Veryaholic

É la wonder woman bresciana per eccellenza con le sue quasi 87.000 followers attivissime su instagram e un’impareggiabile tenacia nel raggiungere i suoi sogni. Veronica Contratti, Veryaholic è benessere allo stato puro, un’atleta, donna, mamma, amica, coach  in grado di avvalorare ogni ruolo che nella vita ricopre con la parola giusta e l’esercizio perfetto ! “Condividere” è la sua parola d’ordine, non solo il workout ideale per addominali da urlo, ma anche le più classiche tematiche da “pomeriggio femminile” infondendo nella sua community i valori più alti suggeriti dallo sport e dalla vita.

Veronica Contratti (ph Nicolò Brunelli)

Come Veronica Contratti è diventata Veryaholic? Lo sport in realtà non è mai stato l’ingrediente decisivo della mia infanzia. Diciamo che ha giocato un ruolo secondario. Come tutti i bambini e ragazzini mi cimentai un po’ in tutti gli sport, atletica, nuoto e pallavolo senza però mai appassionarmene veramente. Alle superiori addirittura abbandonai ogni disciplina nonostante fossi davvero portata. 

Cosa successe poi?  All’età di diciotto anni attraversai un periodo particolarmente infelice, scandito da eventi famigliari dolorosi: la perdita di una cara zia, il divorzio dei miei genitori e ahimè la separazione dal fidanzatino dell’epoca. Eventi che soprintesero fortemente la mia serenità e che mi suggerirono un nuovo sfogo istintivo, una sorta di terapia. Decisi di iscrivermi in palestra e iniziai a praticare la fitboxe, sport di cui mi innamorai letteralmente e che mi aiutò moltissimo a dare sfogo a tutto quel dolore. Mi spostai poi alla sala pesi e mi appassionai dei corsi di fitness. Nel frattempo i miei studi proseguirono con l’ambizione, una volta terminati, di diventare un’organizzatrice di eventi. Lo sport stava diventando parte integrante della mia vita e grazie agli stimoli del mio coach e grazie anche ad una predisposizione istintiva da lì a poco capii che sarebbe diventato irrinunciabile anche dal punto di vista professionale. In quel preciso istante capii chi avrei voluto essere: una personal trainer. Mi formai, mi specializzai e iniziai ad insegnare nelle varie palestre di Brescia travolta da una passione crescente. Il 2020 rappresentò un momento cruciale della mia vita professionale, il fermo dettato dal Covid, nella sua tragicità si trasformò in un’opportunità irrinunciabile. Iniziai a condividere i miei workout su instagram infondendo tra le mie followers (all’epoca 28.000) quella stessa sensazione che provai io a diciotto anni: liberarsi, sfogarsi da un momento particolarmente difficile attraverso lo sport. Organizzai dirette, workout di gruppo intervallate da chiacchierate più o meno confidenziali sui vari problemi di noi donne riuscendo a coinvolgere tantissime ragazze probabilmente appagate dagli allenamenti e rincuorate dal poter condividere una community sana e serena in un periodo così delicato. Da quel momento iniziai ad avviare un’attività parallela, quella di creator, visto il numero così crescente di followers. In maniera più professionale realizzai i miei workout offrendo la possibilità di allenarsi comodamente da casa.

Perchè Veryaholic? Amo moltissimo l’inglese e il termine shopaholic “dipendente dallo shopping” (un termine molto “caro” a noi donne… e ride) suggerì questa desinenza. Veryaholic diviene quindi una sorta di connessione allo sport inteso come benessere, come star bene. Una dipendenza sana, una devozione a quel qualcosa che può realmente cambiarci la vita come l’ha cambiata a me, probabilmente, quando a 18 anni attraversai un periodo così buio.

Com’è cambiato il mondo del fitness con il covid? L’impossibilità di allenarsi in palestra scatenò in breve tempo il desiderio di trovare un diversivo. Gli appassionati iniziarono ad allenarsi da casa e i neofiti ad avvicinarsi allo sport sfruttandolo come distrazione. In quel periodo in moltissimi si avvicinarono ai workout lasciandosi coinvolgere per la prima volta, neofiti che ancora oggi dimostrano una certa constanza. Questo mi riempie di orgoglio. Durante il Covid riuscii a vincere la tristezza del periodo attraverso questa grande e solida community, fare del bene e connettere sempre più persone attraverso lezioni nuove e stimolanti mi infondeva serenità. Oggi la figura del personal trainer è senza dubbio una figura ben definita sia off-line che on-line. É vero che fortunatamente si sta ritornando in palestra ma è altresì effettivo che molte donne si sono abituate a questo nuovo approccio sportivo da condividere insieme al coach tra le proprie mura domestiche, un allenamento più che sostenibile soprattutto per quelle donne sature di impegni, per le mamme che non trovano il tempo per dedicarsi a loro stesse e non per ultimo per la diffidenza ancora innegabile nel frequentare luoghi affollati e in condivisione. I social network durante queste circostanze hanno amplificato la cultura del fitness, oggi notevolmente radicata insieme al concetto di nutrizione e l’allenamento da casa è diventato un vero fenomeno sociale sempre più diffuso non solo dai professionisti ma anche dagli allievi fieri nel condividere i propri risultati sulla rete.

