Winter Marathon 2023. L’intervista a Benedetta e Stefania Gnutti

“Spesso ci dimentichiamo che non possiamo controllare tutto, in alcune circostanze bisogna arrendersi all’evidenza e fare tesoro comunque delle esperienze vissute” Benedetta

“Per me l’emozione è spesso associata proprio ai momenti di sfida con gli altri, ma soprattutto con me stessa” Stefania

Ph di Pierpaolo Romano

Com’è stata la vostra Winter 2023? 

B. Un’esperienza coinvolgente, come sempre! Direi che tutto sommato è andata bene, nonostante qualche intoppo già dall’inizio… primo giorno, stavamo andando in Tonale e abbiamo dovuto tempestivamente cambiare la batteria dell’auto che si è scaricata. Un attimo di panico e poi i nostri abilissimi meccanici – parte integrante della nostra squadra direi – sono stati veramente efficienti e hanno provveduto al cambio in men che non si dica. Tra l’altro eravamo proprio in mezzo alla strada bloccando il passaggio per quanti scendevano e salivano, giusto prima delle prove sul laghetto ghiacciato. Chissà quanti insulti avremo ricevuto! Scherza. 

S. Direi una Winter davvero sfidante quest’anno, lo scorso a confronto è stata una passeggiata. Questo a conferma del fatto che quando le condizioni sono veramente da Winter non è una gara semplice, anzi tutt’altro! La scorsa edizione per noi è stata difficile dal momento che era la prima volta che partecipavamo, ma da un certo punto di vista è stata più semplice perché il meteo era tranquillo, la neve non c’era, le strade erano pulite. In questo caso, nonostante avessimo l’esperienza passata, le strade erano complesse; c’era neve, ghiaccio e lungo i percorsi le condizioni erano veramente imprevedibili.

I laghetti ghiacciati, una prova intensa anche per i concorrenti più esperti…

S. In effetti è così, tuttavia quest’anno non abbiamo preso nemmeno una penalità! Già questo per noi è stato come vincere la Winter Marathon; quando abbiamo visto che tra le prove cronometrate non c’era neanche un 300 (penalità massima) eravamo in estasi. Una vera meraviglia rispetto allo scorso anno in cui ci eravamo girate su noi stesse, avevamo fatto dei testacoda e preso il massimo delle penalità! Sorride. Sulla pista ghiacciata in Tonale abbiamo fatto due serie di prove cronometrate portando a compimento entrambe le batterie al meglio… eravamo davvero gasatissime!

Temperature rigide, ghiaccio e neve. Com’è andato il resto del percorso?

B. Senza alcun dubbio il freddo si sentiva molto più dell’anno scorso ed eravamo sempre un po’ tirate, sia per il traffico che per le strade che non ci lasciavano mai tranquille. Quando siamo arrivate sul Passo Pordoi, dove per fortuna avevamo le gomme chiodate, l’auto faticava a salire lungo la strada e, ad un certo punto – credo me lo ricorderò per tutta la vita – dopo una serie di prove cronometrate è partita questa prova di media in discesa di 33 km orari… mia sorella Stefania non parlava più, era muta per la paura di andare fuori strada, io che cercavo di tenere la macchina in carreggiata e poi il disastro. Abbiamo sentito un rumore e in quel preciso istante abbiamo capito di aver rotto l’auto; si era rotto il cuscinetto della ruota anteriore sinistra. Nonostante i nostri meccanici avessero praticamente tutti i pezzi di ricambio, il cuscinetto proprio non c’era e per questo motivo abbiamo dovuto smettere. Mentre eravamo ferme ad aspettare il carro attrezzi, con una temperatura di -19°, vedevamo passare davanti a noi tutte le altre auto… che amarezza!

