di fiducia, unito alla tecnica di preparazione con materie prime selezionate in base alla stagione, mi permette di dare vita a prodotti capaci di valorizzare il patrimonio culturale e gastronomico del territorio. É una scelta che sicuramente ti conduce verso investimenti più onerosi non solo dal punto di vista economico ma anche in termini di fatica ma il risultato è senza dubbio vincente e premiante. In carta proponiamo tradizione e ricerca spingendoci anche verso scelte audaci a base alcolica come il “Chuao 75% e rum”, il “Terre di Scozia”, ottenuto con zabaione e Whisky Torbato, solo per citarne alcuni. Oggi mi sto spingendo verso il mondo vegan investendo tantissimo in termini di salute e benessere per proporre un prodotto gustoso ma leggero.

Il tuo gelato alla robiola ha conquistato anche Alessandro Borghese… La TV e il mondo dello spettacolo in qualche modo mi richiama sempre a sè (…e ride NDR). Per Alessandro Borghese, dopo essere stato selezionato insieme ad altri quattro Maestri Gelatieri del nostro Paese per partecipare alla trasmissione “Ale Kitchen Sound”, ho preparato un gelato gastronomico alla robiola con olio EVO di Manerba del Garda e cipolle caramellate. Il risultato è stato esaltante ed è riuscito a catturare l’attenzione di Alessandro Borghese che durante la trasmissione mi ha fatto sentire davvero importante. Ecco, in quel preciso istante, a differenza delle mie passate esperienze in TV, mi sono sentito davvero Mauro, protagonista della mia vita e orgoglioso dei risultati conquistati con tanto sacrificio.
Tra vent’anni come ti vedi? Brescia è un territorio di grandi eccellenze. Iginio Massari ci ha permesso di distinguerci nell’alta pasticceria conquistando una serie di successi senza precedenti. Tanti altri professionisti come lui hanno significativamente contribuito a valorizzare la nostra brescianità: Bruno Andreoletti della Pasticceria in Corso Cavour, Maestro dei lievitati, chef Antonio Pappalardo di “Inedito Pizzeria” e “Cascina dei Sapori” senza dimenticare l’eccellenza del pane in città in via Musei di Maurizio Sarioli. La mia ambizione è quella di affiancarmi a questi grandi Maestri perfezionandomi al massimo, evolvendo nel tempo per offrire ai miei clienti un vero gelato di nicchia valorizzato da gusti ricercati. Oggi sono orgoglioso e la mia intenzione è quella di pormi sempre nuovi obiettivi e sfide che possano condurmi a raggiungere nuove conquiste.