Come descriveresti il tuo allenamento? Il mio programma a differenza di tutti quei workout che si possono trovare on-line offre un punto di riferimento, che sono io, cicli di lezioni realmente efficaci e conducibili ad un obiettivo preciso e dei contenuti professionali. Creo principalmente programmi con l’utilizzo di pesi e quindi sovraccarichi insieme ad un allenamento a settimana dedicato al corpo libero. Il training con sovraccarico è quello che consente di raggiungere il risultato. Alleno le mie allieve con sovraccarichi progressivi attraverso workout dinamici capaci di abbinare esercizi basilari a training più divertenti in modo di motivare al meglio e rendere costante l’allenamento. Sentire fatica divertendosi è sicuramente molto più gratificante, io lo chiamo “l’inganno” buono per ottenere risultati.

Secondo la tua esperienza cosa impedisce maggiormente alle donne di raggiungere gli obiettivi e in che modo riesci a motivarle? La scarsa motivazione dipende dal desiderio poco ardente di raggiungere l’obiettivo. La motivazione risiede anche nel carattere, molto spesso è un’abitudine che deve essere costruita.  La costanza rappresenta poi un valore fondamentale perchè non sempre il risultato è così immediato. Il miglioramento è sicuramente trainante ma per ottenerlo, anche il più piccolo, è necessaria la perserveranza e la continuità. Quello è il primo gap da superare.  É fondamentale impegnarsi e tenere traccia dei miglioramenti sia in termini di carichi sollevati che a livello estetico sul proprio fisico. Molto spesso consiglio alle mie allieve di fotografarsi e osservare il miglioramento, mese dopo mese, al di là del peso sulla bilancia. Chiaramente è indispensabile abbinare anche una giusta alimentazione.

Alimentazione corretta e sport rappresentano una combo insostituibile?Direi di sì, vanno di pari passo. L’approccio con l’alimentazione deve avvenire parallelamente, con il fitness modelli il corpo ma attraverso l’alimentazione definisci tutto il resto. Per sostenere le mie allieve anche sotto questo punto di vista collaboro con nutrizionisti, figure complementari per raggiungere un certo risultato. 

Sei stata vittima di body shaming in più ambiti della vita, prima come donna e poi come mamma, che tipo di reazione hai avuto e come oggi riesci ad affrontare questo tipo di offese?Sinceramente da quando sono diventata mamma mi aspettavo anche di peggio. Sicuramente il mio ruolo rappresenta anche un’arma a doppio taglio e in un certo senso devi anche aspettartelo. Puoi piacere e non piacere. Caratterialmente non sono una persona influenzabile dal giudizio altrui quindi le varie critiche non mi spaventano e neppure mi condizionano. Purtroppo oggi tutti vogliono insegnarti tutto e avere voce in capitolo sulla tua vita soprattutto quando si parla di maternità. Ad una settimana dal parto pubblicai un’immagine della mia pancia. Un’azione dal mio punto di vista piena di orgoglio e soddisfazione per essere riuscita a recuperare in così breve tempo il mio equilibrio. É stato un modo per comunicare a tutte le donne che grazie al sacrificio e al buon senso è possibile conquistare notevoli risultati anche dopo un momento così delicato come la gravidanza. Ricevetti moltissimi apprezzamenti ma non mancarono gli attacchi. Mi accusarono di essere insensibile per aver mostrato un corpo quasi perfetto a pochi giorni dal parto noncurante delle possibili frustrazioni che avrei potuto provocare nei confronti di quelle donne magari affrante e in piena crisi post-partum. Inizialmente ci rimasi veramente male consapevole probabilmente di aver sbagliato ma poi mi autoconvinsi del contrario: “perchè dovrei sentirmi a disagio nel condividere un risultato ottenuto peraltro con fatica e rinunce? Perchè provare vergogna per un corpo che per nove lunghi mesi trattai con cura al fine di ritrovare una forma ideale in breve tempo?”.  La mia intenzione non fu di certo quella di ferire mamme che come me avevano appena partorito ma di mostrare attraverso il mio corpo come lo sport possa essere fondamentale anche in questo delicato periodo.  Non bisogna sentirsi oppressi dai buoni risultati degli altri ma sfruttarli come motivazione. La mia gravidanza si è trasformata in un’opportunità molto importante che proprio in questi giorni condividerò con le mie followers al fine di accompagnare ogni futura mamma in un periodo così importante ma soprattutto per sostenerla attraverso un programma sportivo mirato e altamente personalizzato al fine di recuperare in breve tempo quella forma fisica che sempre più spesso diviene motivo di ansia e frustrazione.

Sulla base delle tue esperienze come ti approcci al tuo pubblico? É difficile sostenere le donne che confidano in una trasformazione? Che ruolo giocano costanza e sensibilità? Parliamo anche di crescita personale? É difficile avere a che fare con un pubblico così etereogeneo. Il mio, ad esempio, è un gruppo di donne dai venticinque ai quarant’anni, con esigenze e problematiche molto diverse fra loro. Con ognuna di loro instauro un rapporto sincero, rispondo sempre a tutte le followers ma credetemi che non è assolutamente facile. Condividere però è anche questo, diventi coach, un po’ psicologa, un po’ confidente e sorella maggiore. Oggi come oggi probabilmente per evadere da una routine sempre più sterile c’è bisogno di questo: una parola confortante, una motivazione in più, una risposta gentile, sentirsi vicine.  Condividere per me è fondamentale che si parli di workout, come di diastasi addominale o di tutte le problematiche che coinvolgono inevitabilmente noi donne. Veryaholic è proprio questo.

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