“Na balì”… andiamo a letto sussurra lo slang bresciano. É da questa locuzione dialettale che inizia l’avventura di Vea Barozzi, Erica Marrano e Natalia Viganò che con Nabalí, il nuovo brand “Nightwear” dalla verve fashionista e cosmopolita, dal letto ci accompagna direttamente alla vita di tutti giorni e perchè no… all’aperitivo più cool della città… letteralmente in pigiama!

Intervista a Erica Marrano, Vea Barozzi e Natalia Viganó, fondatrici di Nabalí
Tre donne e un’avventura imprenditoriale diventata un grande business. Com’è nata l’idea di imporvi nel mondo della moda attraverso esclusivi pigiami d’alta gamma? Iniziai a disegnare e creare pigiamini per bambini un po’ per gioco, mi racconta Natalia. Una passione, un diletto, non proprio un vero business. Anche le mamme iniziarono a commissionarmi pigiami e in quel momento capii che avrei potuto spingermi un po’ oltre la semplice e pura passione per questo capo. Conobbi poco dopo Erica e Vea e grazie ad un’unione di intenti, prospettive e capacità decidemmo di buttarci a capofitto in questa nuova avventura imprenditoriale chiamata Nabalí con un core business tutto dedicato alle donne, al loro comfort e alla possibilità di sentirsi fashion attraverso un capo comodo, veloce ma sofisticato: il pigiama, che da notte diventa il capo perfetto per l’intera giornata. Ognuna di noi ha investito molto in questa impresa. Il tempo, prima di tutto. Siamo mamme, mogli e insieme cresciamo dieci figli. Le nostre competenze, seppur differenti, ci hanno unite per un unico grande obiettivo: crescere e posizionarci con un brand nuovo, dalle caratteristiche uniche. Siamo praticamente partite al buio, ci siamo evolute insieme al nostro prodotto dedicando tutto il nostro tempo alla ricerca sia in termini di stile, di sartorialità che di materia prima e quindi di tessuti.
Cosa significa Nabalì? Per molto tempo abbiamo fantasticato sul naming, ci racconta Vea. Le abbiamo pensate tutte, le iniziali del nostro nome o qualche vago termine che potesse contestualizzare il prodotto. Poi l’illuminazione, proveniente dallo “slang” bresciano: “Na balì” ovvero “andiamo a letto”. Era orecchiabile, sapeva di noi, aveva tutte le caratteristiche per poterci rappresentare. Questa è stata la genesi del nostro brand.

Oggi il Nightwear è diventato iconico. Non più relegato a comodità ma profondamente ancorato ad un aspetto fashion, tant’è che i pigiami sono tornati anche in passerella. Come si è evoluto il ruolo del pigiama nell’ultimo decennio? Se penso al passato, il ruolo del pigiama, non è mai stato rilevante nel contesto moda, spiega Erica. Dove vado a comprare un bel pigiama? Mi sarò posta mille volte questa domanda. Ormai i negozi di intimo propongono solo classiconi che non seducono più e il fast fashion offre una serialità che non appartiene al segmento in cui vogliamo proiettarci. Con Nabalí abbiamo cercato di formulare un concept consacrato alla qualità, al comfort ma soprattutto al glamour: il pigiama che indosseresti a letto ma anche per un aperitivo in spiaggia o durante una mattinata in città. Noi siamo mamme prima di essere imprenditrici e sappiamo bene quanto la comodità possa rivelarsi vitale nel quotidiano così affollato da impegni. Ecco che i nostri pigiami, anche da giorno, conquistano non solo per il comfort ma anche per qull’allure chic che ti permette di improvvisare un total look in una sola “mossa”. Un comfort wear che possa farci sentire belle e curate, nonostante lavoro, bambini, scuola e impegni, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, ci spiega Vea. Spaziamo da uno stile classico ad un due pezzi a camicia in modo da offrire un prodotto perfetto anche se spezzato. I nostri pezzi iconici si alternano a stampe audaci proprio per offrire alla nostra cliente sempre qualcosa che possa esaudire la sua idea di stile.