Imprevisti a parte, siete state più performanti…

B. Quest’anno abbiamo deciso di farci aiutare da un mio amico che da anni affronta gare storiche di regolarità, abbiamo voluto iniziare prima a prepararci e allenarci per sostenere la gara con più precisione. Direi che in qualche modo si è visto, anche se non abbiamo portato a termine il percorso – per problemi indipendenti da noi – siamo state abbastanza performanti: pensa che ad un certo punto eravamo persino settantaquattresime! Peccato non essere arrivate alla fine… in effetti ho pensato che solitamente io e mia sorella litighiamo per le prime cinque o sei ore di viaggio: vuoi che abbia portato male rompere la tradizione? Quest’anno stava andando tutto fin troppo bene, nemmeno una piccola discussione. Ride. Litigare porta bene ogni tanto, quindi il prossimo anno dobbiamo litigare prima di andare avanti! Scherzi a parte ci siamo davvero impegnate per questa Winter, ognuna di noi ha seguito perfettamente il suo ruolo e questo ci ha aiutato sia nell’organizzazione pratica che nel dialogo.

L’auto era quella dello scorso anno? 

S. Sì, noi ormai gareggiamo sempre con la nostra Fiat 1100 che è stata arruolata per tutte le gare. Nonostante questo episodio, ci accompagna ovunque e le siamo affezionate.

Il momento più emozionante di questa gara? 

B. Secondo me è stato proprio l’episodio conclusivo, quando ci siamo fermate sul Passo Pordoi, forse il più alto che dovevamo affrontare, a -19°. Oltre al freddo c’era l’amarezza di non poter proseguire per motivi indipendenti da noi; per la prima volta non abbiamo concluso una competizione. Tuttavia, nonostante il dispiacere iniziale, è un’esperienza anche questa se la vivi sportivamente, gli inconvenienti accadono e questa volta è toccato a noi. Spesso ci dimentichiamo che non possiamo controllare tutto, in alcune circostanze bisogna arrendersi all’evidenza e fare tesoro comunque delle esperienze vissute. Questa Winter Marathon ci ha regalato ricordi bellissimi dei paesaggi, del rapporto personale tra sorelle, delle difficoltà affrontate. Tensione e impegno, ma anche tante risate!

S. Per me il momento più emozionante è stato affrontare le prove tecniche sul laghetto ghiacciato; lo scorso anno le temevamo molto, erano difficili e abbiamo combinato un pò di pasticci. Quest’anno le abbiamo affrontate più preparate e i risultati sono stati evidenti anche nei punteggi. Si trattava di batterie di prove decisamente sfidanti e per me l’emozione è spesso associata proprio ai momenti di sfida con gli altri, ma soprattutto con me stessa.

Il rapporto con gli altri concorrenti?

B. Abbiamo incontrato molti degli equipaggi conosciuti lo scorso anno, ma durante quest’edizione è stato difficile prendersi del tempo per rilassarsi. In generale, noi come gli altri, ci siamo sempre trovate un tantino in ritardo rispetto alla tabella di marcia e certamente il motivo è collegato alle condizioni avverse della strada e del meteo. Eravamo tutti concentrati sul percorso, ognuno “stava nel suo” per non distrarsi e farsi cogliere impreparato rispetto agli imprevisti. Il freddo non ha aiutato naturalmente; pensa che le temperature così rigide ci hanno imposto di indossare cinque strati di vestiti e attrezzarci con scaldini e quant’altro. 

Driver – Benedetta, hai avuto paura di guidare in alcuni tratti? 

B. Paura no, piuttosto il timore di non riuscire a ripartire. Quando eravamo sul Passo Pordoi in attesa di affrontare le prove cronometrate, ferme davanti al cartello giallo – eravamo parecchio in anticipo, ho ingranato la prima e l’auto non si muoveva. Nonostante avessimo le gomme chiodate, i chiodi non facevano grip sul ghiaccio e quindi ci siamo ritrovate ferme al buio… Non ci siamo perse d’animo e abbiamo tentato di fare dei movimenti, come per provare a spingere la macchina, e alla fine siamo riuscite a farla ripartire. Quella è stata un’altra occasione in cui abbiamo riso tantissimo perché ti improvvisi a fare cose a cui non penseresti mai! Ammetto che al momento non è stato proprio così divertente, però con un pò di spirito competitivo non ci siamo arrese e la sera, quando ci siamo trovate a fare il resoconto della giornata, abbiamo riso e scherzato ripensando alle facce di quanti ci avevano viste agitate in quella e in altre occasioni. Io e mia sorella abbiamo un carattere molto compatibile da questo punto di vista; quando io mi innervosiscono lei mi calma, e viceversa, mentre quando ad esempio lei si distrae io la rimetto in riga.