Nabalí è nata nel 2023. Come vi siete suddivisi i ruoli aziendali? Seguiamo la parte creativa, la scelta dei tessuti e quella dedicata alla ricerca insieme. Siamo tre donne diverse, con stili, gusti e background differenti ed è proprio questa eterogeneità a ispirare concetti creativi che possano abbracciare più gusti, più idee di moda, più mercati, accontentando più donne. É la parte più divertente, ci spiega Vea. Mentre Erica si occupa principalmente degli acquisti, Natalia segue la produzione e io tutta la parte amministrativa, ruoli che agiscono comunque sempre in maniera corale nel pieno rispetto delle responsabilità di ognuna. Oggi, ad esempio, siamo impegnate nella strutturazione di un nuovo format. Si tratta di un progetto appena avviato che sta coinvolgendo sempre più boutique del territorio. Strutturiamo eventi giornalieri all’interno di negozi d’abbigliamento presentando la nostra collezione completa, un momento di shopping che sta riscontrando molto successo non solo tra i clienti, entusiasti dei nostri capi, ma anche dei negozianti stessi. Il nostro obiettivo è innanzitutto quello di farci conoscere, presentare il nostro prodotto ma al contempo sollevare, in questo momento storico non facilissimo per il piccolo commercio, i negozianti dalla criticità di appensatire i propri magazzini. Questi eventi, inscenati in alcune boutique del territorio ma anche a Montecarlo e Cannes, hanno stimolato non poca curiosità e siamo sicure che ci condurranno anche durante l’autunno e l’inverno a calendarizzare nuove tappe.
Cosa significa creare un pigiama d’alta gamma? Il pigiama oggi è un vero capo d’abbigliamento. É un total look, quasi senza pensieri, lo indossi e sei completa! Una tendenza “influencer approved” sdoganata ancor prima dai grandi brand che hanno consacrato il pigiama da giorno come prodotto premium da passerella. Oggi il suo ruolo è dunque indiscusso e non solo relegato alla notte ma anche al giorno e alla sera divenendo incredibilmente cool. Creare un pigiama d’alta gamma significa avvantaggiarsi della qualità made in Italy, un concetto sempre più raro che, seppur con enorme sacrificio, vogliamo tutelare. La sartorialità di Nabalí è italiana così come la provenienza dei tessuti. Scegliamo le sete preziose del comasco e lavoriamo con i piccoli artigiani italiani che testimoniano ancora oggi un segmento d’eccellenza: un made in Italy fortemente identificativo. Seguiamo tutta la nostra produzione attraverso una grande supervisione credendo fortemente che il valore umano, soprattutto quello dei nostri fornitori e artigiani, rappresenti ancora un valore aggiunto. Il nostro non è pertanto un prodotto seriale ma un capo esclusivo e unico. Utilizziamo stampe originali, inedite, cercando di proporre un capo differente declinato al cotone, alla viscosa o al prestigio della seta abbattendo il poliestere. Questa vision sostiene un’eticità imprenditoriale alla quale vogliamo appartenere, un progetto che faccia stare bene in primo luogo le persone. Crediamo nel rispetto delle persone, del lavoro, del welfare proiettando l’etica al centro del nostro credo.

100% made in Italy, oggi nel mondo della moda, più che un miraggio. Come ricercate i tessuti e dove vengono prodotti i pigiami?Visitiamo le aziende, tocchiamo con mano i tessuti, dialoghiamo incessantemente con i nostri fornitori, ci spiega Erica. Amiamo instaurare un contatto umano e di valore con produttori e artigiani. Ci affidiamo unicamente ad aziende che possano sposare la nostra etica, molte provengono dal bresciano così come dal sud Italia o dal comasco. Prediligiamo i tessuti naturali come la viscosa che ha una resa simile alla seta ma si presenta a un costo più contenuto.
Nabalí sostiene anche progetti sociali molto importanti affiancandosi ad alcune cooperative sociali del territorio. Ce ne parlate? Lavoriamo con La Cooperativa di Bessimo, una cooperativa sociale che opera nel campo del recupero e del reinserimento di donne segnate da un passato difficile. La Comunità permette loro di imparare un mestiere con il sostegno di sarte professioniste. Abbiamo desiderato conoscere questa realtà, confrontarci con queste donne, spesso ospitate insieme ai loro bambini e coinvolgerle nel nostro progetto. É stato un momento toccante ricco di umanità. Ci siamo inizialmente affidate a loro per la produzione degli scrunchies per i capelli che normalmente regaliamo alle nostre clienti, solo successivamente abbiamo dato il via ad una produzione vera e propria.
Dal punto di vista della distribuzione invece? La distribuzione è affidata a Michela e ad altri cinque agenti che coprono il territorio del nord e del centro Italia. A Milano invece sorge il nostro show room.
Oggi siete presenti in una trentina di boutique, anche all’estero, come Montecarlo e Cannes. A proposito di internazionalizzazione, quali sono i mercati su cui puntate? Oggi, oltre all’Italia, distribuiamo in una boutique a Montecarlo e una a Cannes. I mercati esteri rappresentano per noi un grande punto di forza e il nostro focus per il futuro. Puntiamo tanto al mercato francese, quello tedesco, quello del nord Europa e degli Stati Uniti. Se l’obiettivo di oggi è quello di rafforzare il mercato italiano quello di domani sarà senza dubbio l’internazionalizzazione come step inevitabile.
Obiettivi a medio e lungo termine? A lungo termine l’espansione all’estero, senza dubbio. Nel medio termine desideriamo invece, attraverso il progetto di cui parlavamo prima, portare i nostri format itineranti in più boutique possibili con l’obiettivo di far conoscere e presentare Nabalí a tutte le donne.