Squadra vincente non si cambia? 

Esatto, mai!

Ph di Pierpaolo Romano

Com’è stata Benedetta come driver?

S. Mia sorella come driver è stata una garanzia. Con il passare del tempo anche la nostra esperienza di gara insieme si consolida e di conseguenza anche il nostro rapporto personale. Oltre all’aspetto sportivo, come navigatrice io e lei come driver, è importante il sentimento di affetto e di amore che ci lega. Ci sono momenti in cui stare insieme è bello, condividere queste esperienze con una sorella rimane al netto di tutto la cosa più importante.

E Stefania, come navigatore? 

B. Devo dire molto brava! Quest’anno è stata davvero precisa, equipaggiata bene con la sua luce, le penne, ascoltava i miei consigli… ho deciso di fidarmi completamente perché generalmente mi sgrida dicendo che io metto sempre in dubbio le sue indicazioni stradali. Così questa volta le ho dato completa fiducia e ho fatto davvero bene perché non ha mai sbagliato! Inoltre, se è vero che bisogna impegnarsi e stare attente, lo è altrettanto che un’esperienza dev’essere vissuta serenamente. Se dovessi entrare in macchina e avere l’angoscia perché il mio navigatore pretende di affrontare la gara in un determinato modo, probabilmente smetterei di gareggiare. Oggi noi abbiamo trovato un equilibrio che è perfetto, nella nostra 1100 stiamo molto bene.

Quali sono stati i tormentoni di questa Winter Marathon tra di voi, cosa vi siete ripetute più volte durante la gara?

B. Stefania mi diceva sempre: “mi raccomando non correre, quest’anno è pericoloso!”. Ogni volta, se giravo a destra lei diceva: “Benny mi raccomando non correre quest’anno è pericoloso”, durante una discesa: “Benny mi raccomando non correre, quest’anno è pericoloso”.Io invece le ripetevo ogni poco: “non possiamo sbagliare strada”, “non possiamo sbagliare strada”. Ero sempre preoccupata di sbagliare strada dal momento che le strade erano impervie e ogni errore sarebbe pesato moltissimo.

S. La frase che ho ripetuto di più a Benedetta è stata: “se non guidi con prudenza scendo!”. Avevo veramente timore delle strade, non era assolutamente da sottovalutare la situazione; c’era ghiaccio e neve e lei è molto sportiva, soprattutto alla guida, quindi a volte non se ne rende conto. Allora le ripetevo questa frase in continuazione. Sorride. Cercavo di dirlo come avvertimento, non perché pensi che lei non faccia attenzione. Mentre lei mi ha chiesto fino allo sfinimento: “sei pronta?”, “sei pronta?”, “sei pronta?”. Lo ripeteva spesso e più volte di seguito.

Ph di Pierpaolo Romano

Un bilancio positivo per la Winter Marathon 2023?

B. Assolutamente sì. Era la nostra seconda edizione e siamo riuscite a vivere un’esperienza completamente diversa rispetto a quella dello scorso anno. La Winter 2022 assomigliava più che altro ad una Summer Marathon, non c’era ghiaccio né neve, i paesaggi erano comunque bellissimi e i posti accoglienti, tuttavia l’emozione invernale si era un pò persa. Quest’anno è stato proprio diverso, una vera Winter Marathon all’altezza delle aspettative; durante le premiazioni hanno detto che è stata l’edizione più fredda degli ultimi dieci anni e lo posso confermare! I paesaggi erano suggestivi, le montagne innevate e abbiamo provato l’emozione di testare l’auto sulla neve perché è davvero diverso guidare. Io mi divertivo moltissimo, mentre mia sorella mi ripeteva di andare piano e non correre. Ride. Naturalmente la sicurezza viene prima di tutto, ma è incredibile l’adrenalina di guidare e cercare di capire tecnicamente come raggiungere il massimo delle prestazioni dell’auto che conduci. Un’esperienza fantastica che resterà sempre nei nostri ricordi.

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